Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00156 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960724
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: nella provincia di Padova circa 200 famiglie si dicono truffate dalla ditta "Real Casa" di Camposampietro (Padova), il cui titolare, Giorgio Pesce, risulta rinviato a giudizio assieme ad alcuni collaboratori; la suddetta ditta sembra abbia inviato, a casa di tali famiglie, alcuni venditori a domicilio che avrebbero convinto le famiglie stesse a detenere in prova una valigia di biancheria, del valore di circa 300.000 lire, per convincerle ad acquistare la merce; in tale occasione, pare che i venditori abbiano fatto firmare alle famiglie dei documenti spacciati come ricevute di deposito ed alcuni fogli bianchi: successivamente i documenti stessi si sono rivelati come contratti di vendita camuffati, mentre dai fogli in bianco sono state ricavate delle false cambiali; scaduti i sette giorni previsti dalla legge per avvalersi della facolta' di recesso dalle vendite a domicilio - secondo quanto sostengono le famiglie - alcuni incaricati della ditta "Real Casa" si recavano presso le famiglie, intimando alle stesse il pagamento a saldo della merce "acquistata", minacciando in alternativa l'incasso immediato delle cambiali; le famiglie hanno accettato di sottoscrivere un esoso contratto di finanziamento rateale, per trentasei rate, di 75.000 lire ciascuna (per un totale di 2.700.000 lire!), per sfuggire alla minaccia dell'incasso; una volta onorate tutte le rate del debito, la "Real Casa" sembra abbia ugualmente messo all'incasso le cambiali ricavate dai fogli fatti firmare in bianco e, per questo, e' stata denunciata per truffa; i magistrati di Padova, Venezia e Pordenone, ravvisando l'ipotesi di reato, hanno disposto il sequestro delle cambiali contestate ed hanno dato mandato alla Guardia di finanza di procedere al sequestro delle cambiali; la Guardia di finanza, nel procedere al sequestro, ha notato che alle cambiali stesse mancava il bollo ed ha elevato processo verbale per evasione della relativa imposta; cio' ha portato alla condanna in solido dei "firmatari" delle "cambiali" ad una sanzione pecuniaria pari a trenta volte la cifra dell'obbligazione; la "Real Casa" non ha mai pagato la sanzione, per cui le famiglie, gia' truffate pesantemente, si trovano assurdamente a rischiare di dovere pagare somme dagli 82 ai 300 milioni per un cavillo fiscale; lo stesso prefetto, ravvisata l'assurdita' della situazione, ha sospeso l'esecutivita' delle cartelle esattoriali, gia' iscritte a ruolo; la ditta "Real Casa" assurdamente risulta essere autorizzata dal 1993 all'emissione in proprio di cambiali, per un valore di 25 milioni ciascuna -: se sia a conoscenza del caso descritto, e quale sia il suo orientamento in proposito; quale sia il ruolo della Guardia di finanza nell'ambito di un procedimento penale, e specificamente, se la Guardia di finanza possa essere delegata ad eseguire un sequestro penale, che dovrebbe spettare all'organo di polizia giudiziaria, e, in caso affermativo, in quali casi cio' possa avvenire e quali siano in tali casi i modi ed i limiti dell'azione della Guardia di finanza; se la Guardia di finanza non abbia esulato dal mandato di sequestro conferito, riscontrando il difetto del bollo e/o redigendo relativo processo verbale, senza considerare che le stesse cambiali sono oggetto di sequestro o di indagini penali che dovrebbero accertare la loro supposta falsita' e, quindi, la mancanza di consapevolezza e consenso in ordine alla sottoscrizione delle stesse da parte delle famiglie truffate; in base a quali ragioni ed accertamenti la ditta "Real Casa" sia stata autorizzata, nel 1993, ad emettere cambiali in proprio, tenendo presente che sicuramente una tale autorizzazione presuppone accertamenti di comprovata serieta' commerciale e deontologica. (3-00156)