Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00432 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960801
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: dalla relazione del direttore generale al consiglio di amministrazione - documento n.2218/A - emerge che l'Inps, oltre alla funzione di ente previdenziale, ne svolge anche un'altra: quella di esattore dei sindacati e delle associazioni sindacali; in base al succitato documento, l'Inps trattiene dalle tasche dei cittadini italiani per quote sindacali circa 630 miliardi di lire ogni anno, che poi versa nelle casse di Cgil, Cisl, Uil, Confagricoltura, Coldiretti, ed associazioni di commercianti ed artigiani; alla suddetta cifra si giunge sommando i vari contributi gestiti e distribuiti dall'ente. In particolare l'istituto previdenziale versa ai tre sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, quasi 313 miliardi di trattenute sulle pensioni; ai sindacati agricoli, invece, vanno 45,5 miliardi di trattenute sulle indennita' di disoccupazione del settore, mentre le associazioni dei commercianti e degli artigiani ricevono quale quota associativa degli iscritti la somma di 139 miliardi. Infine, ben 132 miliardi sono distribuiti dall'ente alle 14 maggiori associazioni nazionali per "assistenza contrattuale"; dalla gestione di ciascuna delega per conto di Cgil, Cisl e Uil, l'Inps incassa 31,71 lire l'anno, ovvero 2,64 lire al mese per ogni pensionato, mentre la ricezione, variazione e annullamento delega da parte del pensionato costa 3.787,32 lire. Quanto ad artigiani e commercianti, il vantaggio derivante dalla gestione e' per l'Inps di 168,68 lire all'anno, ovvero 14 lire al mese, mentre ricezione, variazione e annullamento delega costa 499,92 lire e la cancellazione della delega in corso d'anno e' di 15.911,51 lire; la diversa incidenza dei costi per ciascuna confederazione e' connessa alla diversa tipologia di servizio, e in particolare al numero delle nuove deleghe e delle cancellazioni. Comunque, il costo del servizio reso dall'ente previdenziale e' irrisorio, in quanto, a fronte di un totale di lire 629.329.760.891 incassate dall'Inps per conto delle confederazioni e associazioni, la quantificazione dei costi sostenuti dall'ente e rimborsati dalle stesse confederazioni e associazioni e' pari a lire 5.085.786.056; le convenzioni per la riscossione delle quote associative - si tratta di circa una trentina di convenzioni standard - scadono il prossimo 31 dicembre 1996; i sindacati gia' incassano dallo Stato 350 miliardi per i patronati; il "buco" Inps ha raggiunto oramai cifre strabilianti. Si parla, infatti, di un deficit di circa 75 mila miliardi -: quale sia l'opinione del Ministro in merito a quanto illustrato; se corrisponda al vero quanto pubblicato dal settimanale Panorama n.28 del 18 luglio 1996 (e riportato dal quotidiano Il Giornale del 12 luglio 1996), dal momento che le cifre riferite nell'articolo non corrispondono a quelle contenute nel predetto documento n.2218/A, e, ciononostante non risultano mai smentite. Infatti, l'articolo parla di un totale di circa 750 miliardi che l'Inps incassa per conto dei sindacati e delle associazioni sindacali (e non di 630 come si legge nel documento) e riporta i seguenti dati: ai tre sindacati confederali, 324 miliardi di trattenute sulle pensioni e 1,2 miliardi di trattenute sulle indennita' di disoccupazione; ai sindacati agricoli, 14 miliardi per gli operai agricoli inattivita'; alla Coldiretti, 33 miliardi quale contributo associativo; alla Confagricol-tura, 14 miliardi quale contributo associativo; alle associazioni dei commercianti e degli artigiani 171,5 miliardi; dati che, si ripete, non trovano riscontro nel documento n.2218/A; se il Ministro non ritenga opportuno che anche i sindacati contribuiscano, in nome della solidarieta', al miglioramento del bilancio Inps e, quindi, al vantaggio dei lavoratori, prevedendo - in vista della scadenza delle convenzioni - un aumento del costo dell'esercizio di delega che l'ente svolge per conto delle suddette associazioni; per quale motivo l'Inps fino ad oggi ha operato le trattenute di quote sindacali limitandosi a chiedere un importo che dal documento n.2218/A, risulta essere pari al costo sostenuto, e non abbia invece operato per farsi pagare in modo remunerativo delle operazioni che, se svolte dalle associazioni sindacali, avrebbero un costo semplicemente esponenziale sia per l'impiego di mezzi che di persone; se non ritenga giusto che tutte le confederazioni, comprese quelle autonome, abbiano la massima trasparenza nella spedizione del bollettino di pagamento, considerato che la maggior parte delle persone non conoscono la somma che pagano alle varie associazioni. (5-00432)