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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00455 presentata da BERSELLI FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960802

Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: e' notoria la permanenza di un forte divario dell'offerta occupazionale tra nord e sud del Paese, in particolare per quanto riguarda le opportunita' di inserimento delle giovani generazioni nel tessuto produttivo; dai dati ufficiali risulta che nelle regioni del sud Italia il tasso di disoccupazione globale sia pari ad oltre il triplo rispetto al tasso registrato nel nord-est, mentre il numero di giovani in attesa di una prima occupazione al sud ha raggiunto la tragica entita' di oltre 1.300.000 unita'; altrettanto notorio che l'industria del nord-est sta assumendo personale, e che in particolare le piccole e medie industrie dell'Emilia Romagna hanno dimostrato un notevole interesse ad assumere personale, anche qualificato, ricercando maestranze nella gran parte in ambiti extra regionali; la disponibilita' maggiore proviene pero' da cittadini extra comunitari, non qualificati, mentre i contatti con elementi piu' qualificati residenti in regioni del sud Italia stentano a trovare una risposta concreta per serie ragioni di carattere socio economico; e' infatti evidente, comprensibile ed inevitabile che i giovani provenienti dal sud Italia, pur dimostrandosi propensi ad un trasferimento nelle zone produttive dove maggiore e' l'offerta di posti di lavoro, in primo luogo si scontrino con la infruttuosa ricerca di soluzioni abitative in loco decorose, ma compatibili con le retribuzioni di mercato, ed in secondo luogo prevedano, soprattutto nei primi tempi, la possibilita' di ritornare nei luoghi d'origine, ove coltivare le normali relazioni parentali e sociali, ogni fine settimana, o almeno una o due volte ogni mese; pur programmando trasferimenti con i mezzi pubblici, ovvero con il treno, il costo di due trasferimenti mensili incide sulla retribuzione media in una misura variante tra il 20 per cento ed il 30 per cento ovvero in una misura incompatibile con la soddisfazione delle altre esigenze vitali elementari (alloggio ed alimentazione); il non poter garantire, pur con offerte retributive tra le piu' alte in Italia, una simile soglia minima di "qualita' della vita", e' elemento di estrema gravita', e dimostra quali siano i reali motivi per i quali l'offerta proveniente dall'industria privata rimanga spesso senza risposta. Non emergono cioe' particolari resistenze rispetto alla necessita' di trasferirsi, ma si frappongono ostacoli, rispetto all'origine dei quali l'organizzazione industriale e' estranea, tali da impedire il perfezionamento del contratto di lavoro; il fenomeno sopra descritto incide ugualmente sia sull'offerta proveniente dalla grande industria, generalmente associata alle emanazioni locali della Confindustria, sia sull'offerta proveniente dalla piccola e media industria, generalmente associata alle organizzazioni del settore artigiano ed alle Associazioni Provinciali della piccola e' media industria, aderenti alla Confapi; e' significativo al proposito sottolineare come in Emilia-Romagna il comparto piccolo e medio industriale sia piu' che prevalente, e che le associazioni provinciali aderenti all'Unionapi Emilia Romagna, ed alla Confapi nazionale, raccolgano l'adesione di oltre 2.900 (duemilanovecento) imprese, con oltre 70.000 (settantamila) dipendenti. Queste aziende hanno assunto nel periodo dal gennaio 1995 al giugno 1996 oltre 5.000 (cinquemila) nuovi dipendenti, in grandissima parte per mansioni e qualifiche ampiamente rappresentate tra le persone in attesa di occupazione nel sud Italia, ed al contrario difficili da identificare tra le persone in cerca di occupazione nell'ambito regionale; nel quadro delle esigenze e delle emergenze sopra rappresentate, le Ferrovie dello Stato spa hanno concesso a fine 1995 una serie di consistenti facilitazioni per la mobilita' ed il sostegno all'inserimento delle "risorse umane e professionali presenti nel Mezzogiorno d'Italia", ma solamente per lavoratori meridionali assunti da imprese aderenti alla Confindustria-federazione dell'industria Emilia-Romagna, nell'ambito di un accordo che prevede la