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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00173 presentata da GIULIANO PASQUALE (FORZA ITALIA) in data 19960909

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: a partire dal 22 di agosto di quest'anno, tutta la stampa e le principali reti televisive hanno iniziato a riportare, testualmente e con grande risalto, parte del contenuto degli interrogatori resi ai Procuratori della Repubblica di Palermo, Firenze e Caltanissetta da Giovanni Brusca, aspirante "pentito", assurto, a quanto sembra, a seguito di sue affermazioni politicamente "tranquillanti" e dopo un periodo di "dichiarante in osservazione", a pentito "ufficiale"; la divulgazione del contenuto di tali atti, avvenuta secondo una sapiente distillazione che sembra rispondere ad un disegno di cui ben si possono intravedere i contorni e le finalita' politiche, ha aperto nel Paese, con il contributo autorevole di qualche dirigente dello Stato, "ansioso" di giustificare possibili, future "imbarazzanti" affermazioni dell'ex latitante, una sorta di toto-Brusca, assai anomalo e preoccupante concorso pronostici sulla valenza delle dichiarazioni del "pentito", sui suoi veri obiettivi, sul nome di questo o quel personaggio politico od istituzionale chiamato in causa od in lista di attesa per esserlo, sui riflessi di tale "pentimento" sulla imminente scelta del magistrato che dovra' ricoprire la carica di Procuratore nazionale antimafia; stando sempre alle notizie di stampa ed ai servizi televisivi, subito dopo l'acquisizione della ritrattazione del Brusca delle dichiarazioni rese all'atto dell'annunciato "pentimento", e secondo le quali "un'alta personalita' dello Stato" (l'on. Luciano Violante, Presidente della Camera dei deputati) si sarebbe resa promotrice di un "complotto" in danno di un noto personaggio politico (il senatore a vita Giulio Andreotti), il Procuratore della Repubblica di Palermo e quello di Firenze, dottor Giancarlo Caselli e dottor Giovanni Vigna, si sarebbero, insieme, nella serata di mercoledi' 28 agosto, recati dal Ministro dell'interno e di grazia e giustizia per informarli e rassicurarli circa tale avvenuta ritrattazione; i dettagliati servizi della stampa e delle principali reti televisive hanno altresi' reso noto che un funzionario di polizia sarebbe venuto a conoscenza dell'asserito complotto ordito contro l'alta personalita' dello Stato molti giorni prima della rivelazione di Brusca agli inquirenti di siffatta trama e che lo stesso funzionario avrebbe svolto di sua iniziativa indagini varie senza nulla riferire all'autorita' giudiziaria; in tutta questa vicenda le copiose, sistematiche "fughe di notizie" nonche' le numerose interviste che ne sono seguite, "a conferma" o addirittura "a chiarimento" delle dichiarazioni del Brusca, devono avere scosso lo stesso Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, dottor Tinebra, il quale, meritoriamente, anche se con ritardo, ha innanzitutto invitato gli altri due suoi colleghi inquirenti ad un salutare ed operoso silenzio; analogo, implicito invito hanno rivolto noti opinionisti e studiosi nonche' magistrati gia' impegnati nella lotta alla criminalita' organizzata allorche' sono stati costretti a ricordare la composta, assoluta riservatezza mantenuta dal compianto Giovanni Falcone in indagini di pari, se non maggiore importanza e delicatezza; non puo' disconoscersi che tale situazione genera ulteriori, gravi danni ad una Giustizia gia' in profonda crisi di credibilita' e rischia di fare apparire la drammatica lotta alla criminalita' organizzata anche come occasione di quotidiana, colorita ribalta giornalistica, radiofonica e televisiva, attenuando pericolosamente quella tensione morale e civile senza la quale ogni aspettativa di vittoria sulla criminalita' mafiosa e camorristica rimane vana speranza -: se, per la divulgazione degli interrogatori resi da Giovanni Brusca, fatto che appare di rilevanza penale, sia stato iscritto, ed a carico di chi, procedimento penale; se sia stato individuato, e quali provvedimenti siano stati adottati nei suoi confronti e da parte di chi, il funzionario di polizia che, venuto con molto anticipo a conoscenza dell'anzidetto complotto, avrebbe condotto personali indagini senza nulla riferire all'autorita' giudiziaria; se effettivamente i suddetti Procuratori della Repubblica, di loro iniziativa o perche' richiesti, abbiano rivelato agli interrogati Ministri dell'interno e di grazia e giustizia, nel corso di un "colloquio" svoltosi presso i rispettivi ministeri, il contenuto delle dichiarazioni rese da Brusca ed in particolare la ritrattazione fatta dallo stesso delle affermazioni relative al "complotto" cui piu' sopra si e' fatto cenno; se, a parte l'eventuale rilevanza penale e disciplinare di siffatta condotta dei magistrati, la richiesta, ove avvenuta, di tale "colloquio" debba essere interpretata come espressione di una volonta' politica destinata ad inaugurare una preoccupante prassi volta ad istituzionalizzare di fatto, in contrasto con il principio costituzionale dell'autonomia ed indipendenza della magistratura, la sottoposizione dell'attivita' giudiziaria al potere ed al controllo politico; se e quali iniziative abbiano assunto od intendano assumere, interessando se del caso anche il Consiglio Superiore della Magistratura, per evitare che la violazione del segreto investigativo diventi la regola e per scongiurare il pericolo che le vicende giudiziarie, specie quelle di particolare rilevanza e delicatezza, si trasformino sistematicamente in una passerella giornalistica, radiofonica e televisiva di tutti coloro sui quali incombe il dovere di uniformare il proprio comportamento a riserbo, correttezza ed equilibrio. (2-00173)