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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00197 presentata da VELTRI CORNELIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19960919

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, per sapere - premesso che: la Corte dei conti ha compiuto una indagine "rivolta ai comportamenti attivi ed omissioni tenuti dalle amministrazioni dello Stato in presenza di fattispecie penali previste dall'articolo 85 del testo unico 3/1957 e dall'articolo 1, comma 1, della legge 18 gennaio 1992, n. 16, nel periodo 1^ gennaio 1989-31 maggio 1994"; la Corte, a conclusione dell'indagine, ha depositato in segreteria una relazione il 10 gennaio 1996 e l'ha inviata al Governo: nella prima parte della relazione, la Corte analizza la legislazione vigente sui procedimenti disciplinari e ne evidenzia conflitti e contraddizioni, con particolare riguardo al testo unico del 1957, alle leggi del 1990 e del 1992, alla sentenza della Corte costituzionale n. 447 del 1995 e all'ultimo contratto di lavoro del personale statale, ai quali si aggiunge la recente sentenza del Consiglio di Stato, che conferma la possibilita' di destituire d'ufficio il pubblico dipendente, come prevede il testo unico del 1957, possibilita' esclusa invece dalla sentenza della Corte costituzionale del 1995; il giudizio della Corte sui comportamenti e sulle omissioni delle Amministrazioni dello Stato (nelle regioni, Usl ed enti locali la situazione non e' migliore) e' molto severo dal momento che: 1) il numero dei reati accertati e contestati puniti dal testo unico e dalla legge antimafia, e cioe' reati gravissimi, che vanno dal traffico di stupefacenti all'associazione a delinquere e mafiosa, dalla concussione alla violenza carnale, e' pari (per difetto) al 2 per cento del numero del personale in servizio alla data del 1^ gennaio 1992; 2) le amministrazioni piu' colpite da fenomeni di illegalita' risultano essere i ministeri delle finanze, della pubblica istruzione e di grazia e giustizia; 3) le sospensioni cautelari durano molto piu' a lungo di quanto dovrebbero e gli assegni alimentari costano allo Stato oltre quaranta miliardi all'anno; 4) i controlli interni previsti dall'articolo 20 del decreto delegato n. 29 del 1993 sono largamente inattuati; 5) quasi tutti i dipendenti del ministero delle finanze che hanno ricevuto tangenti sono stati reintegrati ai loro posti; 6) a fronte di 1.673 sentenze passate in giudicato, sono stati aperti solo 894 procedimenti disciplinari; a fronte di 2.775 procedimenti penali avviati e definiti, le sospensioni cautelari sono state 1.174, e su 1.282 sospensioni cautelari sono stati aperti 543 procedimenti disciplinari; i dati rilevati dalla indagine della Corte sono di enorme gravita', perche' denotano una violazione permanente dei doveri previsti dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato -: se e come il Governo intenda mettere ordine nella legislazione in materia e, qualora abbia in programma di farlo, se non ritenga che vadano previste le seguenti misure: a) possibilita' di destituzione d'ufficio del pubblico dipendente; b) impossibilita', per i dipendenti riammessi in servizio prima di una condanna definitiva, di ricoprire gli incarichi e gli uffici precedenti alla segnalazione del reato; c) determinazione di tempi vincolanti sia per le sospensioni cautelari sia per l'apertura e la conclusione dei procedimenti disciplinari, indipendentemente dalle iniziative della magistratura penale e amministrativa; quali provvedimenti intenda adottare nei casi segnalati dalla Corte dei conti e in quanto tempo; se non ritenga che analoga indagine vada compiuta presso le regioni, le Usl e gli enti locali. (2-00197)





 
Cronologia
mercoledì 18 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Scalfaro invia un messaggio alle Camere sull'attualità politica e istituzionale (Doc. I, n.1).

venerdì 27 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Consiglio dei ministri approva il testo della legge finanziaria, che dispone una manovra complessiva di 62.000 miliardi di lire, comprensiva della c.d. “tassa sull'Europa” .