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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00217 presentata da MANTOVANO ALFREDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961008

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri della difesa e dell'interno, per sapere - premesso che: dal 1991 l'Italia e' stata interessata a piu' riprese dall'arrivo sulle coste meridionali del mare Adriatico di migliaia di albanesi: all'inizio, nella primavera del 1991, costoro approdavano ai porti di Bari, di Brindisi e di Otranto, affollando i traghetti, mentre in seguito hanno preferito gommoni e piccole imbarcazioni. Attualmente, quando le condizioni di navigazione lo permettono, sulle coste del Salento arrivano ogni notte dall'Albania dai cinque ai dieci motoscafi, ciascuno dei quali trasporta dalle dieci alle venti persone; con la complicita' dei tassisti, i clandestini raggiungono le stazioni ferroviarie di Lecce e di Brindisi e in treno si portano nelle principali citta' italiane del Nord. Alla data del 31 dicembre 1994, cui risale l'ultima stima attendibile, veniva segnalata sul territorio italiano la presenza di 31.296 cittadini di nazionalita' albanese, pari al 3,46 per cento del totale degli immigrati; l'afflusso segnalato ha numerosi effetti negativi: a) l'incremento della criminalita' organizzata, in particolare dello sfruttamento della prostituzione, anche infantile, del traffico di stupefacenti, e dei reati contro il patrimonio, in primis furti e rapine. E' in proposito estremamente significativo che oggi, su cento arrestati per delitti di prostituzione, il 14,5 per cento e' di nazionalita' albanese, e, mentre per gli stessi titoli di reati nel 1991 furono denunciati soltanto due albanesi, nel 1995 gli albanesi denunciati sono stati 344, dei quali 199 in stato di arresto; b) la connessione fra criminalita' organizzata albanese e criminalita' organizzata italiana. I collegamenti fra le due realta' delinquenziali garantiscono la predisposizione degli scafi e del trasporto seguente allo sbarco, la "fornitura" di "manodopera" minorile per l'accattonaggio sistematico e di giovani ragazze da avviare alla strada, il passaggio di stupefacenti, soprattutto di marijuana, dalle coltivazioni avviate in Albania al mercato italiano ed europeo; la gravita' della situazione conseguente a tale connessione e il carattere peculiare della stessa sono confermate dal fatto che la procura della Repubblica di Torino ha istituito da qualche settimana, in una citta' certamente lontana dal luogo degli sbarchi, un pool di pubblici ministeri, che si interessano esclusivamente di reati consumati da albanesi; c) le sciagure che spesso hanno per vittime i clandestini. La relativa facilita' delle modalita' di attraversamento del tratto che separa le coste albanesi da quelle italiane sollecita tanti albanesi, e non soltanto singoli individui, ma pure interi nuclei familiari, a cedere al miraggio della ricchezza ed a pagare somme ingenti per affrontare il mare, correndo, allorche' mutano le condizioni atmosferiche, rischi di annegamento, o comunque di approdi non facili, fonte di malattie soprattutto per i minori e per i piu' deboli. Non e' raro, come documentano i mass media, che il mare conduca sulla costa salentina i cadaveri di immigrati periti in simili circostanze, o che nell'immediato entroterra si scoprano sepolture improvvisate di bambini. La clandestinita' impedisce peraltro alle associazioni di volontariato e alla protezione civile di predisporre idonee strutture di accoglienza; d) l'impegno delle forze dell'ordine. Al fine di fronteggiare i continui sbarchi di clandestini sulle coste meridionali pugliesi, fino al 1995 il Governo italiano aveva predisposto un servizio di contrasto per mezzo dell'esercito - il che, pur non stroncando il fenomeno, ha provveduto a limitarlo -, ma dal 1995 tale impegno e' stato revocato. La conseguenza e' che oggi la sorveglianza delle coste e' discontinua ed e' affidata alle forze dell'ordine presenti sul territorio, che vengono necessariamente distolte dai loro compiti istituzionali; le stazioni dei carabinieri, i comandi della Guardia di finanza, i commissariati della polizia di Stato sono in questo modo privati, in maniera tendenzialmente stabile, di una o piu' unita' per arginare gli sbarchi e per soccorrere i clandestini: il che rende ancora piu' carente l'opera, gia' insoddisfacente dal punto di vista quantitativo, di prevenzione e di repressione del crimine in una zona a elevato rischio delinquenziale; e) l'estensione del fenomeno anche a clandestini di nazionalita' diversa da quella albanese. La relativa facilita' di superamento degli ostacoli allo sbarco ha comportato che, ultimamente, agli albanesi si siano affiancati, al momento solo in qualita' di immigrati, soggetti di nazionalita' differente, e in particolare curdi: cio' fa temere che la via adriatica possa essere ritenuta anche da altri quella privilegiata per raggiungere l'Italia e, attraverso l'Italia, altre nazioni europee -: se non intendano riconsiderare in tempi rapidi l'ipotesi dell'impiego delle forze armate e della guardia costiera nell'azione di contrasto e di soccorso all'immigrazione clandestina sulle coste meridionali del mare Adriatico. (2-00217)

 
Cronologia
mercoledì 2 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (AC 449), che sarà approvata dal Senato il 3 aprile 1997 (legge 10 aprile 1997, n. 97).

mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.