Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00372 presentata da PEZZOLI MARIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960725
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'articolo 18 del decreto delegato DPR 29 settembre 1973, n. 600, dispone per i soggetti esercitanti attivita' d'impresa, in forma individuale o di societa' di persone, che non superino un ammontare di ricavi pari a lire trecentosessanta milioni, se prestatori di servizi, o a lire un miliardo, negli altri casi, un esonero dalla tenuta delle scritture contabili prescritte dall'articolo 2214 del codice civile; l'articolo 217, comma secondo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 - meglio conosciuto come legge fallimentare - rubrica sotto l'intitolazione "bancarotta semplice", commina la reclusione da sei mesi a due anni all'imprenditore, dichiarato fallito, che "durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento, ovvero dall'inizio dell'impresa, se questa ha avuto una minore durata, non ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge..."; la coesistenza delle due norme nell'ordinamento fa si' che un soggetto, in possesso dei requisiti previsti dal citato articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, consideri l'esonero ivi previsto quale legittimante la propria condotta e ometta la tenuta del libro giornale e del libro inventari, in piena conformita' con la norma fiscale; in ipotesi d'insolvenza, e nella conseguente apertura della relativa procedura concorsuale, agli si trovera' automaticamente imputato del delitto di "bancarotta semplice" e si vedra' comminata la pena prevista, pur con le attenuanti del caso, senza possibilita' di difesa, essendo il reato de quo ricompreso tra quelli detti "di condotta", per cui la sanzione opera a prescindere dall'elemento soggettivo della volonta', sulla base del solo rapporto di causalita' -: se, risultando privo di ogni logica e indegno di un paese civile, punire senza materiale possibilita' di difesa chi si e' ispirato nel proprio comportamento a una legge vigente nello Stato, non si ravvisi l'opportunita' di un intervento modificativo, peraltro molto semplice, che estenda gli effetti esimenti della norma fiscale anche ai fini della disciplina fallimentare. (5-00372)