concessione di "professional card", ovvero di una tessera. Opportunamente nei comunicati stampa ufficiali si specifica che tale "professional card" "e' dunque una sorta di "plasti'c money"", e cio' a beneficio di chi (al sud o al nord) non sapesse che cosa e' una tessera. Tale documento consente al neo assunto di usufruire per un anno di una riduzione sul costo dei viaggi ferroviari, da e per la sua residenza, pari al 75 per cento del costo del biglietto, rimanendo detta quota a carico delle Ferrovie dello Stato, ed il rimanente 25 per cento a carico del lavoratore, ed inoltre consente al neo assunto di usufruire di alloggio nei Ferrhotel delle Ferrovie dello Stato, siti in Emilia Romagna, a condizioni particolarmente favorevoli (lire 200/250.000 mensili per una camera con servizi) per i primi quattro mesi; l'onere stimato delle agevolazioni citate, ad esclusivo carico delle Ferrovie dello Stato, e' di circa cinque miliardi di lire; le Ferrovie dello Stato presentano notoriamente un bilancio in disavanzo, colmato con contribuzione statale; le Ferrovie dello Stato hanno formalmente aderito alla Confindustria, e risulta versi regolarmente a questa associazione le consistenti quote annuali di iscrizione; sollecitazioni a concedere le medesime agevolazioni ai lavoratori assunti da aziende non aderenti alla Confindustria sono state ripetutamente rivolte alle Ferrovie dello Stato sia dall'Api di Bologna, anche a nome dell'Unionapi Emilia-Romagna (con lettera del l7 aprile 1996, dall'Unionapi Emilia-Romagna (con lettera 1^ marzo l996) e dalla Confapi nazionale (con lettera 30 ottobre l995). Sono seguite anche numerose sollecitazioni telefoniche; le Ferrovie dello Stato hanno accuratamente evitato di far pervenire alle associazioni citate una qualsiasi risposta, verbale o scritta. Un fermo ed assoluto silenzio che e' quantomeno sintomo di scarso rispetto per chi rappresenta migliaia e migliaia di aziende e chiede di porre termine ad una disparita' di trattamento evidente, quanto ingiustificata ed ingiustificabile; il comportamento tenuto dalle Ferrovie dello Stato spa, gestore in regime di monopolio del servizio ferroviario nazionale, comporta come effetto immediato una grave disparita' di trattamento tra soggetti portatori di medesimi diritti (lavoratori residenti al sud Italia, assunti da aziende operanti nel nord Italia, ed in particolare in Emilia-Romagna) in base ad un elemento discriminatorio privo di ogni pregio giuridico, sociale o ... logico (assunzione da parte di una impresa aderente ad una associazione - Confindustria - piuttosto che ad un'altra - Confapi), in quanto l'aderire all'una o all'altra delle associazioni non e' comportamento distintivo o qualificante in relazione ad elementi di valutazione quantitativa (dimensioni aziendali, numero di dipendenti ecc.) o qualitativa (comparto geografico o produttivo, tipologie produttive eccetera); tale comportamento, in quanto messo in atto da chi opera prestando un servizio di interesse pubblico ed in regime di monopolio, non consente scelte contrattuali alternative per chi sia costretto ad usufruire dei mezzi di trasporto pubblico sulle lunghe distanze (escludendo ovviamente, per le ragioni di ordine economico esposte in premessa, sia l'autotrasporto sia l'aereotrasporto) e genera quindi una discriminazione palese in violazione degli articoli 3, 4 e 35 della Costituzione della Repubblica italiana, laddove si garantisce la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono la piena partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione economica del paese, e laddove ci si assume l'onere di promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro di tutti i cittadini; non puo' sfuggire al proposito la circostanza della essenzialita' di un beneficio come quello sopra descritto che si ripercuote, ove concesso o non concesso, sulla effettiva attendibilita' di un posto di lavoro e quindi sulla possibilita' di godere di una esistenza non parassitaria, formare una famiglia, inserirsi a pieno titolo in un tessuto sociale degno di un cittadino europeo; il costo, per il primo anno, dei trasporti e dell'alloggio in una citta' emiliano-romagnola per un lavoratore proveniente dal sud e' stimato ragionevolmente in #.15.600.000, ovvero e' pari a