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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00172 presentata da VENETO ARMANDO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960909

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: l'inquietante vicenda Brusca non puo' essere liquidata con l'ormai stantio ricorso alla soluzione ufficiale data al caso. E' necessario conoscere meglio le ragioni ed i contenuti della strana premonizione del dottor Di Gennaro che anticipa di alcuni giorni cio' che alla fine Brusca dira', e cosa sapesse il dottor Di Gennaro per indursi ad esternare la premonizione; e' necessario sapere perche' sia stata accantonata tutta la problematica dei beni del Brusca, che ora non corrono pericolo, quanto meno immediato, stando alle notizie di stampa; e' necessario conoscere chi ha avuto contatto con costui nei giorni che hanno visto consumarsi l'intera vicenda; quali siano stati i discorsi tra costoro ed il medesimo; cosa egli abbia saputo circa la partita istituzionale che sulle sue parole si giocava; ed e' altresi' necessario conoscere se e quanto il timore di essere restituito a detenzione ordinaria, di perdere eventuali benefici, di essere esposto a rappresaglie, possa avere influito sulle sue determinazioni; ferma restando la palese inverosimiglianza del colloquio in aereo, ed il dubbio che l'eccesso di inverosimiglianza sia dovuto o alla impossibilita' di trovare altre soluzioni alle iniziali dichiarazioni del Brusca, ovvero alla volonta' di introdurre elementi di destabilizzazione (sul punto e' impossibile operare una scelta in mancanza di elementi certi) attraverso un falso pentimento, si dovra' convenire che l'episodio ha un tasso di inverosimiglianza quanto meno pari (in via teorica) a quello che investe l'episodio del bacio sulla bocca dato ad altra personalita'. La differenza e' stata determinata dal diverso atteggiamento della giurisdizione; che - stando ai mezzi di informazione - nel caso recente cercava la smentita, ed in quello pregresso sperava nella conferma, per le diverse convinzioni che si era formata sui due episodi. Orbene, e' proprio l'affidamento alla soggettiva scelta di chi imprime la svolta alle indagini a preoccupare; ed a far chiedere che intervengano meccanismi di controllo, affidati non solo ad una - inesistente ed eventuale - iniziativa disciplinare a carico di chi dovesse usare del proprio ufficio per fini incongrui, ma anche a sistemi che oggettivizzino i metodi di approccio e di conduzione delle indagini; il caso ha, ancora una volta, evidenziato la funzione strumentale di certa stampa usata come veicolo condizionante giudizi esterni e mosse successive. Il sapiente dosaggio di informazioni riservate e pubbliche, la oculata scelta di canali preferiti e la totale assenza di controlli sulle fughe di notizie rendono ormai indilazionabile la regolamentazione dell'intera materia, con riferimento a tutte le possibili fonti di informazione; preoccupa altresi' che la scelta dei difensori dei pentiti cada sempre ed esclusivamente sugli stessi soggetti, presumibilmente indicati a costoro nel disprezzo dello spirito e della lettera della norma di cui all'articolo 25 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale e del principio di liberalita' che sta a fondamento della professione forense. Peraltro la presenza di determinati difensori al compimento di atti giurisdizionali rilevanti sul piano politico-istituzionale lascia intravedere una sorta di specializzazione, in relazione alla quale vengono operate le scelte dei difensori da assegnare ai singoli pentiti; cio' premesso, si sottopone al Governo la avvertita ed indilazionabile necessita' di uscire fuori da questo viluppo inestricabile di poteri occulti e non; poteri a loro volta esercitati con esorbitanza dai limiti propri di ciascuno di essi; preordinazione di condizioni strutturali all'ottenimento di risultati diversi a seconda delle esigenze del committente il risultato; soluzioni rabberciate e non plausibili. La nostra democrazia ha bisogno di una legalita' autentica; di un nuovo e piu' limpido rapporto tra poteri e cittadini; di interventi su settori misteriosi (perche' sottratti al pubblico controllo) della legislazione e delle funzioni fondamentali dello Stato; ed ha bisogno di regole che non siano aperte a manomissioni o ad usi personali, ma che consentano certezze ed equita' per ciascuno. Infine ha bisogno di controlli efficaci, consentiti ed accettati senza che il timore di essere additato a qualche falso pentito impedisca ogni serio intervento sulla intera materia. Timore questo non infondato se si considera che certe credibilita' e certe carriere impongono difese ad oltranza che non escludono l'uso del pentitismo all'italiana contro chi vi attenti. L'interpellante e' perfettamente convinto dell'importanza che i collaboranti giudiziari hanno avuto ed avranno per debellare forme di criminalita' altrimenti intangibili; auspica anzi che una piu' puntuale legislazione dia ulteriori garanzie e piu' cospicue prebende ai pentiti; ma auspica, insieme, che la loro funzione non venga manomessa da un uso disinvolto ed illegale del pentitismo da parte di soggetti che traggono benefici di vario genere da tutto cio'. Perche', se cio' avvenisse si darebbe spazio a coloro che intendono svuotare di significato l'apporto dei collaboranti: il che costituirebbe danno irreparabile nella lotta alla criminalita'; l'interpellante auspica che il Governo proponga una nuova normativa che, attenendo agli aspetti evidenziati interrompa il circuito perverso dei dubbi, delle interpretazioni malevole, e, infine, dei timori per la stessa stabilita' delle istituzioni che ormai pare essere una costante delle vicende giudiziarie sempre piu' debordanti dalla funzione propria di accertamento della verita' -: quali linee politiche intenda perseguire allo scopo di rendere visibili e controllabili dal corpo sociale i comportamenti istituzionali connessi con la gestione e l'uso dei pentiti e dei collaboranti di qualsiasi genere nei processi penali; come intenda regolamentare i rapporti tra informazione e funzione giurisdizionale; come intenda intervenire per eliminare e/o ridurre il rischio di affidare a parametri di carattere prevalentemente soggettivo la valutazione della attendibilita' di tali soggetti processuali; attraverso infine, quali forme, ivi compresa la possibilita' di controllo di atti non coperti da segreto istruttorio (ad esempio quelli in possesso di alcuni mezzi di informazione), intenda informare compiutamente il Parlamento del reale svolgersi di avvenimenti che hanno turbato e turbano la coscienza popolare, gettando discredito sulle istituzioni. (2-00172)