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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01873 presentata da CAPARINI DAVIDE CARLO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960711

Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dell'interno e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: in data 25 settembre 1990, il signor Chini Cavalier Pietro nonche' il signor Tedeschi Gualtiero chiedevano al sindaco di Darfo Boario Terme il rilascio di concessione edilizia "per la realizzazione di un centro commerciale" con la ristrutturazione ed ampliamento della struttura esistente; gli interessati presentavano in data 19 settembre 1991 domanda di rilascio di una concessione edilizia asseritamente in variante rispetto alla precedente ma, in realta' costituente una concessione nuova, per la realizzazione "di un centro commerciale e deposito industriale"; il sindaco di Darfo Boario Terme, rilasciava la concessione edilizia in data 24 gennaio 1992 n. 9196 e esercitando i poteri di subdelega previsti dalla normativa regionale vigente, rilasciava l'autorizzazione sotto il profilo ambientale ai sensi dell'articolo 7 della legge 1497/1939 e successive modifiche; il piano regolatore generale del comune di Darfo Boario Terme classifica la zona interessata come D8, di tipo grande industria. La tabella di "azzonamento" prevede per tale zona la possibilita' di insediamento di"gradi industrie pesanti e leggere. Depositi commerciali anche con lavorazioni. Con limitazioni di tipo ove indicato con simbolo autorimesse d'azienda" mentre "non e' ammessa o tollerabile destinazione diversa". Si deve percio' escludere che la previsione normativa del piano regolatore generale escluda senza possibilita' di dubbio la realizzazione di un centro commerciale, destinato evidentemente ad ospitare una attivita' di vendita oltre che la realizzazione di un "deposito industriale" fine a se stesso o, a maggior ragione, connesso ad una attivita' commerciale. Per le considerazioni fatte si prefigura la violazione della normativa urbanistica vigente; l'articolo 18 del regolamento edilizio impone che sia per le nuove costruzioni ad uso commerciale od assimilato che per i cambiamenti di destinazione d'uso, il richiedente non ha dimostrato la rispondenza alle prescrizioni della legge n, 426 del 1971 oltre la mancata verifica da parte dell'Amministrazione comunale che quindi pecca anche per difetto di motivazione e di istruttoria; la concessione edilizia prevede, oltre che la ristrutturazione, anche l'ampliamento di un preesistente fabbricato privo di agibilita'; gli intestatari della concessione edilizia non hanno presentato il computo metrico estimativo in contrasto con la normativa vigente e in particolare con l'articolo 4, comma 5, della legge regionale n. 60 del 1977, come modificato con legge regionale n. 44 del 1978 -: se il Ministro intenda fare luce sulla realizzazione del centro commerciale in oggetto e se, in generale, voglia compiere tutti gli atti in suo potere per arginare il proliferare dei grandi centri commerciali che procurano irreparabili danni al tessuto commerciale dell'area Alto Sebino-Valcamonica, costituito da esercizi a posto fisso e da licenze ambulanti che svolgono un'altissima funzione sociale in un'area montana del tutto priva di pubblici servizi di trasporto; se intenda valutare gli effetti negativi di quanto sopra sull'economia dell'area Alto Sebino-Vallecamonica, oltre che il pesante impatto ambientale e paesaggistico. (4-01873)

 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.