Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02064 presentata da BIANCHI VINCENZO (FORZA ITALIA) in data 19960717
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro, del bilancio e programmazione economica e per la funzione pubblica e gli affari regionali. - Per sapere - premesso che: i fondi strutturali che l'Unione europea mette a disposizione dell'Italia non vengono utilizzati o vengono utilizzati con molto ritardo: e' questo l'ammonimento di Bruxelles a pochi giorni dalla riunione del comitato di sorveglianza - obiettivo 1; secondo i piu' recenti dati a disposizione di Bruxelles, aggiornati a meta' maggio del 1996, l'Italia e' riuscita a spendere solo il 7,6 per cento del totale dei fondi strutturali a disposizione delle regioni-obiettivo 1 per il periodo 1994-1999, oltre 31,5 miliardi di Ecu (piu' di sessanta mila miliardi di lire) tra contributi comunitari e cofinanziamenti statali; a preoccupare maggiormente sono, comunque, le statistiche di raffronto con gli altri paesi, dalle quali si evidenzia come l'Italia sia stata veramente l'ultima della classe in materia di utilizzo dei fondi comunitari; si pensi, infatti, che la Grecia era riuscita a spendere a fine 1995 il 17 per cento dei fondi, la Spagna ed il Portogallo il 23 per cento, l'Irlanda il 27 per cento; l'inefficienza, la burocrazia combinata alla cattiva gestione politica soprattutto a livello regionale, la creazione di sovrastrutture nella gestione dei fondi, l'ultima delle quali e' la "cabina di regia", hanno costretto sino ad oggi l'Italia a farsi concedere una serie di proroghe per non perdere definitivamente i soldi messi a disposizione dall'Unione europea; il livello di utilizzazione dei fondi 1994-1999 e' peggiore di quello che caratterizzava la vecchia programmazione dei fondi strutturali -: quali iniziative intenda adottare il Governo per consentire un piu' efficace utilizzo dei fondi comunitari, che sono diventati uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo economico ed occupazionale del nostro Paese; se risulti vero che per i trasferimenti pubblici verranno utilizzati i fondi comunitari; quali misure urgenti intenda adottare il Governo per la programmazione dei fondi comunitari, tenuto conto anche delle recenti dimissioni del dottor Emidio Giovan Battista, scoraggiato dalla inefficenza dello Stato italiano in materia. (4-02064)
Per delega disposta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, si risponde alla interrogazione in oggetto facendo preliminarmente presente che sulla questione sollevata si e' ampiamente riferito in Parlamento a partire dalla audizione resa alla Commissione V della Camera in data 11 settembre 1996. Si ribadisce comunque che sulla necessita' di assicurare il pieno e rapido utilizzo delle risorse comunitarie, cosi' importanti tanto in termini di sviluppo delle aree depresse quanto in termini di finanza pubblica, e' concentrata l'attenzione del Governo al fine di coordinare e snellire i rapporti di cooperazione tra tutte le Amministrazioni ordinarie, le Regioni, ed i soggetti che gestiscono i programmi comunitari. Una prima risposta organizzativa che il Governo ha dato e' consistita nel prevedere l'unificazione delle funzioni direttive tra il Servizio delle politiche di coesione e la Cabina di regia nazionale al fine di creare quelle sinergie necessarie per un lavoro comune atto ad incidere sulle ragioni che maggiormente minano e rallentano l'utilizzo delle risorse comunitarie. Ulteriori temi affrontati riguardano i nodi relativi alla complessita' dei procedimenti e delle responsabilita' amministrative, alle procedure di programmazione e di attuazione, allo scarso raccordo tra programmazione e requisiti di operativita' dei progetti e cio' in relazione al contenuto dell'intesa intervenuta a suo tempo tra il Governo e il Commissario Wulf Mathies. In accordo con le Regioni sono state, a tal fine, definite nuove procedure per la riprogrammazione che sono state tradotte nei commi 96 e seguenti dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Tali norme stabiliscono dei criteri precisi che consentono di procedere alla riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali comunitari programmate per gli anni 1994, 1995 e 1996 al fine di evitare la perdita di finanziamenti comunitari mediante il trasferimento di risorse gia' attribuite a progetti che presentano delle difficolta' di realizzazione verso interventi immediatamente cantierabili, cercando, ove possibile, di rispettare la destinazione territoriale originaria. Dal lato delle procedure, il Governo e' inoltre impegnato ad esaltare il ruolo delle regioni e degli enti locali, mediante la conclusione di patti territoriali che impegnano reciprocamente amministrazioni centrali e regionali, nonche' a snellire i passaggi amministrativi, di coordinamento e di controllo dei soggetti responsabili degli investimenti. E' stata individuata, cioe', una metodologia che consentira' al CIPE di riallocare risorse importanti verso progetti eseguibili, dal che deriveranno effetti certamente positivi in termini sia di spesa pubblica che di investimenti. Si tratta di una serie di iniziative che potranno dare risultati positivi gia' nei prossimi mesi e che hanno trovato il pieno accordo della Commissione europea con la quale il Governo sta lavorando in piena sintonia, come accertato anche nel corso dell'incontro svoltosi a Roma il 4 luglio 1997 con il Commissario Wulf Mathies che ha messo in luce alcune situazioni critiche ma ha evidenziato i notevoli passi in avanti compiuti. In ogni caso, le tabelle allegate, che documentano la situazione degli impegni e delle spese alla data del 15 maggio e del 31 dicembre 1996 e del 3 marzo 1997, rendono evidenti i passi avanti compiuti. Per quanto, infine, riguarda la questione di conferire alla Cabina di regia - la cui presidenza e' stata subito affidata ad altro qualificato esperto - una struttura che possa assicurare il migliore assorbimento delle funzioni di coordinamento e di propulsione sopra ricordate, si fa presente che nella legge di riforma in materia di contabilita' e bilancio, teste' approvata dal Parlamento (legge n. 94 del 1997, articolo 7, comma 2, lett. g) e' stato disposto il conferimento di apposita delega al Governo per la sua riorganizzazione, mentre il Consiglio di Stato e' gia' stato investito per il prescritto parere sull'iniziativa per la modifica, in sintonia con i principi e criteri direttivi, dell'attuale regolamento che disciplina, sul piano amministrativo procedurale, l'attivita' della Cabina.ALLEGATO Il sottosegretario di Stato per il bilancio e la programmazione economica: Macciotta.