Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00149 presentata da RUZZANTE PIERO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960731
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: il colpo di stato in Burundi compiuto il 25 luglio 1996 dall'ex dittatore, il maggiore Pierre Buyoya, allontana le esigue speranze di pace in Burundi e costituisce un ulteriore elemento di esasperazione ed aggravamento della situazione della crisi di tutta l'Africa dei Grandi Laghi; l'azione di forza dell'esercito e' in realta' l'epilogo del cruento colpo di stato avviato il 21 ottobre 1993, che costo' la vita al primo presidente burundese democraticamente eletto, Melchior Ndadaye, e decapito' il Frodebu (Fronte per la democrazia del Burundi), partito vincitore nel giugno 1993 delle prime elezioni democratiche tenutesi in Burundi sotto l'egida dell'Onu dopo trent'anni di dittatura militare. Allora l'esercito monoetnico tutsi, gia' detentore del potere assoluto, accetto' formalmente l'esito della volonta' popolare che aveva sconfessato il maggiore Buyoya e la sua politica di esclusione della maggioranza della popolazione burundese, ma si adopero' fin da subito per annullarne il significato politico e gli effetti innovativi, boicottando le istituzioni democratiche uscite da queste consultazioni; la creazione e l'organizzazione delle milizie da parte dell'esercito rientrava nella strategia giustificativa dell'attuale golpe. E' finalmente evidente che, sconfitto dalle urne nel giugno 1993, il maggiore Buyoya si e' adoperato fin dall'inizio per rovesciarne il responso a lui sfavorevole: a) prima indirettamente tramite il suo capo di gabinetto, che esegui' il colpo di stato dell'ottobre 1993; b) poi direttamente, alimentando tramite l'esercito ancora da lui controllato un livello di instabilita' del paese per poi tentare di giustificare l'attuale colpo di stato; sono motivi di grande preoccupazione le scarse notizie di repressione militare di migliaia di innocenti uccisi in un Paese chiuso al mondo senza nessun testimone -: quali garanzie siano state offerte ai civili italiani, la maggior parte missionari, presenti in Burundi; se e come il Governo italiano abbia manifestato la sua condanna per l'uso della forza militare da parte dell'esercito golpista; se non ritenga opportuno un intervento in sede Onu per ottenere un embargo totale delle armi nei confronti del Burundi ed altri atti diplomatici tendenti a garantire il ripristino della pace e della convivenza civile. (2-00149)