Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00179 presentata da TASSONE MARIO (CCD-CDU) in data 19960917
Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri del bilancio e della programmazione economica e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per sapere: quali siano i risultati finora conseguiti dalla politica della programmazione concertata e della attuazione degli strumenti a questo scopo previsti (patti territoriali) dalla legge di conversione del decreto-legge n. 244 del 1995, legge n. 341 del 1995), con particolare riferimento agli obiettivi della valorizzazione delle risorse tecnologiche e produttive possedute, dell'implementazione della formazione professionale e manageriale e della riduzione della disoccupazione nelle aree depresse del Paese; quali siano le valutazioni del Governo in merito alle difficolta' incontrate nella attuazione della suddetta politica, in relazione alla procedura estremamente complicata adottata dal Cnel, quali si evincono dalla documentazione predisposta dal Cnel stesso (assemblea del 15 maggio 1996) da cui risulta che: a) alla data del maggio 1996 (a tre anni di distanza all'avvio della linea di attivita' sul Mezzogiorno e sui patti territoriali, assemblea Cnel del 14 gennaio 1993), ventidue erano i patti territoriali ancora nella fase della richiesta iniziale (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia); b) alla suddetta data, trenta erano i patti territoriali nella fase della concertazione (costituzione di un tavolo per la stesura della bozza di protocollo); c) sempre alla richiamata data, undici erano i patti giunti alla fase conclusiva (sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra i soggetti locali, previa certificazione del Cnel dell'avvenuta concertazione), e precisamente: 1 in Calabria, 2 in Puglia, 1 in Sardegna, 5 in Sicilia; d) null'altro e' dato sapere in merito alle fasi successive comprendenti: l'affidamento del patto ad una societa' di consulenza, scelta, tramite gara, dal Cnel, che provvede alla progettazione di massima ed alla verifica della compatibilita' dei progetti con quanto disposto dalla delibera Cipe; la predisposizione dello studio di fattibilita' e l'acquisizione degli impegni degli imprenditori e delle banche in merito agli aspetti finanziari delle varie inziative; la redazione del progetto definitivo del patto, tenendo conto delle osservazioni e delle valutazioni della societa' di consulenza e del Ministero del bilancio e della programmazione economica; la sottoposizione al Cnel del testo per la verifica conclusiva della concertazione; la trasmissione da parte del soggetto promotore del patto (in precedenza individuato) al Ministero del bilancio e della programmazione economica per la definitiva approvazione; con tutta l'urgenza dell'aggravarsi della situazione occupazionale, quale sia l'avviso del Governo in merito sia alla defatigante complicazione dei procedimenti esposti, sia alla evidente negligenza operativa delle amministrazioni pubbliche, di promozione e di controllo, poiche': a) solo alla data del 10 maggio 1995 il Cipe ha regolato, con propria delibera, i patti territoriali, delibera pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel novembre 1995, facendo poi seguire un'altra delibera, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del febbraio 1996; b) solo alla data del marzo 1996, il Cnel ha bandito la gara per l'appalto dei servizi di progettazione conseguentemente alla approvazione, in sede di legge finanziaria 1996, della variazione al capitolo di bilancio 1009, incrementato di lire due miliardi, "in ragione di provvedere alla progettazione di massima dei patti territoriali"; c) solo alla data del luglio 1996 (dpo un primo tentativo andato a vuoto svolto il 13 marzo 1996) il Cipe ha predisposto la delibera concernente i criteri e le modalita' di erogazione dei quattrocento miliardi di lire stanziati dalla legge finanziaria 1996, nonostante fosse, almeno a parole, riconosciuto dal Governo che "i patti territoriali, ideati e promossi nell'ambito del Cnel, siano uno dei pochi strumenti operativi per la mobilitazione delle risorse reali nelle aree depresse"; se il Governo intenda prestare maggiore attenzione all'istituto dei patti territoriali e, con l'occasione dell'annunciata adozione del nuovo istituto, denominato contratto di area, si preoccupi di ottimizzare tutte le procedure, chiarendo in primo luogo se sia disposto a: a) fissare tempi ridotti entro i quali le parti interessate debbano sottoscrivere il quadro programmatico di riferimento per la messa in opera del partenariato sociale; b) procedere, in tempi ridotti, per singoli progetti di sviluppo occupazionale, verificandone la congruita' in riferimento al quadro programmatico e imprenditoriale, rendendo utile e produttiva di effetti la mobilitazione delle risorse locali; c) concedere, ai suddetti progetti di partenariato, l'accesso ai fondi strutturali ed alle iniziative comunitarie, ponendo in condizione l'iniziativa delle fonti locali di rispettare i tempi previsti e tutte le altre condizioni richieste per il conseguimento degli obiettivi 1, 2 e 5b; d) chiarire caratteristiche e metodologie per i patti territoriali e per i contratti di area, entrambi sembra istituzionalmente riferiti all'emergenza occupazione e alla crisi produttiva delle aree depresse, in modo da evitare l'insorgere di ulteriori confusioni nel sostegno da concedere come stato e la dispersione del lavoro finora faticosamente svolto; e) individuare, fin dall'inizio della procedura (e non alla fine di essa, come e' nella prassi in vigore per i patti territoriali), il soggetto societario ed istituzionale che assume la responsabilita' sia del coordinamento e dell'indirizzo, sia, soprattutto, della verifica della congruita' dei singoli progetti di partenariato rispetto all'enunciato quadro programmatico di riferimento, da cui necessita partire per consentire, nei limiti fissati, la rapida erogazione dei sostegni pubblici al nuovo sviluppo. (2-00179)