Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00525 presentata da VENETO ARMANDO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960917
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: a causa del trasferimento contemporaneo di numerosi magistrati, il tribunale di Palmi e' venuto improvvisamente a trovarsi con soli cinque magistrati, sui quattordici in organico, oltre ai quattro presidenti; cio' rende ingovernabile la giustizia su un vasto territorio, che comprende circa 170.000 abitanti e 33 comuni, e che ha - purtroppo - un elevato tasso di criminalita' e di delitti; in particolare le due sezioni di corte di assise, delle quali e' stata garantita l'operativita' fino alla conclusione di due maxi-processi in corso, non potranno assolutamente garantire lo svolgimento di altri processi, tra i quali stanno per sopraggiungere quelli attinenti le operazioni di polizia denominate "Smirne" e "Taurus", con decine di imputati detenuti. Cio' perche', divenendo operativi i trasferimenti dei due giudici a latere attualmente in servizio (bloccati proprio fino all'espletamento dei processi in corso), non e' disponibile alcun magistrato che possa sostituirli: quanto alla sezione penale (unica per necessita', pur apparendo indispensabile che funzioni a pieno regime una seconda sezione), essa potra' giovarsi di due soli magistrati (oltre il presidente); questa unica formazione dovra' tenere tre udienze settimanali, oltre le udienze straordinarie del processo cosiddette "Sava" con oltre cento imputati; e' inutile aggiungere altro, per ipotizzare la totale paralisi del settore ed il rinvio della trattazione dei processi agli anni successivi a quello in corso; le note piu' dolenti vengono infine dall'ufficio del Gip che rimane con un unico magistrato; e cio' malgrado che l'organico completo dell'ufficio del pubblico ministero garantisca un flusso costante ed elevato di atti che il Gip deve esaminare; quanto alla sezione civile, essa potra' giovarsi di due soli magistrati, che dovranno gestire fallimenti, esecuzioni, procedimenti civili, eccetera, con la chiara impossibilita' di tenere testa anche alle sole urgenze. Cio' aggrava il problema complessivo della giustizia sul territorio, poiche' accelera processi di disimpegno dall'uso dei canali ordinari e fa emergere metodi alternativi (tutti illeciti e volano di piu' ampie e gravi forme di illegalita'), ai quali i cittadini sono costretti a rivolgersi per la tutela dei loro diritti; ne' il previsto invio di quattro uditori di prima nomina (che dovrebbero insediarsi a novembre) sembra poter risolvere il problema esposto, sia perche' la risposta ai trasferimenti "di massa" e' numericamente debole ed incongrua (rimarrebbero pur sempre cinque posti di organico scoperti su quattordici, per una percentuale pari a circa il 40 per cento), sia per la inesperienza degli uditori, fisiologica, ma tuttavia indiscutibile, sia perche', quali uditori, non possono comporre le corti di assise; vero e' che i problemi della giustizia non si risolvono destinando risorse, giudici e personale agli uffici; ma questi elementi sono preliminari ed indispensabili perche' il problema giustizia venga correttamente affrontato, specie in alcune aree del paese -: quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda adottare perche' il tribunale di Palmi possa in tempi brevi avere la copertura di tutti i posti in organico, mediante magistrati che possano ricostituire le condizioni da cui una battaglia per la legalita', seria e credibile deve partire; sul piano piu' generale, come intenda operare perche' un meccanismo agile e di immediata applicazione, non privi le sedi giudiziarie di addetti alle funzioni giurisdizionali, fino a tanto che non sia stata garantita la copertura del posto che il trasferimento renderebbe vacante. (5-00525)