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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00163 presentata da PISCITELLO CALOGERO (MISTO) in data 19960726

Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: pende avanti il tribunale militare di Palermo, nei confronti di Salvatore Chiaramida, nato a Siracusa il 9 maggio 1969, un processo per il reato di rifiuto del servizio militare di leva la cui prossima udienza si terra' giorno 11 ottobre prossimo; Salvatore Chiaramida, il 23 dicembre 1992, si e' dichiarato obiettore di coscienza operando una scelta motivata con la contrarieta' all'uso delle armi e ad ogni forma di violenza e' maturata in anni di impegno volontario al servizio dei minori in difficolta' presso la Caritas diocesana di Noto; il 30 settembre 1993 il direttore generale di Levadife, dottor Giuseppe Di Stefano, ha notificato il non accoglimento della domanda di riconoscimento della obiezione di coscienza, in considerazione della presentazione, avvenuta quattro anni prima, di una richiesta di ammissione al 134^ corso A.U.C., ritenuta manifestazione di un comportamento "obiettivamente incompatibile con i motivi di coscienza che devono essere posti a base per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza" e del "breve lasso di tempo" trascorso; il 2 ottobre, entro un lasso di tempo cosi' breve da non consentire obiettivamente il diritto di ricorso al Tar, Salvatore Chiaramida veniva invitato a presentarsi all'autorita' militare; a tale invito Chiaramida rispondeva annunciando la volonta' di non presentarsi e ribadendo le motivazioni etico-religiose che lo avevano indotto a dichiararsi obiettore di coscienza incorrendo nell'ipotesi di reato di rifiuto del servizio militare; una nuova istanza di riconoscimento dell'obiezione di coscienza veniva prodotta il 6 aprile 1994 e prontamente respinta, il 20 aprile, con nuovo decreto a firma del direttore generale dottor Di Stefano, inascoltata la competente Commissione; il Tar di Catania, presso il quale Chiaramida ha proposto ricorso, ha emesso il 27 luglio 1995 ordinanza di sospensiva del decreto di rigetto della domanda di riconoscimento della obiezione di coscienza; in merito alla vicenda sono intervenuti, esprimendo la loro solidarieta' a Salvatore Chiaramida e rivolgendosi al ministero della difesa per perorare la causa, oltre l'interrogante (interrogazione n. 4-20429 del 30 novembre 1993, Camera dei deputati), il Vescovo di Noto, il direttore della Caritas diocesana di Noto, il sindaco di Pachino, numerosi deputati progressisti; Amnesty International, il 24 gennaio 1994, ha adottato Salvatore Chiaramida, dichiarando che "nell'eventualita' di in carcerazione come risultato dell'accusa di aver rifiutato il servizio militare" lo considererebbe "prigioniero di coscienza"; l'atteggiamento palesemente persecutorio assunto in questi anni dal ministero della difesa nei confronti di Salvatore Chiaramida si pone nettamente in contrasto con autorevoli e ripetuti pronunciamenti del Parlamento europeo (risoluzioni del 7 febbraio 1983, 13 ottobre 1989 e 11 marzo 1993) e della Commissione Onu per i diritti umani (risoluzioni del 1^ marzo 1987 e 8 marzo 1993) con i quali viene riconosciuta l'obiezione di coscienza quale diritto soggettivo che non puo' essere sottoposto a limiti e a procedure inquisitorie e non deve comportare alcuna discriminazione ne' alcuna conseguenza punitiva a carico dell'obiettore; i giudici amministrativi (Tar e Consiglio di Stato) hanno ripetutamente affermato che la richiesta di arruolamento volontario o la richiesta di entrare in un corpo di polizia non sono di per se' indice di inclinazione all'uso delle armi (Tar Liguria 26 febbraio 1991 n. 103; Consiglio di Stato 13 aprile 1987 n. 219 e 30 settembre 1987 n. 573) e che il diniego di ammissione al servizio civile fondato su una precedente richiesta di arruolamento volontario e' legittimo soltanto quando non sussistano seri elementi dai quali sia possibile dedurre l'asserito mutamento delle convinzioni etico-religiose (Tar Sicilia/Catania 22 gennaio 1991 n. 70) (si veda Rodolfo Venditti, docente di diritto penale militare, Settimana, 1 maggio 1994, n. 17); numerosi casi identici a quello di Salvatore Chiaramida sono stati ritenuti dal direttore generale di Levadife, anche in un recentissimo passato, meritevoli di accoglimento; e' auspicabile che entro breve termine il Parlamento porti a conclusione il travagliato iter del progetto di legge in materia di obiezione di coscienza, che punta al pieno riconoscimento del diritto all'obiezione di coscienza e consente di esercitare il diritto-dovere di servire il Paese attraverso un servizio civile rivolto a compiti di solidarieta' e di difesa del territorio, quali quelli previsti dal ddl che il Governo ha recentemente depositato in Parlamento; l'incarceramento di Salvatore Chiaramida costituirebbe una grave lesione del diritto universalmente riconosciuto alla obiezione di coscienza e rappresenterebbe un esito che si ritiene non possa essere desiderato ne' dal Parlamento ne' dal Governo -: se non intenda disporre con urgenza l'immediato riesame della istanza di Salvatore Chiaramida volta ad ottenere il riconoscimento dell'obiezione di coscienza, con la finalita' di evitare allo stesso una possibile condanna penale ed all'Italia la vergogna rappresentata dalla sua eventuale carcerazione; se non ritenga che tale provvedimento sia pienamente giustificato anche alla luce del fatto che Salvatore Chiaramida, a ulteriore riprova della autenticita' delle motivazioni che lo hanno indotto a dichiararsi obiettore di coscienza, continua a tutt'oggi a prestare servizio volontario presso la Caritas di Noto; se non ritenga dover intervenire presso la direzione generale della leva al fine di ottenere la cessazione delle attuali interpretazioni restrittive e discriminatorie adottate nei confronti degli obiettori di coscienza. (3-00163)





 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.