Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00290 presentata da RODEGHIERO FLAVIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960718
Ai Ministri delle finanze e del commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che: circa 200 famiglie del Veneto e del Friuli sono state vittime di una truffa perpetrata ai loro danni da una ditta padovana, la "Real Casa", di Pesce Giorgio, con sede a Campo S. Piero; il titolare della "Real Casa" e alcuni suoi collaboratori sono stati arrestati e rinviati a giudizio per associazione a delinquere, truffa, violazione di domicilio ed estorsione, dal tribunale di Pordenone; i venditori di questa ditta si recavano casa per casa in vari centri del Veneto e del Friuli per indurre la gente ad acquistare una valigia di biancheria (il cui valore era di circa 1 milione di lire), convincendo le persone a trattenere in prova la merce e chiedendo loro di firmare i documenti per comprovare la giacenza della valigia stessa; questi documenti non erano altro che un contratto di vendita camuffato ed alcuni fogli bianchi dai quali, in seguito, sono state ricavate delle cambiali; la ditta, poi, lasciava trascorrere i sette giorni utili per l'esercizio del diritto di recesso da parte dell'acquirente e, dopo qualche giorno, un sedicente ispettore della stessa ditta si recava a casa delle vittime e pretendeva il pagamento in contanti della merce, mostrando loro le cambiali sottoscritte e minacciando di mettere all'incasso tutte le cambiali in un'unica volta; le vittime, componenti di nuclei familiari di operai e/o pensionati, non disponendo di liquidita' immediata, e rendendosi conto dei guai che avrebbero subito in caso di protesto delle cambiali, accettavano la proposta e firmavano un contratto di finanziamento con la Banca commerciale in modo da pagare la merce in 36 rate da 75.000 lire ciascuna; onorato il debito con la banca, le cambiali, mai restituite ai sottoscritti, venivano una ad una portate dalla "Real Casa" all'incasso, che era anche autorizzata ad emettere titoli in proprio per un massimo di 25 milioni di lire ciascuno; a questo punto diverse persone si sono rivolte alla magistratura, anche con l'assistenza della Adiconsum, querelando la "Real Casa" per truffa e richiedendo il sequestro delle cambiali; i magistrati di Padova, Venezia e Pordenone, ravvisando il reato, hanno disposto il sequestro dei titoli e hanno dato mandato alla guardia di finanza di eseguire tale disposizione; nel sequestrare le cambiali, la guardia di finanza si e' accorta che le stesse erano in carenza dell'imposta di bollo, perche' alcune delle cambiali erano firmate in bianco oppure era esposta una cifra superiore rispetto alla imposta di bollo prevista; la guardia di finanza ha allora elevato processo verbale nei confronti della "Real Casa" per violazione dell'imposta di bollo e chiamato in solido a rispondere per tale violazione anche i sottoscrittori delle cambiali, comminando una multa pari a 30 volte l'evasione accertata; poiche' la "Real Casa" non ha pagato, l'ufficio del registro di Padova ha dato mandato alle varie esattorie comunali di iscrivere le cartelle a ruolo ed iniziare l'azione di esazione; visto che in molti casi il valore del titolo non era calcolabile, la guardia di finanza ha applicato il valore massimo dell'imposta di bollo, cioe' 300.000 lire, somma che corrisponde ad una cambiale di 25 milioni, imposta poi lievitata dal momento in cui sono scattati i fortissimi interessi e le spese dell'ufficio inquirente: per cui le cifre per le quali il ministero richiede il pagamento vanno da un minimo di 82 milioni ad un massimo di 300 milioni di lire; la richiesta di sospensiva alla direzione regionale delle entrate, all'ufficio del registro e alle esattorie di competenza e' stata negata per l'impossibilita' di dimostrare le avvenute minacce; i termini di pagamento sono scaduti o stanno per scadere, e in alcuni casi, le famiglie hanno gia' ricevuto la visita degli ufficiali giudiziari, i quali hanno iniziato l'iter per il pignoramento dei beni e/o degli stipendi e delle pensioni; sembra che gli autori della truffa abbiano cambiato intestazione alla ditta e continuino ad operare indisturbati -: se il Ministro delle finanze non ritenga opportuno assumere le necessarie iniziative volte a sospendere l'emissione delle cartelle esattoriali, visto che il Ministero delle finanze pretende il pagamento delle somme richieste da famiglie che sono state ingannate e truffate; quali provvedimenti il Governo intenda assumere onde proteggere i consumatori nelle diffuse truffe derivate dalle vendite porta a porta. (5-00290)