Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00250 presentata da GRILLO MASSIMO (CCD-CDU) in data 19960926
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per conoscere: se abbia cognizione delle iniziative giudiziare e della linea di rigore adottata dall'Inps nei confronti di tutta l'imprenditoria meridionale e siciliana in particolare, che costringe al totale irreversibile collasso le aziende di tutti i settori, dall'industria all'agricoltura, che, strette dalla grave crisi generale ben nota (e' nota anche al Governo?) e dalle piu' gravi condizioni di avanzata recessione e di disagio della Sicilia, con una percentuale di disoccupazione che, purtroppo batte tutti i record, non riescono piu' a corrispondere nemmeno i salari. Si immagini se possono essere in grado di far fronte ai pesanti oneri previdenziali!; se conosca la percentuale altissima di inadempienza da parte delle imprese, che sta a dimostrare in modo eloquente lo stato generele di decozione in cui sono state ridotte; se risponda a verita' che, solo per la Sicilia e per il settore industria, siano stati richiesti ben 23.847 decreti ingiuntivi (i tribunali ne avrebbero gia' concessi quasi tredicimila) e siano state avviate oltre 140.000 azioni esecutive, con quasi 22.000 pignoramenti e 2581 richieste di vendita all'incanto di beni mobili ed immobili appartenenti alle aziende che non hanno potuto saldare i loro debiti con l'istituto di previdenza; se ritenga tale via giudiziaria la piu' adeguata alla soluzione del gravissimo problema o se essa non sia invece inevitabilmente destinata a segnare lo stato di completa decozione di tutta l'imprenditoria, e soprattutto di quella minore, che - si dice - dovrebbe essere aiutata prioritariamente per avviare un processo manageriale ed occupazionale in favore delle regioni piu' depresse; quante siano le imprese artigiane che si sono cancellate dagli albi provinciali negli ultimi due anni, manifestamente a causa dell'impossibilita' di far fronte all'eccessivo onere previdenziale; quante siano le imprese commerciali siciliane dichiarate fallite o insolventi su iniziative dell'Inps e quante quelle che negli ultimi due anni siano state costrette a chiudere e a cancellarsi, non resistendo alla pressione fiscale e previdenziale; quante siano le imprese agricole oberate di debiti pregressi verso lo Scau, ed ora verso l'Inps, e se l'enorme entita' di tale complessivo debito lascia presumere un crac di disastrose conseguenze anche nell'unico settore che e' riuscito tra mille stenti a salvare la sopravvivenza ed i minimi livelli occupazionali; anche per il settore agricolo e' ben noto il grave, ormai cronico, stato di crisi, che da tempo sollecita adeguate iniziative e che non sembra poter essere aiutato con le maniere forti e onerose, anziche' con i piu' volte annunciati - e mai concessi - provvedimenti di sostegno; se sia vero - come riportato da notizie di stampa - che gli stessi organi regionali dell'Inps abbiano relazionato ai vertici dell'istituto su tale disastroso stato di tutta l'imprenditoria siciliana, dimostrando una fondata, allarmante preoccupazione che potra' portare solo ad un generale disastro economico e piu' gravi condizioni di disoccupazione e giammai ad un recupero dei crediti. Nessun recupero, cioe', bensi' fallimento generale! Una condizione cosi' grave che non puo' essere relegata alle burocratiche competenze dell'Inps, ma che assurge a caso politico-economico di competenza del Governo, che deve subito intervenire e con direttive nei confronti dell'Istituto, e con piu' appropriati provvedimenti a sostegno di propria diretta competenza; se intenda nel frattempo adottare immediate iniziative per l'applicazione in Sicilia dei benefi'ci previsti dalla normativa comunitaria n. 2052/88 praticata dagli altri paesi membri per le aree svantaggiate, e per la riapertura dei termini del condono, concedendo lunghe dilazioni ed abbattimento degli interessi sui debiti pregressi. Rimedi parziali, cioe', di pronta attuazione, in attesa delle piu' utili e necessarie iniziative di sostegno tanto necessarie. (3-00250)