circa l'80 per cento della retribuzione media annua di un operaio di prima assunzione; e' palese che il sacrificio dello sradicamento dalla propria terra d'origine non trova un incentivo che consenta il proficuo avvio del rapporto di lavoro con una impresa, poniamo il caso, aderente alla Confapi; Usufruendo delle facilitazioni concesse, per viaggi (dodici mesi) ed alloggio (quattro mesi), dalle Ferrovie dello Stato per il giovane che venga invece assunto da una impresa aderente alla Confindustria il costo si abbassa a #.9.700.000, ovvero e' pari al 50 per cento circa della retribuzione media netta, e rende possibile e conveniente il perfezionamento del contratto di lavoro, consentendo di ricercare in loco entro il primo anno quelle soluzioni che potranno in seguito rendere ancor meno gravoso l'inserimento in una nuova realta' geografica e sociale; tale situazione si ripercuote in senso discriminatorio anche sui diritti delle imprese, incidendo sulla liberta' di iniziativa economica riconosciuta dall'articolo 41 della Costituzione; si determina infatti una consistente ed ingiustificata differenza tra aziende, liberamente aderenti a diverse associazioni imprenditoriali, laddove le une riescono a reperire collaboratori di qualifica appropriata, provenienti dall'unico bacino di offerta esistente, ovvero il sud Italia, e le altre non hanno la medesima possibilita', in ragione della inesistenza in ambito regionale di una disponibilita' di persone in cerca di occupazione con qualificazione idonea, ovvero non generica ma neppure altamente specializzata; il comportamento delle Ferrovie dello Stato determina infine, ma non secondariamente, una violazione dei principi costituzionali, dettati dallo stesso articolo 41, a tutela della concorrenza; ci si trova infatti di fronte alla spregiudicata iniziativa di una societa' che, pur essendo gerente di un servizio di interesse pubblico in regime di monopolio, e dovendo quindi garantire a tutti i cittadini ed a tutti gli imprenditori, a parita' (sopra dimostrata) di requisiti, identico trattamento, sia di accesso al servizio sia tariffario, stipula una convenzione di grande favore con la associazione imprenditoriale alla quale aderisce (!!), e si rifiuta, con significativo silenzio, di estendere detti benefici non convenzionandosi parimenti con le altre associazioni imprenditoriali; tale comportamento lede ampiamente i principi generali di tutela della concorrenza, usando le Ferrovie dello Stato la propria situazione di monopolio legale, finalizzato al consentire ad ogni cittadino un pari godimento del servizio, non gia' per perseguire gli scopi affidati con legge, ma per favorire una serie di imprese rispetto ad altre, ed alcuni cittadini rispetto ad altri, in totale assenza (come sopra dimostrato) di elementi giustificatori di una discrezionalita' coerente con gli scopi del servizio stesso; e' pacifico in dottrina che la norma dell'articolo 41 della Costituzione rappresenta un principio-limite in materia di attivita' di impresa e di concorrenza, subordinando gli interessi del mercato - pur essi, ovviamente, costituzionalmente protetti - rispetto a valori sociali extraimprenditoriali; e' altrettanto pacifico l'allargamento dell'incidenza di tale subordinazione oltre la sfera degli interessi meramente economici, in una piu' larga visione del benessere che si esprime nell'intrecciare con quelli di utilita' economico sociale gli altri valori della sicurezza, della liberta' e dignita' umana, ovvero dei valori prettamente riconducibili alla sfera dell'individuo, inteso come parte del piu' complesso sistema economico sociale. Se pertanto da un lato si conferma la liberta' di impresa e di concorrenza come principio fondamentale del sistema economico, garantendo il mantenimento delle condizioni per raggiungere tale scopo (e non creando le discriminazioni tra imprese, siccome e' conseguenza del comportamento delle Ferrovie), d'altro lato si conferma anche il limite posto all'attivita' economica laddove incida in modo "antisociale" sui diritti dei singoli (e non operando, come hanno operato le Ferrovie, in veste sia di imprenditore sia di esercente un pubblico servizio, incidendo in senso discriminatorio sui diritti essenziali di alcuni lavoratori; si rinviene quindi nel