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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02167 presentata da MASSIDDA PIERGIORGIO (FORZA ITALIA) in data 19960718

Ai Ministri della pubblica istruzione e del tesoro. - Per sapere - premesso che: con la legge n. 901 del 1^ giugno 1942, e con il decreto del Presidente della Repubblica n. 668 del 16 giugno 1977, e' stato istituito in Sardegna l'Esmas (Ente per le scuole materne della Sardegna); in virtu' di tali disposizioni, l'Ente ha svolto, negli anni, un'intensa attivita' nell'ambito della formazione e cura dei bambini in eta' prescolare istituendo, in numerosi centri dell'isola, scuole e strutture educative altrimenti assenti; sono 154 le sedi scolastiche dell'ente distribuite in 130 comuni della Sardegna e 6.700 gli alunni frequentanti tali strutture; l'Esmas e' un ente parastatale finanziato in parte dallo Stato che copre le spese di gestione (per stipendi del personale e attivita' didattiche), dalla regione sarda che garantisce la manutenzione degli stabili, e dalle amministrazioni comunali che mettono a disposizione gli edifici scolastici. Alle famiglie degli alunni viene richiesto di versare annualmente una quota minima di iscrizione a copertura delle spese assicurative; all'interno delle strutture opera personale qualificato, per complessive cinquecento unita' (37 amministrativi, 303 insegnanti e 159 ausiliari); per garantire il regolare funzionamento delle diverse strutture e la copertura delle spese di gestione sono necessari circa trenta miliardi; mentre in passato le risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato erano sufficienti a coprire i costi di gestione, con la manovra finanziaria per l'anno 1996 gli stanziamenti erogati sono stati ridotti a tredici miliardi e cento milioni (relativi all'anno solare 1996), risorse assolutamente insufficienti a garantire, non solo il regolare funzionamento dell'attivita' didattica, ma la stessa sopravvivenza dell'Ente -: le somme erogate dallo Stato per l'anno 1996 permettono la copertura delle spese di gestione dell'Esmas (soprattutto stipendi) sino alla fine del mese di agosto, mentre per il resto dell'anno il bilancio dell'ente non e' in grado di salvaguardare gli standard qualitativi del servizio offerto e lo stesso mantenimento dei livelli occupativi; questo stato di cose ha determinato una comprensibile preoccupazione da parte degli operatori che, dopo anni di lavoro e impegno, rischiano il licenziamento; la mancanza di adeguata copertura finanziaria portera' al blocco totale delle attivita' didattiche, con grave disagio per migliaia di famiglie sarde; la presenza su tutto il territorio regionale di sedi scolastiche dell'Esmas, ha permesso di erogare servizi altrimenti inesistenti, in quanto in Sardegna non si e' mai adeguatamente sviluppata la scuola materna pubblica; il mancato potenziamento delle strutture pubbliche e' dovuto soprattutto ad un incuria dello Stato che ha fatto unicamente affidamento sull'attivita' dell'ente sovvenzionato; la pressoche' totale mancanza di servizi alternativi a quelli offerti dall'ente rende indispensabile l'opera offerta dagli operatori delle strutture Esmas; esistono in Sardegna paesi isolati, mal collegati con il resto dell'Isola, nei quali la presenza di una scuola materna rappresenta l'unico luogo di formazione e assistenza per i bambini. Esistono inoltre centri, come i capoluoghi di provincia, dove e' piu' alta la concentrazione di popolazione, in cui il ricorso alle strutture private e' diventato norma, considerata la totale impossibilita' o incapacita' dello Stato a fornire servizi proporzionati alle esigenze; da anni gli operatori dell'Esmas chiedono una profonda riforma dell'Ente, che ridefinisca i compiti e gli indirizzi della struttura, ne configuri un nuovo assetto societario, individuando finanziatori ed enti preposti all'erogazione delle risorse indispensabili al funzionamento; la Sardegna e' una delle regioni piu' povere e con il piu' alto tasso di disoccupazione in Italia. Il licenziamento dei 500 dipendenti dell'Esmas accentuera' il malessere diffuso nel territorio, caratterizzato da un tessuto produttivo gravemente compromesso e assolutamente privo di concrete opportunita' lavorative -: quali provvedimenti intendano adottare per evitare il blocco delle attivita' didattiche, salvaguardando servizi indispensabili che lo Stato non e' in grado di offrire in maniera adeguata e corrispondente alle esigenze dei cittadini sardi; quali provvedimenti intendano adottare per tutelare il posto di lavoro dei 500 dipendenti dell'Esmas, tenuto conto che si tratta di professionisti che hanno maturato elevati livelli di capacita' e competenze specifiche; non ritengano opportuno avviare una radicale riforma dell'ente ed un adeguato riconoscimento da parte dello Stato e garantire altresi' la regolare erogazione dei finanziamenti necessari al funzionamento della struttura, superando il regime di incertezza che caratterizza da anni la vita dell'ente. (4-02167)

 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.