Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03608 presentata da ARMANI PIETRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960926
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dell'interno e delle finanze. - Per sapere - premesso che: per la terza volta nell'arco degli ultimi tre anni, il Consiglio di Stato ha nuovamente formulato rilievi sullo schema di regolamento proposto dal ministero delle finanze, dIpartimento del territorio, riguardo ai criteri proposti per la revisione del catasto (Il Sole-24 Ore del 23 luglio 1996). La motivazione delle osservazioni del Consiglio di Stato e' in buona sostanza RIassumibile nel mancato recepimento da parte del ministero delle finanze, dei criteri ispiratori previsti nella delega contenuta nella legge di accompagnamento della legge finanziaria 1996 (legge 28 dicembre 1995, n. 754, articolo 3), delega concessa dal Parlamento al Governo e sostanzialmente riferita alla necessita' di coinvolgere il sistema dei comuni italiani nel processo di riforma del catasto. Infatti, non solo il Governo nei tre mesi previsti dalla delega non ha dato attuazione alla stessa, ma il dipartimento del territorio ha sostanzialmente riproposto lo schema di regolamento del 1993, come se la delega ed i criteri in essa contenuti non fossero mai stati formulati; non sono chiare le ragioni per le quali il ministero delle finanze ed in particolare il dipartimento del territorio - cui sicuramente gli strumenti giuridici e tecnici non mancano per poter formulare una proposta che tenga conto degli orientamenti del Parlamento - si ostini a voler rendere inaccessibile ed incontrollabile il proprio operato, ed in particolare il rapporto tra investimenti effettuati e risultati ottenuti con il processo di informatizzazione del catasto; la rivoluzione informatica degli ultimi tre anni e' stata avviata dall'ingegner Vaccari, proveniente dalla Fiat Impresit e nominato, dall'allora Ministro delle finanze Goria, direttore del dipartimento del territorio, nel quale sono confluite le direzioni generali del catasto e delle conservatorie dei registri immobiliari. Le inefficienze ed i ritardi del catasto italiano sono talmente evidenti da rendere inutile qualunque ulteriore considerazione, come del resto si evince anche dall'articolo apparso sul Messaggero del 25 luglio 1996; non e' ancora oggi molto chiaro quali siano stati e quali saranno i costi che hanno gravato sul contribuente italiano, sicuramente superiori a diverse centinaia di miliardi, per questo processo di informatizzazione, la cui realizzazione e' stata totalmente appaltata alla Sogei, societa' per la quale la transizione dalla prima alla seconda Repubblica non ha rappresentato certo un elemento ostativo per la continuazione della propria gestione monopolistica di tutto quanto graviti nell'ambito del ministero delle finanze; appare quasi incomprensibile perche' la delega del Parlamento al Governo (Corriere della Sera del 17 marzo 1996) sia stata fatta cadere da un'improvvisa richiesta da parte del presidente dell'Anci, Enzo Bianco, immediatamente recepita dal Ministro Fantozzi (Atto Camera n. 3438, trasmesso dal Senato il 20 novembre 1995, articolo 42), di avviare il processo di revisione del catasto non utilizzando lo strumento del decreto, ma mediante un disegno di legge che passasse al vaglio del Parlamento, come se le precise indicazioni gia' contenute nella delega della legge finanziaria per il 1996 fossero state esaminate dal Parlamento di uno Stato diverso da quello italiano. E' ben comprensibile come un Ministro delle finanze, gia' presidente dell'Ascotributi, possa essere sensibile agli interessi che la Sogei rappresenta e, quindi, accogliere prontamente una richiesta come quella formulata da Bianco, che ha di fatto rinviato sine die la partecipazione dei comuni al processo di revisione del catasto. Tuttavia, non si comprende l'operato dello stesso Bianco e della Associazione nazionale dei comuni itallani. Infatti, questa associazione, che Bianco presiede, dovrebbe tutelare i comuni stessi, i quali negli ultimi anni - a partire quindi dai famosi decreti di revisione degli estimi catastali emanati da Formica - sono stati fortemente penalizzati da un catasto iniquo ed ingiusto, e molto spesso hanno fortemente polemizzato con il sistema centrale, cercando di ripristinare delle regole che tutelassero e riequilibrassero i rapporti tributari ancora oggi fonte di gravi e inique sperequazioni tra