Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00066 presentata da VIGNI FABRIZIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961001

La VIII Commissione, premesso che: il piano decennale della viabilita' previsto dalla legge n. 531 del 1982 e' in via di esaurimento e la sua validita' cessera' alla fine del 1996; si deve dunque avviare una nuova programmazione; il decreto legislativo n. 143 del 1994 prevede, a questo proposito, che il Ministro dei lavori pubblici approvi, su conforme delibera del Cipe, i piani pluriennali di viabilita' e, in base alle risorse finanziarie stabilite dalla legge finanziaria e provenienti da entrate proprie, il programma triennale per la gestione e l'incremento della rete stradale ed autostradale dello Stato e di quella data in concessione; e' necessario un profondo cambiamento negli indirizzi e nei metodi di programmazione della viabilita', rispetto a quelli adottati nella gestione del piano decennale, tenendo conto che: a) l'obiettivo fondamentale e' oggi dotare il paese di un sistema di trasporti efficiente, adeguato agli standard europei, ed al tempo stesso compatibile con l'ambiente e con una strategia di sviluppo sostenibile; si deve, per questa ragione, perseguire un significativo riequilibrio a favore del trasporto di merci e di persone su ferrovia e su mezzi di trasporto collettivi, e si deve considerare finalmente il sistema dei trasporti (strade, ferrovie, porti, aeroporti, eccetera) come un sistema unitario ed integrato; b) la rete stradale e', per molti versi, inadeguata, soprattutto dal punto di vista della manutenzione, della scarsa sicurezza, della necessita' di ammodernamento e di completamento di opere iniziate, nonche' per gli evidenti squilibri territoriali; c) il sostanziale fallimento del piano decennale e' addebitabile non solo al prevalere di logiche discrezionali nella selezione delle opere, alla piaga della corruzione, agli effetti delle leggi speciali, ma anche a gravi difetti dello stesso modello di programmazione, a cominciare dall'eccessivo centralismo e da previsioni relative alle risorse finanziarie assolutamente sovrastimate; all'assenza, in definitiva, di un vero e rigoroso sistema di programmazione; d) anche nel settore della viabilita' e' necessario un consistente trasferimento di competenze e di funzioni dallo Stato alle regioni ed agli enti locali, cosi' come gia' previsto, peraltro, dalla legge n. 549 del 1995 (provvedimento collegato alla legge finanziaria per il 1996); impegna il Governo: a predisporre il piano pluriennale per la viabilita' e il piano triennale 1997/99 avendo come riferimento il piano generale dei trasporti e gli indirizzi della Unione europea, tenendo conto in particolare dei seguenti criteri: a) in prospettiva, per superare la frammentazione nella programmazione e nella gestione del sistema dei trasporti, appare necessaria la riunificazione delle diverse competenze in un unico Ministero; si deve comunque gia' da ora, nella definizione del prossimo piano per la viabilita', procedere sulla base di una visione unitaria dell'intero sistema dei trasporti, pianificando opere ed interventi che tengano nella necessaria considerazione l'esigenza di un riequilibrio con le forme di trasporto diverse da quello su strada nonche' i problemi delle citta' e dell'integrazione modale; b) si deve adottare un efficace e rigoroso sistema di programmazione che, attraverso la realizzazione di opere e di interventi razionalmente individuati, consenta di orientare il traffico sulle grandi direttrici nazionali ed internazionali, tenendo conto delle scelte che si stanno compiendo nei paesi confinanti in Europa; l'efficacia e il rigore della programmazione presuppongono peraltro la corrispondenza tra programmi e previsioni finanziarie, la piena responsabilizzazione delle regioni nella individuazione delle priorita' per la viabilita' di preminente interesse regionale, il superamento di ogni forma di discrezionalita' nella selezione delle opere; c) il programma triennale dovra' avere come priorita' fondamentali la manutenzione e la riqualificazione della rete esistente; gli interventi di completamento della rete (autostrade e superstrade) di grande comunicazione, anche in riferimento alla rete delle grandi infrastrutture europee; il completamento di opere gia' iniziate; la messa in sicurezza e la eliminazione dei cosiddetti "punti neri"; l'accessibilita' alle aree marginali, alle aree metropolitane, al sistema plurimodale dei trasporti. In tal senso, appare opportuno