Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00286 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960718
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il 7 giugno 1967 Gerusalemme Est veniva occupata dall'esercito israeliano e illegalmente annessa, il 28 giugno dello stesso anno, dopo che la Knesset aveva autorizzato il governo israeliano ad estendere la sua giurisdizione alla citta' occupata; la comunita' internazionale considera tuttora Gerusalemme un territorio occupato e rifiuta di accettare la sua annessione; dopo l'avvio dei negoziati tra Israele ed entita' autonoma palestinese, lo status di Gerusalemme e' stato uno dei principali argomenti nell'agenda della trattativa conclusiva che e' iniziata nel maggio 1996; desta motivo di grande preoccupazione la recente decisione del governo israeliano di ritirare la residenza ai palestinesi che abitano a Gerusalemme. Si tratta di una misura diretta a ridurre il numero dei palestinesi residenti nella citta'; i palestinesi residenti a Gerusalemme Est sono ammessi in qualita' di "residenti permanenti", in osservanza della legge sulla cittadinanza israeliana del 1952. Recentemente Israele ha intensificato l'adozione di misure dirette a privare i palestinesi abitanti a Gerusalemme della loro residenza, col pretesto che sono formalmente residenti in altre aree della West Bank o della Striscia di Gaza o di altrove; Israele sostiene che il centro della vita di questi palestinesi si svolga fuori da Israele. Questa disposizione si basa sulla norma 11 della legge di inserimento in Israele, che stabilisce che ogni individuo e' soggetto alla privazione alla residenza in Israele se "vive fuori da Israele (compresa Gerusalemme) per piu' di sette anni"; in passato, Israele ritrattava la residenza solo se una persona non rinnovava il passaporto, in accordo con quanto previsto dalle procedure. Invece, recentemente, Israele ha cominciato a ritirare la residenza anche a persone che avevano rinnovato il passaporto considerando Gerusalemme dentro lo stato israeliano e West Bank e Striscia di Gaza "fuori"; le donne palestinesi, che hanno la residenza a Gerusalemme, sposate con residenti fuori dalla citta', sono state pesantemente colpite da queste misure. La richiesta di riunificazione della famiglia avanzata da queste donne e' sistematicamente rifiutata. La politica di Israele si basa sull'opinabile presupposto per il quale normalmente la donna "segue il marito" e quindi non ha piu' il diritto alla residenza a Gerusalemme; ci troviamo di fronte, ad avviso dell'interrogante, ad un evidente atto di "pulizia etnica", la quale viene elevata anche a livello di giurisprudenza, come dimostra il caso dello sfratto alla tribu' di Jahalin Bedouin. La High Court israeliana ha ordinato lo sfratto di tale tribu' (che vive a Gerusalemme Est dal 1952) per consentire l'insediamento ebraico di Maa'leh Adumim; attuando queste misure, Israele sta ignorando completamente le posizioni della comunita' internazionale, secondo cui Gerusalemme Est e' parte integrante dei territori occupati palestinesi (Opt); se il Governo non ritenga indispensabile proporre alla "troika" dell'Unione europea, di cui l'Italia e' componente, una iniziativa nei confronti del Governo di Israele per farlo recedere da operazioni surrettizie od esplicite di "pulizia etnica" nei confronti dei cittadini palestinesi residenti a Gerusalemme Est; se intenda porre la questione di Gerusalemme Est e del suo status durante la visita che la delegazione del governo italiano compira' nel prossimo settembre in Israele e nei territori occupati palestinesi, in considerazione anche dei progetti di cooperazione economica e culturale che con la sudetta missione affrontera' con le autorita' dei due Stati. (5-00286)