Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00566 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960918
Al Presidente del Consiglio dei ministri, ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato e per le risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: la societa' Enichem, del gruppo Eni, ha messo in vendita la sua divisione agricoltura, che, oltre ad essere il maggior produttore italiano di fertilizzanti, ha subito una drastica ristrutturazione, con dolorose perdite di personale e di risorse finanziarie. La attuale direzione agricoltura ha raggruppato le produzioni di fertilizzanti delle societa' Anic (Eni) e della Montedison e possiede tre stabilimenti: Ferrara, Ravenna e Barletta; l'Enichem ha firmato un contratto per la vendita della divisione della Norsk Hydro, societa' multinazionale di origine norvegese e maggior produttore europeo di fertilizzanti azotati, sicche' il perfezionamento del contratto avverra' il 30 settembre 1996; punti principali del contratto sarebbero: a) prezzo di cessione di circa novanta miliardi di lire (riguarda gli stabilimenti citati ed esclude la societa' Terni Chimica, produttrice di fertilizzanti e di proprieta' Enichem); b) alla N-H vengono riconosciuti: 1) metano a prezzo agevolato per dieci anni; tale prezzo e' inferiore sia al prezzo pagato da Enichem che a quello dell'accordo Snam-Confindustria (prezzo base per tutta la industria italiana); tale vantaggio, tenendo conto dei prezzi attuali ed attualizzato per dieci anni, puo' essere valutato in cinquanta miliardi; 2) vendita in esclusiva N-H del solfato ammonico (un fertilizzante azotato) per circa 500.000 tonnellate/anno che Enichem ottiene come sottoprodotto di talune lavorazioni. Cio' portera' a N-H un vantaggio di circa 20 miliardi, a valori attuali; 3) impegno da parte di Enichem-Agricoltura ad effettuare manutenzioni straordinarie per circa venti miliardi nei mesi di luglio-agosto 1996, cioe' prima del perfezionamento del contratto; 4) clausola di non concorrenza per cinque anni. Durante tale periodo nessuna societa' del gruppo Eni potra' vendere fertilizzanti ed ammoniaca (materia prima per fertilizzanti azotati); c) di fatto la cessione a N-H sara' gratuita, infatti a fronte di un prezzo di vendita di 90 miliardi; a N-H vengono riconosciuti benefici valutabili, ad oggi, a novanta miliardi, senza tener conto della clausola di non concorrenza, penalizzante per quello che riguarda l'ammoniaca; d) l'Unione europea ha dato parere favorevole, poiche' ha considerato l'intero settore fertilizzanti in Europa e non il solo settore azotati, in particolare in Italia -: se, pur a fronte di aste precedentemente andate deserte, abbiano valutato la possibilita' che alle su citate condizioni si potesse trovare un compratore italiano piuttosto che un monopolista straniero; quali valutazioni siano state fatte a monte della operazione, dal momento che gli agricoltori italiani pagheranno i profitti dei ricchi azionisti norvegesi di N-H; se si sia preventivamente espressa l'Autorita' antitrust, considerato che il fatto piu' grave e' che con tale vendita l'Eni ha ceduto il settore fertilizzanti al piu' grande produttore europeo, creando di fatto un monopolio in Italia dei fertilizzanti azotati, fertilizzanti usati per i cereali (sara' facile prevedere aumenti di prezzi non giustificati, con gravi danni per gli agricoltori, specialmente del Sud); se si intenda bloccare l'operazione per tenere conto del parere dell'autorita' antitrust e quindi assumere decisioni che tornino realmente utili agli agricoltori italiani ed all'economia italiana in piu' generale. (5-00566)