Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00326 presentata da CARRARA ANTONINO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960723
Per sapere - premesso che: l'8 gennaio 1922 una vasta frana distrusse gran parte dell'abitato del comune di S. Fratello (Messina); a seguito di tale evento, con legge 9 luglio 1922, n. 1045, si dispose il finanziamento di un piano regolatore e la corresponsione di sussidi a favore dei cittadini sinistrati per la ricostruzione dell'abitato in altra sede e cioe' in Acquedolci, frazione del comune di S. Fratello, divenuta nel 1969 comune autonomo; la frana successivamente aveva messo in pericolo anche la restante parte dell'abitato, venne, con regio decreto-legge 21 marzo 1929, n. 473, autorizzato uno stanziamento straordinario per l'acquisizione delle aree necessarie per il trasferimento in Acquedolci dell'intero abitato di S. Fratello; in esecuzione del regio decreto-legge fu adottato un piano di ampliamento del vecchio piano regolatore per la costruzione di infrastrutture pubbliche regolarmente realizzate, nonche' di un vasto numero di fabbricati atti a dare alloggio a 1.600 famiglie (fabbricati non costruiti, sicche' le aree edificabili restarono non occupate); per rendere possibile l'attuazione di detto piano, con decreto del prefetto di Messina n. 30486 del 19 giugno 1934, furono espropriati dei terreni della superficie di metri quadrati 187.684,70; erroneamente nel decreto espropriativo e' stata riportata la superficie di metri quadrati 156.175,70 mentre di fatto alle ditte espropriate le indennita' sono state corrisposte per metri quadrati 187.684,70; l'errore si riferisce agli eredi di Cupane Francesco, cui sono stati espropriati metri quadrati 35.010 di terreno, come risulta dal calcolo delle indennita' pagate, mentre nel decreto viene riportata una espropriazione di terreno di metri quadrati 3.501, cioe' metri quadrati 31.509 in meno che, sommati ai metri quadrati 156.175,70 riportati nel decreto espropriativo, danno la consistenza effettiva dei terreni espropriati, e cioe' metri quadrati 187.684,70; i predetti terreni rimasero inutilizzati, stante che gli interessati non ricevettero il contributo statale non avendo potuto presentare nei termini di sei mesi la relativa domanda, i terreni del piano regolatore sono stati trasferiti al demanio dello Stato che li mise a reddito dandoli in affitto per uso agricolo; i concessionari dal 1960 in poi occuparono i suoli non per uso agricolo ma con costruzioni abitative. Successivamente il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1955, n. 1097, dispose il consolidamento dell'abitato di S. Fratello e, conseguentemente, la revoca dello spostamento a valle; dato l'elevatissimo numero di costruzioni, circa 600, il 14 agosto 1982 fu emanata la legge n. 615, che ha previsto la vendita a favore del comune di Acquedolci con due distinti contratti: 1) a titolo oneroso metri quadrati 137,957 e previo pagamento della somma di lire 772.559.200 stabilita dall'Ufficio tecnico erariale di Messina (contratto n. 159 del 24 novembre 1994); 2) a titolo gratuito metri quadrati 49.727,70 (aree utilizzate per opere di urbanizzazione primarie e secondarie - contratto n. 160 del 24 novembre 1994); il contratto a titolo oneroso, come previsto dall'articolo 10, impegnativo per il comune di Acquedolci, che ha gia' versato le somme dovute, sin dalla stipulazione, mentre per l'amministrazione del demanio dello Stato solo dopo la prescritta approvazione del Ministero delle finanze; con elenco n. 6 del 29 aprile 1996 la Ragioneria generale dello Stato ha inviato alla Corte dei conti il decreto n. 91694 per la registrazione; la Corte, pero', ha avanzato dei rilievi in ordine alla effettiva consistenza del terreno da alienare, poiche' nella legge n. 615 del 1982 e' stato riportato l'errore materiale contenuto nel gia' citato decreto prefettizio n. 30486 del 19 giugno 1934 ed evidenziato dall'Intendenza di finanza di Messina, giusta nota n. 41428/86 Rep. 2D del 21 ottobre 1986; la soluzione della vendita del compendio di Acquedolci ha pertanto subito l'ennesima battuta di arresto, proprio quando sembrava essere giunta a compimento, deludendo ancora una volta le aspettative delle numerose persone interessate che pagano, ormai da parecchi anni, un esoso canone di affitto per i terreni occupati -: quali provvedimenti intenda adottare per portare a soluzione in tempi brevi l'annosa questione del trasferimento al comune di Acquedolci del compendio di cui in premessa, visto che sono ormai passati piu' di 74 anni dalla fatidica frana di S. Fratello ed altri 14 anni dalla emanazione della legge n. 615 del 1982 che sembrava dover porre fine alla vicenda e che, invece, alla luce di quanto sin qui emerso, sembra, piuttosto, averla complicata. (5-00326)