Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00312 presentata da MUZIO ANGELO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960722
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: oltre che mediante i rivenditori di quotidiani e di periodici, pare sussista l'ipotesi di un provvedimento per la sperimentazione della vendita mediante l'estensione della rete attraverso punti alternativi quali benzinai, bar, supermercati, tabaccherie e grande distribuzione; tale scelta, apparentemente realizzata per favorire la lettura di quotidiani e periodici, penalizzerebbe una estesa categoria di lavoratori, gli edicolanti, senza apportare alcun beneficio in termini di copie vendute; da rilievi di settore, risulta che le edicole nel 1985 ammontavano a 25.000 unita' contro le attuali 40.000 mentre le copie dei quotidiani venduti non hanno subito variazioni di rilievo, attestandosi sui sei milioni di copie giornaliere; in molti casi i dati statistici della vendita sono artificiosamente determinati non dalle pubblicazioni, ma dall'allegato o dal gadget (videocassette, profumi, enciclopedie, riviste in carta patinata); le dimensioni abnormi assunte da questi allegati rappresenta un vero e proprio spreco di risorse che potrebbero e dovrebbero essere diversamente e piu' utilmente impiegate; la percentuale economica lorda di "aggio" che rimane ai venditori, da circa un anno e' scesa dal 20/25 per cento al 18 per cento circa per tutte le pubblicazioni; un provvedimento di cosi' grave entita' porterebbe molte edicole alla chiusura definitiva, incidendo negativamente sull'occupazione; la vendita al di fuori dei punti autorizzati e' gia' oggi possibile attraverso strillonaggio, porta a porta, distributori automatici, autostrade, aeroporti ed altre occasionali -: quale sia il motivo della richiesta degli editori, visto che l'attuale normativa sull'editoria (leggi nn. 416 del 1981 e 67 del 1987), nata per consentire il risanamento delle aziende, ha disatteso i risultati sperati; quali siano i motivi per disattendere la norma, che ha l'obiettivo di realizzare un'efficiente ed economica distribuzione; se risulti quali interessi si siano consolidati intraprendendo la strada consumistica dei vari gadget e se non vi sia il rischio concreto che questa nuova iniziativa distributiva nasconda dietro alla liberalizzazione del servizio il solo obiettivo di ottenere nuovi stanziamenti, poiche' gli editori hanno interpretato le norme solo ai fini costitutivi di un fondo a cui attingere risorse; se non ritenga che da tutto cio' gli unici danneggiati sarebbero i rivenditori, che gia' a suo tempo furono esclusi dai benefici economici della legge e che tuttora non godono di alcuna sovvenzione; se non ritenga opportuno impedire la realizzazione di questi punti vendita alternativi, che, ad avviso dell'interrogante, sono un attacco alla liberta' di informazione, poiche' e' facile prevedere che solo i grandi editori potrebbero essere presenti in questi nuovi punti vendita nei quali non e' fatto obbligo di vendere "tutte" le pubblicazioni e, conseguentemente, il cittadino sarebbe indotto a scegliere solo quelle a maggiore tiratura, compiendo cosi' una grave manomissione in ordine alle libere scelte del cittadino. Analoga interrogazione, presentata nella XII legislatura (n. 4-16440 del 30 novembre 1995), e' rimasta priva di riscontro. (5-00312)