prevedere che una quota significativa delle risorse disponibili sia ogni anno riservata alla manutenzione ordinaria e straordinaria; d) l'individuazione degli interventi per le strade di preminente interesse regionale - fino al momento del trasferimento alle regioni di una parte della viabilita' statale, come previsto dalla legge n. 549 del 1995 - deve avvenire recependo le indicazioni che verranno dalle regioni, che avranno il compito e la responsabilita' di selezionare le priorita' nell'ambito delle risorse finanziarie ad esse assegnate; e) e' necessaria una revisione dei parametri per la ripartizione delle risorse su scala regionale, garantendo la corrispondenza tra previsioni e finanziamenti effettivamente erogati. Le esigenze di riequilibrio territoriale, particolarmente presenti in aree meridionali, vanno perseguite superando vincoli eccessivamente rigidi o generici, come quelli cui si e' fatto ricorso nel passato, ed individuando coefficienti di riequilibrio a favore delle aree svantaggiate, oltre che mediante l'utilizzazione dei finanziamenti comunitari; questi ultimi devono essere considerati aggiuntivi e non sostitutivi di quelli risultanti dalla ripartizione; non deve invece essere considerata aggiuntiva la quota di cofinanziamento nazionale; f) e' necessario garantire, fin dalla progettazione delle opere, una attenta e rigorosa valutazione dell'impatto ambientale, e fare in modo che la progettazione sia parte integrante e coerente della programmazione triennale; a sottoporre il piano per la viabilita', per le necessarie valutazioni ed intese, alla Conferenza Stato-regioni; e ad informare periodicamente il Parlamento sia in merito allo stato di attuazione dei piani pluriennali sia agli accordi di programma definiti annualmente, in modo che esso possa esprimere il proprio parere; a prevedere nella legge finanziaria per il 1997, pur entro i limiti imposti dalle esigenze di risanamento della finanza pubblica, impegni finanziari adeguati e corrispondenti agli indirizzi del piano triennale; impegna altresi' il Governo: a convocare una conferenza nazionale dei trasporti, per definire gli indirizzi fondamentali relativi alla programmazione di un sistema di trasporti che sia efficiente, moderno, equilibrato sull'intero territorio nazionale, ambientalmente sostenibile; a riferire quanto prima al Parlamento gli indirizzi per il riordino del settore autostradale; a favorire una profonda e rapida riforma organizzativa dell'Anas anche in funzione del trasferimento alle regioni ed agli enti locali di una parte consistente della viabilita' statale; si deve, in particolar modo, realizzare una maggiore efficienza dell'apparato tecnico-amministrativo, creare strutture idonee alla progettazione, snellire ed accelerare le procedure; a procedere alla riclassificazione delle strade ed al trasferimento alle regioni ed agli enti locali di una parte significativa delle competenze nel settore della viabilita', mantenendo allo Stato le competenze sulle autostrade e sulle "grandi direttrici" del traffico nazionale, e sulle strade comunque di interesse strategico per lo Stato. Alle regioni ed agli enti locali va garantito, nell'ambito del processo di riforma in senso federalista dello Stato, un adeguato trasferimento di risorse, di mezzi e di personale. E' evidente che una volta completato tale trasferimento dovra' essere modificato lo stesso strumento di programmazione nazionale, e che pertanto quella attuale debba essere considerata, in questo senso, una fase di transizione; a garantire una piena e tempestiva utilizzazione dei finanziamenti comunitari nelle aree depresse, nonche' il coinvolgimento di risorse private e l'attivazione di efficaci e trasparenti meccanismi di autofinanziamento delle opere; a completare rapidamente l'attuazione del piano delle opere previste nell'accordo di programma tra Anas e Ministero per l'anno in corso, come ultimo stralcio del piano decennale, ed a mantenere gli impegni sottoscritti negli accordi di programma con le regioni nei limiti degli stanziamenti ad esse spettanti per la viabilita' di interesse regionale. (7-00066)

 
Cronologia
venerdì 27 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Consiglio dei ministri approva il testo della legge finanziaria, che dispone una manovra complessiva di 62.000 miliardi di lire, comprensiva della c.d. “tassa sull'Europa” .

mercoledì 2 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (AC 449), che sarà approvata dal Senato il 3 aprile 1997 (legge 10 aprile 1997, n. 97).