Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00533 presentata da GALLETTI PAOLO (MISTO) in data 19960917
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che risulta all'interrogante che: da notizie apparse sul Sole 24-Ore del 4 ottobre 1995, si apprende che l'Associazione costruttori romani (Acer) ha presentato ricorso all'Autorita' antitrust "perche' venga avviata un'indagine conoscitiva per verificare se nei comportamenti del consorzio Iricav Uno possano ravvisarsi gli estremi della fattispecie di abuso di posizione dominante"; l'Acer contesta al consorzio Iricav Uno (cui partecipano le societa' Condotte, Ansaldo trasporti, Vianini, Icla, Astaldi, Italstrade, Ccc, Fintecna), general contractor impegnato a realizzare la tratta Roma-Napoli della linea ferroviaria ad alta velocita', irregolarita' riguardanti le gare effettuate sul quaranta per cento dei lavori che devono essere affidati dal general contractor al libero mercato, in conformita' con i vincoli fissati dal Consiglio di Stato e dall'antitrust; sui bandi di gara pubblicati pare siano state scorporate, dalle opere mandate in gara, determinate lavorazioni e forniture, incidendosi in tal modo sull'unitarieta' dell'opera stessa e del relativo processo produttivo; avrebbe avuto luogo cosi' un eccessivo frazionamento delle opere, in contrasto con la direttiva 93/38/CEE, per relegare le imprese vincitrici a ruoli del tutto marginali, limitati a realizzare opere incomplete, prive di materiali essenziali o ridotte alla mera posa in opera di elementi specifici; il secondo profilo contestato riguarda i riflessi che l'individuazione delle opere all'interno della quota del quaranta per cento puo' avere nei confronti di imprese strutturalmente e dimensionalmente equivalenti a quelle che costituiscono i consorzi general contractor; secondo l'Acer, senza tagli di appalti di grande dimensione queste imprese rischiano di restare fuori per sempre dal mercato delle opere pubbliche per non essere riuscite a rientrare nei consorzi general contractor formati in modo discrezionale e prescelti dalla Tav grazie a trattative private; il terzo e piu' grave punto contestato che, se accertato dall'Autorita' antitrust, configurerebbe, a parere dell'interrogante, un comportamento da segnalare alla procura della Repubblica, riguarderebbe la presunta violazione della legislazione antimafia (legge n. 55 del 1990) sul subappalto: l'Acer chiede infatti all'Autorita' antitrust di accertare se il consorzio stia provvedendo illegittimamente alla determinazione dei prezzi di aggiudicazione, che presentano un ribasso maggiore del 20 per cento rispetto ai prezzi di affidamento vantati dal general contractor; questo comportamento, relativo al sessanta per cento dei lavori che il general contractor puo' realizzare direttamente, comporterebbe violazione delle norme antimafia sul sub-appalto; il progetto Tav, per il quale sono previsti 27.000 miliardi elencati nel libro bianco di Dini, costituirebbe, secondo l'Acer, un mercato in cui solo pochi grandi gruppi concentrano nelle loro mani grandi concessioni di progettazione, gestione e costruzione, dispensando poi con grande discrezionalita' i lavori agli altri; tale mercato non sarebbe ne' auspicabile ne' produttivo, sia da un punto di vista dell'economia del sistema, sia da quello della pluralita' di soggetti che devono essere presenti sul mercato per assicurare la concorrenza e permettere la trasparenza, impedendo il ripetersi di strutture tipo Italstat del passato -: se tali notizie corrispondano al vero; quali provvedimenti, in caso affermativo, il Ministro intenda adottare per ristabilire la legalita'. (5-00533)