Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02342 presentata da RICCI MICHELE (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960724
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri del bilancio, dei lavori pubblici e delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere: se, in riferimento allo stanziamento di 6.500 miliardi per il Mezzogiorno deliberato dal Cipe per interventi infrastrutturali, intendano finanziare la diga di Piano dei Limiti del consorzio di Capitanata, con sede in Foggia. Le realizzazioni del progetto esecutivo, che trovasi presso l'ufficio dighe del ministero dei lavori pubblici, oltre a fronteggiare la presente disoccupazione locale, consentira' l'adozione di colture intensive con la creazione di ulteriori posti di lavoro. (4-02342)
In riferimento alla interrogazione in oggetto i relativi elementi di risposta sono stati forniti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Servizio Nazionale Dighe, dal Provveditorato alle OO.PP per la Puglia e dall'Ufficio Legislativo del Ministero del Bilancio e della P.E. A tal riguardo si fa presente che nel quadro del programma di irrigazione del proprio comprensorio esteso per circa 67.000 ha, il Consorzio per la bonifica della Capitanata - con sede in Foggia - realizzo' negli anni '60 la diga di Occhito sul f. Fortore. Successivamente, esigenze di approvvigionamento potabile resero necessario che parte delle acque invasate ad Occhito venissero dirottate, previa potabilizzazione, per gli usi civili. Allo scopo, quindi, di ripristinare i volumi destinati all'irrigazione, nonche' per incrementare le disponibilita' idriche complessive il suddetto Consorzio ottenne finanziamenti dagli organismi dell'intervento straordinario per il Mezzogiorno per la redazione del progetto di massima e poi di quello esecutivo per la realizzazione di uno sbarramento in materiali sciolti, sempre sul f. Fortore, a valle della diga di Occhito in loc. Piano dei Limiti. Nel nuovo invaso si accumulerebbero: gli eventuali sfiori della diga di Occhito; i deflussi relativi all'interbacino tra le due dighe; le portate derivate, mediante traversa di captazione e galleria di gronda, dal limitrofo Vallone S. Maria. Il progetto esecutivo in questione, datato settembre 1987, a firma del Prof. Ing. Carlo Lotti e collaboratori, e' stato esaminato dalla IV sezione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici nell'adunanza del 26.10.1989. Il relativo parere, emesso con il voto n. 559, nel considerare il progetto come meritevole di approvazione, ne subordinava pero' la realizzazione all'ottemperanza di alcune prescrizioni, per la cui verifica si delegava il Servizio Dighe. Con nota n. 12754 del 29.10.1993, il Provveditorato regionale alle OO.PP. per la Puglia ha trasmesso al Servizio Dighe il progetto esecutivo, datato marzo 1990, aggiornato in ottemperanza alle prescrizioni del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. ll progetto aggiornato e' stato esaminato dal Servizio Dighe (con risultanze dell'istruttoria consegnate in apposita relazione del luglio 1994) che lo ha ritenuto solo parzialmente rispondente alle prescrizioni a suo tempo operate e ha quindi disposto per ulteriori indagini ed integrazioni. Sono attualmente in corso di elaborazione le integrazioni progettuali richieste. Per quanto, invece, concerne il finanziamento il Ministero del Bilancio ha reso noto in primo luogo la necessita' di individuare il soggetto competente, amministrazione centrale o regionale, a selezionare i programmi di mantenimento e sviluppo della base produttiva ed i progetti di intervento infrastrutturale in grado di risolvere i nodi che ostacolano la crescita del settore considerato o dell'area ai fini dell'applicazione della delibera CIPE 12.07.1996 concernente il riparto delle risorse recate dal decreto-legge 344/96 a favore delle aree depresse. Il Ministero del Bilancio, inoltre, fa presente che le disponibilita' sono notevolmente inferiori ai 6.500 mld. cui fa riferimento l'interrogante. Nella richiesta delibera del 12 luglio 1996 il CIPE ha infatti, proceduto ad accantonamenti pari al 35 delle risorse derivanti dai mutui di cui al citato decreto-legge n. 344/96 (calcolate, in via di larga approssimazione, in 10.000 mld.) per le esigenze di cui ai punti 1 e 2; mentre nella successiva seduta dell'8 agosto 1996, a fronte di un fabbisogno rappresentato per oltre 8.000 miliardi di lire, ha destinato complessivamente un'ulteriore quota (pari al 35) alle varie linee di intervento specificate al punto 3. La "restante quota" destinata al finanziamento dei programmi e progetti di intervento di cui al punto 4 e' quindi quantificabile in circa 3.000 mld.. Il Ministro dei lavori pubblici: Costa.