Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00264 presentata da BERGAMO ALESSANDRO (FORZA ITALIA) in data 19961001
Ai Ministri di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: in data 28 settembre 1996 la Digos di Milano, su ordine della magistratura, perquisiva la redazione del quotidiano milanese Il Giornale e l'abitazione del redattore del quotidiano succitato, dottor Zurlo; tale perquisizione traeva spunto dall'esigenza di reperire un documento, presumibilmente in possesso del dottor Stefano Zurlo, autore di un articolo, pubblicato da Il Giornale, riguardante l'autista del Quirinale, Antonio Funetta; da tale articolo si evince che dal cellulare del Funetta, il banchiere Pacini Battaglia, inquisito dalla procura della Repubblica di La Spezia, avrebbe piu' volte telefonato al generale Cerciello, gia' inquisito dal pool di magistrati milanesi, per comunicazioni varie; il redattore, dottor Zurlo, veniva indagato per "pubblicazione arbitraria di atti di un processo penale" e perche' in presunto possesso "di informazioni riservate ai tabulati concernenti contatti telefonici tra utenze radiomobili"; la perquisizione in oggetto, per l'esecuzione della quale si riteneva di impiegare dodici uomini della Digos milanese, ha dato esito negativo, non essendo stato rintracciato nessun documento utile alla prospettazione accusatoria ne' nella redazione de Il Giornale, ne' nell'abitazione del dottor Zurlo; veniva invece sequestrato dalla Digos, nella sede del quotidiano, dopo un immane lavoro, un fax, che nulla ha a che vedere con la vicenda relativa all'autista del Quirinale; l'impiego dil personale facente parte della polizia, in numero certamente eccessivo rispetto all'atto da eseguire, al di la' dall'essere spropositato, rammenta i tempi piu' bui di certe dittature, allorche', per qualsiasi atto che interessasse soggetti in disaccordo col regime, si inviavano squadroni di polizia politica; l'impiego della Digos, gia' improprio per la perquisizione eseguita nella sede della Lega Nord, si ripete con preoccupante scadenza allorquando vengono in rilievo alte cariche dello Stato; per ben piu' gravi casi di pubblicazione di atti giudiziari, delicatissimi e segretissimi, compiuti magari proprio dal pool milanese, e guarda caso riguardanti esponenti del Polo per la liberta' o Ministri del governo Berlusconi o la persona dello stesso Presidente del Consiglio di quel governo, non si e' mai registrata tanta solerzia investigativa (la Digos, all'epoca probabilmente si occupava delle trame ordite da altri oscuri personaggi; si e', anzi, consentito, in pieno contrasto con le norme penali, l'abuso continuo e reiterato di tali pubblicazioni (due pesi e due misure?); tali atti "giudiziari" potrebbero in- generare in certa parte dell'opinione pubblica, probabilmente maliziosa e faziosa, l'errato convincimento che essi funzionino in realta' come deterrenti rispetto al diritto di critica esercitato da Il Giornale nei confronti del Governo di centro-sinistra; sempre a giudizio di quella parte, probabilmente, anzi sicuramente, maliziosa e faziosa, gli atti succitati si caratterizzerebbero come strumenti intimidatori nei confronti di chi non canta nel coro giornalistico filo-governativo -: quali provvedimenti intendano urgentemente adottare al fine di sgomberare il campo da tali maligne insinuazioni e se non ritengano necessario consigliare un uso meno frequente (e forse piu' appropriato) della Digos, onde chiarire ai cittadini di questa nazione che l'Italia e' un paese democratico e giusto, e non invece un regime dittatoriale. (3-00264)