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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02200 presentata da COPERCINI PIERLUIGI (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960718

Ai Ministri dell'interno, della pubblica istruzione, e dei beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: il quartiere del Popol Giost di Santa Croce di Reggio Emilia e' ricco di storie e tradizioni popolari antichissime degne di essere recuperate e promosse: e' il quartiere piu' antico della citta' dove, in passato e ancora oggi, molti anziani parlano un dialetto particolarissimo, "l'arsave", il dialetto reggiano "alla rovescia", usato nei secoli passati per non farsi riconoscere dagli abitanti degli altri quartieri in vicende particolari. Da qualche anno gli abitanti di Santa Croce si sono organizzati, fra l'altro, in un comitato che organizza una festa popolare per tramandare le tradizioni che, altrimenti, andrebbero disperse. sulla storia di questo "quartiere fattosi popolo", fra l'altro, uno storico di Reggio Emilia, Antonio Canovi, ha scritto due libri, "La Neve di Santa Croce" e "Popol Giost" e della sua particolarita' si e' parlato in occasione di convegni di storiografia; gli abitanti di Santa Croce nella primavera 1992, avevano presentato una petizione per chiedere che uno slargo del quartiere, in passato cuore della zona, fosse intitolato, in dialetto locale, al Popol Giost, per recuperare le tradizioni popolari; il sindaco e il consiglio comunale di Reggio decisero, nel novembre 1993, di apporre una targa "Piasa dal Popol Giost" nello slargo fino ad allora ancora senza nome, iniziando la pratica per intitolare ufficialmente la piazza; nel marzo 1996 il ministero dell'interno ha comunicato che la dizione "Piasa del Popol Giost" andava respinta in quanto non in lingua italiana, ma in dialetto. Il tutto secondo le disposizioni di una legge sulla toponomastica (datata 1922), che vieta l'uso di parole in dialetto. Fra l'altro il dialetto reggiano-emiliano non rientra nelle lingue locali riconosciute come da proteggere e non incluse nell'area "bilinguistica"; la dizione, pur in dialetto, e' comprensibile anche per chi non lo parla. "Popol, Giost" significa popolo giusto. Per uno straniero che non parla la lingua italiana popol giost o altro non cambia molto. Il caso di piasa dal popol giost e' quindi un raro e democratico esempio di toponomastica decisa per volonta' popolare, dal basso, poi ratificata alle autorita' comunali e successivamente respinto dal centralismo romano del ministero degli interni; gli abitanti del quartiere sono inoltre impegnati nella difesa di una area verde della zona che diventera' parco, hanno anche in questo caso deciso e proposto, per quest'ultimo, il nome al comune con un referendum. la sopracitata legge sulla toponomastica del 1922 e' una norma dichiaratamente autoritaria, in quanto anche i dialetti e le lingue locali, fanno parte della cultura dei popoli: volere cancellare e negare per legge e' segno di antidemocraticita' (non a caso questa era la politica del fascismo) -: se intendano assumere le iniziative necessarie perche' lo slargo in via Roma di Reggio Emilia, nel quartiere del popol giost, di Santa Croce, possa essere intitolato al popol giost, e perche' le norme che vietano l'utilizzo del dialetto o di lingue straniere vengano abolite e' venga applicata la norma gia' esistente per le zone "bilinguistiche", modo che vengano preservati tutti i dialetti, le lingue e le diverse culture del Paese specie quando a chiederlo sono proprio, come in questo caso, i cittadini. (4-02200)

 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.