comportamento della Ferrovie dello Stato spa una violazione ai principi di cui all'articolo 2 lettere b), e d) della legge l0 ottobre 1990 n. 287, per aver raggiunto un'intesa, nulla ai sensi di legge, volta a favorire le imprese aderenti alla Confindustria nell'accesso alle disponibilita' di personale da assumere nel sud Italia, limitando l'accesso alle medesime disponibilita' nei confronti delle imprese non aderenti a detta associazione, applicando nei rapporti con contraenti diversi condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, determinando con tale intesa ingiustificati svantaggi nella concorrenza. Con l'aggravante di aver abusato della propria posizione favorendo le imprese aderenti alla medesima associazione imprenditoriale alla quale la stessa Ferrovie dello Stato spa aderisce, contribuendo oltretutto con danaro anche di provenienza pubblica alla attivita' di detta associazione; deve quindi essere inibita l'azione della Ferrovie dello Stato spa quando, come nella fattispecie di cui si tratta, esercita il proprio potere tariffario od organizzativo abusando della propria posizione dominante (che come tale non e' in discussione) e stipulando intese con terzi per creare disparita' tra i "consumatori" (in questo caso i lavoratori) e restringere e falsare il meccanismo concorrenziale tra terze imprese su un mercato in tutto diverso da quello "ferroviario", ovvero su quello della domanda ed offerta di lavoro. Imprese (alcune) favorite dalla intesa raggiunta con la associazione che le rappresenta, altre sfavorite perche' escluse e costrette a trattare contratti di lavoro a condizioni ben piu' gravose, non potendo gli aspiranti lavoratori usufruire dei medesimi benefici che l'intesa sopra citata riserva ingiustificatamente ad una sola parte del "mercato" del lavoro; ad avviso dell'interrogante, l'azione esercitata in tal senso dalla Ferrovie dello Stato spa e' una digressione maldestra sul libero mercato, foriera di danni e di forte limitazione sul "mercato del lavoro", e di conseguenza poi (per i maggiori costi) sui mercati "di vendita" dei singoli comparti produttivi, per quelle imprese che intendono assumere lavoratori, ma senza poter garantire loro i benefici del magnanimo e parziale intervento tariffario; del resto, l'affermazione dell'esistenza in questo caso di un rapporto ingiustificatamente "privilegiato" tra le Ferrovie dello Stato e la Confindustria trova una palese e diretta conferma nella esistenza di una operazione parallela (si vedono le dichiarazioni del dottor Delai delle F.S. su Italia Oggi del l7 giugno 1996, che si allega in estratto) in ragione della quale le Ferrovie dello Stato concedono uno sconto compreso tra il 55 per cento ed il 65 per cento (percentuali incredibili!) per il trasporto merci a favore di imprese del nord che subappaltino lavorazioni ad imprese del sud. Ma non a tutte le imprese, bensi' solamente a quelle aderenti alla Confindustria! Ed ha anche istituito un numero verde a loro favore, affinche', poverette, possano risparmiare le spese telefoniche; per le aziende Confapi che operano con il sud, e sono tante (non si pensi che la subfornitura - con costi di manodopera ed aziendali piu' bassi praticati al sud rispetto al nord - sia una recente invenzione), nessuno sconto o numero verde; questa ulteriore discriminazione costituisce ancor piu' evidente violazione delle norme citate, applicando le Ferrovie dello Stato nei rapporti con contraenti diversi condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, determinando con tale intesa ingiustificati svantaggi nella concorrenza -: se il Ministro interrogato intenda ordinare e disporre, con i poteri di controllo conferitigli dalla legge, che le Ferrovie dello Stato spa eliminino in tempi ristrettissimi gli effetti della situazione discriminatoria verificatasi. (5-00455)

 
Cronologia
giovedì 1° agosto
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva le modifiche al proprio Regolamento relative alla istituzione della Commissione permanente per le politiche dell'Unione europea (Doc. II, n. 5).

domenica 4 agosto
  • Politica, cultura e società
    L'esponente della Lega Nord Irene Pivetti, già Presidente della Camera dei deputati, si dissocia dal proprio partito e si dice contraria alla secessione.