Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03365 presentata da DALLA ROSA FIORENZO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960919
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere, premesso che: da ricorrenti notizie apprese attraverso qualificati quotidiani nazionali e locali, risulterebbe che un gruppo di studio del ministero di grazia e giustizia avrebbe, tra altri, ipotizzato l'accorpamento del tribunale di Bassano del Grappa a quello di Vicenza, assecondando cosi' un recente orientamento del ministero stesso tendente alla scelta di tribunali a maglia provinciale; con la relazione annuale in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, il 18 gennaio 1996 il procuratore generale presso la Corte di cassazione, dopo aver auspicato la "introduzione di un giudice di primo grado unico e monocratico, con le opportune riserve di collegialita'", concluse di voler procedere alla unificazione di preture e tribunali, anche al fine di "pianificare un razionale dimensionamento e una ben diffusa distribuzione dell'unico giudice di primo grado nel territorio, anche mediante il frazionamento dei mal funzionanti uffici di troppo grandi dimensioni"; nella stessa relazione, fu indicata in 1.261 giorni la durata media del giudizio civile di primo grado davanti ai tribunali italiani; Bassano del Grappa ha entrambi gli uffici di primo grado (pretura e tribunale); i tempi medi della durata del giudizio civile davanti il tribunale di Bassano sono di 600-650 giorni, contro una durata media, riferita al tribunale del capoluogo di provincia (Vicenza), superiore a quella prevista dalla media nazionale -: se tra i criteri della distribuzione del giudice di primo grado nel territorio si terra' conto anche della tempestivita' della risposta di giustizia, individuando in essa - se realmente esistente (si veda Bassano del Grappa) - una delle principali condizioni per la individuazione delle nuove sedi giudiziarie di primo grado. (4-03365)
In riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue. Va anzitutto chiarito che sia l'eventuale soppressione sia l'eventuale istituzione di uffici giudiziari puo' avvenire soltanto nel quadro di una generale revisione delle circoscrizioni giudiziarie e quindi in un'ottica di sistematicita' ed organicita' che eviti prese di posizione estemporanee e non sufficientemente ponderate. Tanto piu' che l'intera problematica va vista in relazione anche a due importanti, innovative circostanze: la prima rappresentata dal disegno di legge delega per l'istituzione del giudice unico; la seconda dalle sentenze della Corte Costituzionale sulla incompatibilita'. Con l'importante riforma sul giudice unico si vuole conseguire l'unificazione funzionale degli uffici (procura circondariale e procura della Repubblica, pretura e tribunale) senza toccare il loro insediamento territoriale e strutturale e quindi senza determinare alcun apprezzabile mutamento dell'attuale geografia giudiziaria. L'attuazione del disegno consentira' di garantire ben piu' ampia flessibilita' all'organizzazione giudiziaria e soprattutto di ottenere l'accorpamento e quindi una migliore utilizzazione del personale, ivi compreso quello di magistratura. L'eventuale revisione delle circoscrizioni giudiziarie dovra' essere legata alla previa valutazione dei risultati che si accertera' essere stati raggiunti mediante la preminente riforma di cui si parla e ancora in corso di realizzazione normativa. Sotto il secondo aspetto richiamato, deve aggiungersi che il tema degli organici del personale di magistratura e soprattutto della loro ripartizione ha assunto particolare attualita' alla luce delle note pronunzie della Corte costituzionale in tema di incompatibilita'. E' evidente, infatti, che le proposte di intervento sinora formulate (rapporto del CENSIS; studio del C.S.M.; gruppo di studio nominato dal Ministro di Grazia e Giustizia per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie) e che concordano nel ritenere che, per giungere ad uffici che assicurino la migliore resa di giustizia, occorre puntare su dimensioni medie (uffici giudicanti con non meno di 20-25 giudici, ma anche 15 per situazioni particolari; uffici requirenti con non meno di 6-10 magistrati) dovranno tutte essere approfondite tenendo conto dei principi affermati dalla Corte e concretamente connesse alle varie situazioni processuali prospettabili. Puo' allora dirsi che i dati quantitativi non potranno rappresentare l'unico dato da valutare. Dovra' essere presa in esame anche una serie di altri elementi quali: i flussi di lavoro, valutati al fine di determinare un modello standard di produttivita' unitaria nel rapporto tra domanda di giustizia e numero complessivo dei magistrati disponibili e "non incompatibili"; l'estensione del territorio; le particolari esigenze del bacino di utenza del servizio giudiziario e la necessita' dell'azione di contrasto a grandi fenomeni di patologia sociale; l'ubicazione degli uffici in relazione alla loro distribuzione sul territorio; i collegamenti, l'orografia e gli insediamenti produttivi; l'esistenza di moderni ed attrezzati locali destinati al servizio giudiziario e di strutture carcerarie di rilevante consistenza. Nulla potra' essere fatto senza aver prima adeguatamente ponderato tutti i contributi informativi e valutativi che i soggetti istituzionali (in particolare gli enti locali, i consigli regionali, e le province autonome) nonche' le altre figure operanti nell'ambito giudiziario ed i singoli cittadini vorranno fornire. Ed e' naturale che in tale complessivo ambito saranno in futuro considerate anche tutte le esigenze segnalate in riferimento al tribunale di Bassano del Grappa. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.