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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00160 presentata da TATARELLA GIUSEPPE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960725

Per sapere - premesso che: con provvedimento del 24 maggio 1996 il prefetto di Benevento, a seguito delle dimissioni di 21 consiglieri, ha sospeso il consiglio comunale di Benevento, disponendo la nomina di un commissario; il medesimo prefetto, con ulteriore provvedimento del 28 giugno, ha revocato il decreto di sospensione, ed ha reintegrato gli organi comunali nell'esercizio delle proprie funzioni, disponendo procedersi alla surroga dei consiglieri dimissionari, in conformita' con un recentissimo parere espresso dal Consiglio di Stato; i consiglieri dimissionari hanno posto in essere vari espedienti per tentare di impedire la surroga; in un primo momento, con l'avallo di un compiacente parere di un funzionario del ministero dell'interno, alcuni consiglieri hanno presentato una "mozione di sfiducia"; e, non potendo disporre del numero di firme necessario, hanno finanche falsificato la firma di un consigliere, tanto che la locale procura della Repubblica ha disposto il sequestro della mozione, ipotizzando il delitto di falso materiale in atto pubblico; la mozione di sfiducia, posta all'ordine del giorno insieme alle surroghe, e' stata quindi frettolosamente "ritirata"; nella seduta consiliare convocata per procedere alla surroga, i consiglieri "dimissionari" hanno prima truffaldinamente deciso di procedere a votazione con scrutinio segreto (vecchio espediente per tentare di sottrarsi all'accertamento delle responsabilita' penali), ed hanno poi votato contro la surroga, dopo che gli altri consiglieri hanno abbandonato l'aula per non partecipare ad una votazione illegittima; intanto, fin dal 4 luglio, il sindaco di Benevento aveva chiesto al comitato regionale di controllo di provvedere alla surroga, in via sostitutiva, ai sensi dell'articolo 48 della legge n. 142 del 1990; il comitato di controllo, con decisioni del 18 luglio, ha annullato le delibere di diniego della surroga e, con decisione del giorno successivo, ha diffidato i consiglieri a provvedere alla surroga entro il 24 luglio, nominando contestualmente un commissario ad acta per provvedere, se necessario, il giorno successivo in via sostitutiva; inopinatamente, con decreto sottoscritto e trasmesso via fax nella tarda serata del 24 luglio, alle ore 20,55, il Capo dello Stato, recependo una "telegrafica" relazione del ministro dell'interno, ha sciolto il consiglio comunale; il provvedimento e' stato motivato adducendo, sic et simpliciter, la inutile decorrenza del termine "perentorio" entro cui provvedere alla surroga; il comportamento del ministero appare gravissimo, in quanto: a) e' stato considerato perentorio un termine che, secondo l'interpretazione concorde di dottrina e giurisprudenza, non e' affatto perentorio; b) non si e' tenuto alcun conto che, nel nostro ordinamento giuridico, ed in particolare nel sistema della legge n. 142 del 1990, esistono rimedi di carattere "sostitutivo", sicche' l'inadempienza di un organo rispetto ad un atto dovuto comporta, in primo luogo, l'esercizio dei poteri sostitutivi; c) non si e' tenuto alcun conto che il termine non e' "inutilmente decorso", ma che la surroga non e' avvenuta per fatti ed atti illegittimi imputabili ai dimissionari; d) non si e' tenuto alcun conto, ed anzi e' stato artatamente sottaciuto, che gia' vi era stato un intervento sostitutivo da parte del Coreco e che, di li' a poche ore, darebbe stata effettuata la surroga; e) si e' sciolto il consiglio comunale partendo dal presupposto della impossibilita' di assicurare il funzionamento degli organi, quando era ormai nella fase conclusiva l'intervento sostitutivo; f) non si e' tenuto conto dei provvedimenti adottati dal Coreco, laddove e' pacificato che nessuno puo' "disapplicare" provvedimenti amministrativi che, se non condivisi, devono essere imputati in sede giurisdizionale; tutto cio' non puo' essere attribuito ad "ignoranza" o "mancanza di notizie", in quanto il Ministro degli interni e' stato continuamente e tempestivamente informato di tutte le iniziative e di tutti gli atti e provvedimenti, assunti o in itinere -: qual e' la reale motivazione che ha spinto il Ministro dell'interno a proporre al Presidente della Repubblica l'adozione del decreto di scioglimento; quali pressioni e da parte di chi siano state fatte sul ministero dell'interno per giungere a questo provvedimento, manifestatamente in natura partitocratica, che introduce elementi imquietanti, espressione di una cultura liberticida; quale funzionario abbia materialmente provveduto ad istruire il procedimento e se trattasi di funzionario coinvolto in vicende giudiziarie e trasferimento dall'ex ministro Maroni, ritornato al ministero dopo la caduta del Governo Berlusconi; se il Ministro ritenga che una vicenda come quella in questione possa essere definita con tre righe di stereotipata motivazione; se il Ministro si renda conto di aver stabilito un pericoloso precedente; se sia consapevole che, non tenendo alcun conto di quanto deciso dall'organo di controllo, ha creato un conflitto istituzionale con la Regione Campania, ed in particolare con un organismo che ha adottato tutti i provvedimenti all'unanimita', per altro con il voto favorevole dei componenti prefettizi (Viceprefetto vicario e capo di gabinetto), funzionari del ministero dell'interno; se sia consapevole di aver assunto un provvedimento che lede le autonomie locali, con un atteggiamento centralistico degno di uno stato di polizia; se sia consapevole che atti palesemente inficiati dal pregiudizio politico allontanano la fiducia dei cittadini dalle istituzioni, e mortificano il corretto esercizio della sovranita' popolare. (3-00160)





 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.