Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00504 presentata da VENETO ARMANDO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960917
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: durante l'audizione svoltasi l'11 settembre 1996 presso la IX Commissione permanente della Camera dei deputati, il Ministro dei trasporti ha affermato, parlando dei porti: "bisogna stare attenti ad evitare situazioni di monopolio privato". Tale dichiarazione era inserita nel contesto del piu' vasto discorso relativo alla concessione dei porti e seguiva altra affermazione del Ministro che respingeva l'addebito di monopolio Fiat su un porto italiano, poiche' ivi la Fiat gestisce in concessione un molo su venti e partecipa alla gestione di altro molo, in societa' con altro imprenditore; sempre durante l'audizione, in questione il Ministro osservava: "la merce fa ricchezza quando si ferma, non quando passa". Cio' affermava trattando la materia degli interporti e segnalando la necessita' che, accanto al sistema intermodale di trasporti si sviluppi una rete di industrializzazione e commercializzazione dei prodotti in transito; esprimendosi con lodevole chiarezza sui contenuti e sui tempi del progetto di alta velocita' ferroviaria, il Ministro poneva come limite sud dell'alta velocita' la citta' di Napoli e, come tempi di completamento dell'attuale progetto complessivo, l'anno 2007; il Ministro chiedeva infine ai deputati calabresi di intervenire con autorevolezza presso i competenti organi politico-amministrativi e le popolazioni per definire il luogo ove costruire il "pendolino diesel", pena il dirottamento delle commesse in altre sedi, con perdita di prestigio e di occupazione -: con riferimento alla questione dei monopoli portuali, se sia a conoscenza della piu' volte manifestata intenzione della Medcenter di ottenere al piu' presto in concessione tutte le banchine delle quali e' attualmente dotato il porto di Gioia Tauro, giusta accordo di programma a suo tempo siglato; con il che viene frustrata la determinazione espressa in via di principio dal Ministro, poiche' il porto di Gioia Tauro sarebbe destinato esclusivamente alle attivita' di trasbordo delle merci in contenitore da parte della sola Medcenter, che agirebbe in regime di monopolio. Se una tale ipotesi dovesse rispondere a precise e non superabili esigenze di mercati, bisognera' esprimere con chiarezza l'intenzione di derogare, per il porto di Gioia Tauro, al principio esposto dal Ministro, cosi' da possedere tutti gli elementi sui quali il Governo, la rappresentanza parlamentare, le istituzioni locali, le aggregazioni sociali, politiche e sindacali siano in condizione di accettare una - cosi' prospettata - situazione di monouso e monopolio del porto di Gioia Tauro. La concessione a Medcenter dell'intero porto, senza alcuna prospettiva di apertura ad un traffico navale di tipo diverso (trasporti di materiale sfuso, semilavorati provenienti da regioni diverse rispetto a quelle i cui prodotti sono affidati a Medcenter per il trasbordo) di parte di banchina ovvero di altre future e non previste banchine condanna l'altro principio esposto dal Ministro (relativo alla necessita' di trasformare le merci, prima di affidarle a tipi diversi di trasporto) a rimanere puramente assertivo per Gioia Tauro. Infatti, se Medcenter agira' in regime di esclusiva, il costituendo interporto funzionera' come luogo di cambio del tipo di vettore (dalla nave alla ferrovia o al gommato), ma non dara' luogo alla sosta per trasformazione indicata dal Ministro come unica occasione di arricchimento del territorio. E cio' proprio perche' Medcenter e' vocata a prestazioni che prevedono lo scarico da grandi navi e l'avvio di contenitori in altri luoghi, mediante navi, ferrovie, autotreni: onde la ipotesi di realizzazione di una catena di trasferimenti che preveda anche sosta per lavorazione avrebbe bisogno di altra tipologia imprenditoriale per realizzarsi; quale sia l'esatto orientamento del Ministro circa l'utilizzazione del porto di Gioia Tauro, i rapporti di Medcenter con il Governo e le altre realta' istituzionali a tal proposito, e quali prospettive vi siano perche' il porto di Gioia Tauro, oltre che essere una realta' a se' stante, ritagliata sul territorio circostante, possa anche divenire volano per una nuova fase di sviluppo dello stesso territorio; se si ritenga che Medcenter abbia il sapere tecnico e la disponibilita' culturale d'impresa ad intendere che a questa esigenza il porto di Gioia Tauro deve assolutamente corrispondere, se non si vuole infliggere una ulteriore occupazione coloniale alla Calabria; quanto alla questione dell'alta velocita', se sia stato studiato il tipo di impatto che la quantita' di merci da scaricare a Gioia Tauro (e far pervenire, per ferrovia, fin nel cuore dell'Europa in tempi brevi) avra' sulle linee ferrate attuali, che dovrebbero rimanere quali sono fino oltre l'anno 2007, stando alle previsioni del Ministro, o se non sia il caso di programmare fin da ora l'alta velocita' da Reggio Calabria a Napoli come momento di impegno rispetto ad una dotazione infrastrutturale che - nel tempo - apparira' sempre piu' necessaria (salvo a prevedere tempi di realizzazione consonanti con la condizione finanziaria indispensabile per l'apertura dei cantieri): se il Ministro intenda eliminare il silenzio serbato sul punto ed espliciti le intenzioni (sia pure di lungo periodo) del Governo; fermo restando che la rappresentanza parlamentare calabrese fara' il suo dovere perche' il "pendolino diesel" venga costruito a Reggio Calabria, se il Ministro intenda pretendere (ed ottenere) da quanti operano sul territorio che abbiano nel dovuto apprezzamento e rispetto l'opera della deputazione parlamentare, che non puo' essere richiesta solo per rimuovere o impedire blocchi portuali e/o ferroviari da parte di scioperanti inferociti (dai comportamenti, piu' che dai fatti), ma per fiancheggiare, intervenendo dove e' giusto che cio' avvenga, l'opera di chi veramente (e non solo a parole) vuole il riscatto del Sud dalla miseria e dalla illegalita'; riscatto che e' frutto di uno sforzo concorde, rispettoso delle competenze, ma generoso, in direzione di un servizio alle popolazioni calabresi; se ritenga opportuno rivolgere a quanti operano nel settore dei trasporti nel mezzogiorno, a diretto contatto con le piu' alte funzioni dello Stato, l'invito a rivolgersi alla rappresentanza parlamentare con gli stessi intendimenti e lo stesso stile con il quale il Ministro ha fatto il 12 settembre 1996 in Commissione, a proposito della doverosa risoluzione della "querelle" sul luogo di costruzione del "pendolino diesel". (5-00504)