contribuenti di comuni diversi od anche dello stesso comune; appare, pertanto, inspiegabile come, nel momento in cui il Parlamento nazionale - a seguito dei ripetuti interventi della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato, della Corte dei conti (Italia Oggi del 26 gennaio 1996), di migliaia di amministratori locali - interviene per modificare alla radice un sistema iniquo a favore dei comuni italiani, sia proprio il presidente dell'Anci a prendere l'iniziativa per vanificare gli effetti voluti dal Parlamento; ad avviso degli interroganti, l'unica spiegazione plausibile dell'atteggiamento di Bianco e dell'Anci e' forse legata alla speranza di far assegnare dalla Sogei - grazie alla convenzione stipulata tra Anci e dipartimento del territorio (Il Sole-24 Ore del 18 aprile 1996), tesa ad alimentare le attivita' informatiche - alla societa' Ancitel una parte del lavoro di informatizzazione attualmente in corso; Nicola Melideo, designato da Riccardo Triglia, allora Presidente dell'Anci, quale amministratore delegato della Ancitel, e' stato sconfitto nelle elezioni politiche del 1994, cui aveva preso parte quale candidato del Pds; lo stesso Triglia, ex presidente dell'Anci ed ex sottosegretario alle finanze, nonche' attuale successore di Fantozzi alla Ascotributi, e' stato il principale sponsor dell'inquisito Failla, nominato e repentinamente dimessosi da sottosegretario nel Governo Prodi; uno dei piu' influenti dirigenti della stessa societa' Ancitel e' Arturo Bianco, fratello dello stesso Bianco sindaco di Catania, mentre l'attuale direttore generale dell'Anci, Fabio Melilli, e' un dipendente di Ancitel assunto pochi anni fa dallo stesso Melideo; l'Anci debba far lavorare la propria societa' controllata e che gli interessi economici di Ancitel stiano diventando sempre piu' la stella polare delle scelte politiche dell'Anci medesima e' evidente, fino al punto che nell'ultimo convegno di studi sulla riforma del catasto, organizzato dal dipartimento del territorio a Bologna, l'Anci e' stata rappresentata non da Bianco o da uno dei suoi vicepresidenti, ma da un operatore commerciale come Melideo, il quale anche recentemente (Il Sole-24 Ore dell'8 agosto 1996) e' intervenuto in merito ai rapporti Sogei-ministero delle finanze; giova ricordare come nel libro bianco di Tremonti era contenuta una proposta circa l'unificazione tra catasto e conservatorie, tesa a coniugare l'interesse tributario dello Stato con l'interesse del privato alla tutela dei propri diritti soggettivi, nodo il cui scioglimento rappresenta ancora oggi la chiave di volta per disperdere meno risorse a favore di societa' come la Sogei o l'Ancitel e realizzare un catasto piu' aggiornato ed efficiente; e' evidente come, qualora, per esempio, nel nord-est dovesse nascere una nuova associazione dei comuni che tutelasse gli interessi dei propri associati piu' di quelli di sue societa' commerciali controllate, la responsabilita' sarebbe giusto non attribuirla a Bossi -: per quali motivi il ministero delle finanze, nella stesura dell'ultimo schema di regolamento, non ha tenuto conto dei criteri contenuti dalla legge delega per la riforma del catasto; quali siano stati i costi gia' sostenuti e preventivati per il processo di informatizzazione del catasto, avviato dall'ingegner Vaccari, ed i benefici del processo medesimo per l'amministrazione finanziaria ed il contribuente italiano; di quali consulenze ed apporti si sia avvalsa la Sogei nell'espletamento del processo di informatizzazione e se, piu' in generale, l'ex senatore Triglia sia stato in passato o sia tuttora consulente della stessa Sogei; quale sia lo stato degli attuali rapporti commerciali in essere tra la Sogei e l'Ancitel; se ritenga compatibile il ruolo di rappresentanza che l'Anci attualmente svolge a favore dei comuni italiani, con il suo coinvolgimento, quale socio di maggioranza, negli interessi commerciali di Ancitel, dato che si e' negli ultimi mesi obiettivamente assistito ad una decisa prevalenza, rispetto alla politica di rappresentanza dell'Anci, dell'attivita' commerciale svolta dalla sua societa' controllata e dall'amministratore delegato della stessa, Melideo, il quale e' oggi - come dimostrano le citazioni di stampa richiamate in premessa - non solo il vero ispiratore delle scelte politiche dell'Anci, ma anche delle decisioni operative, considerato che il direttore generale dell'Anci Melilli e' un dipendente dello stesso Melideo. (4-03608)