Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00027 presentata da BERTINOTTI FAUSTO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960909
La Camera, premesso che: ai sensi dell'articolo 13, comma 6, della legge n. 474 del 1994 il Governo e' tenuto a presentare al Parlamento una relazione semestrale sulle operazioni di cessione effettuate indicando per ognuna di esse: 1) i proventi lordi; 2) le forme e le modalita' ammesse per il pagamento del corrispettivo per l'alienazione; 3) i compensi per gli incarichi di consulenza e di valutazione; 4) le quote dei proventi lordi destinate alla copertura degli oneri e dei compensi connessi alle operazioni di collocamento e di cessione; dalla relazione presentata nel febbraio 1996 dal Governo protempore non si evince in particolare l'entita' degli utili prodotti dalle societa' possedute direttamente o indirettamente dal ministero del tesoro, ne' l'ammontare dei dividendi distribuiti, ne' il costo delle operazioni complementari e strumentali, ne' risultano indicati gli oneri per le consulenze; nell'assestamento di bilancio per il 1996 risulta invece iscritta al capitolo 2970 dell'entrata per utili e dividendi derivanti dalle societa' gia' a partecipazione statale la somma di lire 1.700 miliardi, mentre al capitolo 9503 della spesa "Fondo per ammortamento titoli di Stato" figura una dotazione di lire 670 miliardi, che dovrebbe riferirsi ai proventi delle dismissioni effettuate; non e' stata data quindi ragione da parte del Governo delle poste contabili suddette, ne' e' stata tuttora fornita alcuna informazione su acquisizioni eventualmente intervenute di titoli del debito pubblico sul mercato; nel corso di questa legislatura e' stata gia' piu' volte rilevata in sede di V Commissione Bilancio l'opportunita' di una seduta congiunta con la X Commissione attivita' produttive per un esame puntuale dei problemi suddetti, soprattutto in relazione alla necessita' di avviare senza ulteriori indugi un processo di reindustrializzazione specialmente nelle zone depresse del Paese, nonche' di rilanciare una politica di interventi pubblici al fine di rimuovere il deficit infrastrutturale, cio' che costituisce una condicio sine qua non per lo sviluppo del sud in particolare; autorevoli rappresentanti del Governo hanno tra l'altro piu' volte ribadito pubblicamente l'impegno di non procedere alle dismissioni delle public utilities senza una preventiva discussione in Parlamento delle linee strategiche di politica industriale del Paese; da tutte le parti e' sempre piu' avvertita quindi l'esigenza, prima di ogni ulteriore cessione di aziende, di procedere ad un approfondito dibattito sulle scelte di politica industriale o quanto meno sulle opzioni di fondo, cui finalizzare le attivita' di dismissione sia da parte del ministero del tesoro, sia da parte dell'Eni, dell'Enel, dell'Iri per quanto riguarda le loro partecipazioni azionarie nelle diverse societa'; il valore delle azioni detenute dal tesoro deriva anche dagli indirizzi del Governo in materia di politica economica o dai comportamenti dei rappresentanti dell'Esecutivo nelle assemblee delle societa' gia' a partecipazione statale; il valore di mercato delle aziende cedute direttamente e indirettamente dallo Stato spesso appare di gran lunga inferiore al valore dello stato patrimoniale complessivo delle aziende stesse (come nel caso piu' recente della vendita dell'Alfa Avio alla Fiat; pertanto le dismissioni determinano comunque modificazioni nella gestione patrimoniale statale, cui il Parlamento, in occasione dell'approvazione del rendiconto 1995, ha ritenuto dovra' essere rivolta particolare attenzione; alla luce degli stessi dati di bilancio, non esiste alcun reale motivo di opportunita' per accelerare dismissioni, le quali costituiranno un punto di non ritorno ed un'ipoteca grave sullo sviluppo economico, produttivo e culturale del paese, ove si consideri la grande rilevanza strategica dei settori energetici e delle telecomunicazioni in particolare; impegna il Governo a presentare anzitutto al piu' presto la relazione semestrale di cui all'articolo 13, comma 6, della predetta legge n. 474 del 1994; a rendere conto, nel piu' breve tempo possibile, alla Camera dei risultati della gestione delle societa' gia' a partecipazione statale e di quelle collegate, ai fini di una puntuale ricognizione degli effettivi utili e della loro ripartizione; a sospendere per intanto ogni procedura relativa a dismissioni, ancorche' parziali soprattutto nei settori strategici dell'economia (Eni, Enel, Stet, eccetera), anche in considerazione del fatto che sul mercato azionario, nei prossimi mesi, si avra' un eccesso di offerte a seguito della politica di dismissioni posta in essere da altri paesi europei, con conseguente rischio, tra l'altro, di svendita delle aziende italiane. (1-00027)