Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00310 presentata da LABATE GRAZIA LUCIANA (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960722
Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del tesoro. - Per sapere - premesso che: l'iter delle privatizzazioni, avviato nel nostro paese, investe settori strategici dell'industria nazionale; dopo una fase caratterizzata dal prevalere di un orientamento finalizzato soprattutto, se non esclusivamente, a ottenere maggiore liquidita', si va affermando finalmente una impostazione che ha come obiettivo quello di fare delle privatizzazioni l'occasione per affermare un nuovo indirizzo di politica industriale che veda i settori portanti dell'economia del paese stare sui mercati nazionali, europei e mondiali con una prospettiva di sviluppo industriale e occupazionale e di sana competitivita'; in considerazione di cio' la scelta di avviare il processo di privatizzazione delle aziende pubbliche costituisce un fatto di per se' rilevante ai fini del piu' generale governo della scena politica ed economica del paese; il modello di privatizzazione che verra' definito dal Governo e dal Parlamento non e' fatto neutrale rispetto alla necessita' di tutelare congiuntamente sia l'esigenza di avere disponibili leve sulle quali agire per programmare nel paese un reale coordinamento delle politiche industriali finalizzate alla tutela ed allo sviluppo del patrimonio tecnologico, professionale ed occupazionale rappresentato dalle aziende pubbliche, sia la necessita' di reperire risorse, attraverso i processi di privatizzazione, da indirizzare in maniera positiva verso politiche di sostegno al lavoro; cio' determina la consapevolezza che i processi di privatizzazione non possono avvenire in contrasto o a prescindere da tali esigenze, pena il ridurli ad un mero fatto contabile: alla luce di cio' destano forti preoccupazioni le scelte intraprese gia' da tempo, e recentemente accelerate, da Finmeccanica; tali scelte paiono piu' finalizzate alla tutela dell'attuale gruppo dirigente che non collocate in un quadro prospettico positivo ed avvengono al di fuori di un qualsivoglia raccordo con il Governo ed il Parlamento; le recenti dismissioni di alcune aziende verso gruppi privati, cosi' come alcune acquisizioni gia' avvenute o in via di definizione, generano apparentemente una immagine di grande vivacita' industriale del gruppo, ma in verita' esse contengono i prodromi di possibili pericoli; il piu' grave di questi sembra rappresentato dalla determinazione con la quale Finmeccanica persegue una politica definibile di "autoprivatizzazione", che sembra nascondere l'intenzione di sottrarsi al controllo dell'IRI e, conseguentemente, del Governo e del Parlamento: tali scelte paiono sottintendere forti elementi di finanziarizzazione, che altererebbero alla radice le capacita' e le autonomie, anche tecnologiche, commerciali e competitive, delle aziende del gruppo; finanziarizzare fortemente Finmeccanica produce l'effetto di comprimere sempre piu' le singole imprese, costringendole in ambiti di manovra resi angusti dalle necessita' di concorrere a risanare situazioni debitorie di bilancio di alcune aziende del gruppo non ancora risanate dopo oltre dieci anni di politiche di ristrutturazione e riorganizzazione industriale, finanziate sia attraverso la finanza pubblica sia attraverso interventi comunitari; il permanere di tale situazione sotto una unica regia societaria (Finmeccanica), indipendentemente dal modello organizzativo scelto (le divisioni), causa l'accelerarsi ed il riprodursi, tendenzialmente all'infinito, di una continua erosione delle risorse che altera, riducendola, la capacita' di competere sui mercati e determina l'inserimento del know-how autoprodotto, con sempre piu' alte dipendenze tecnologiche, commerciali e, in qualche caso, produttive da partners stranieri, alcuni dei quali sono anche competitori diretti; tali conseguenze non ricadrebbero solo sulle singole imprese, ma porterebbero alla oggettiva impossibilita' del Governo di intervenire direttamente in settori strategici per lo sviluppo futuro del paese (trasporti, automazione, energia, industria elettronica, aerospazio, avionica, eccetera); si rende pertanto necessario superare rapidamente questa situazione di pericolo promuovendo una piu' efficace capacita' di governo industriale di Finmeccanica; cio' puo' avvenire attraverso la costruzione, per divisione, di due filoni principali (civile e militare), superando la fase di finanziarizzazione anche attraverso una esatta determinazione e ristrutturazione delle situazioni debitorie, consentendo l'autonomo sviluppo delle due parti in rapporto diretto con i mercati; tale processo, capace di richiamare investitori anche con forme di partecipazione al capitale, va accompagnato ad una forte regia da parte del Governo (insieme agli indirizzi che il Parlamento dovra' assegnare), anche attraverso forme di sostegno attivabili dai singoli dicasteri; cio' consentirebbe rapidamente di conseguire risultati di sviluppo quantitativo e qualitativo, senza gravare sui costi pubblici, ma anzi dando un contributo a risanarli -: come intenda il Governo attivarsi al fine di fare della privatizzazione di Finmeccanica l'occasione per la definizione di un piano di politiche industriali finalizzate allo sviluppo e al tempo stesso alla tutela dell'elevato patrimonio di risorse umane, tecniche e professionali che caratterizzano la gran parte delle imprese facenti parte del gruppo e che costituiscono parte importante nel know-how strategico dello sviluppo dell'industria nazionale, rappresentato da aziende quali Elsag Bailey, Ansaldo meccanico nucleare ed altre. (5-00310)