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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00078 presentata da VIGNI FABRIZIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961009

La VIII Commissione, premesso che: il piano decennale della viabilita' previsto dalla legge n. 531 del 1982, che ha concluso i suoi effetti, ha avuto termine il 31 dicembre 1996, e si deve dunque avviare una nuova programmazione: il decreto legislativo n. 143 del 1994, prevede, a questo proposito, che il Ministro dei lavori pubblici approvi, su conforme delibera del CIPE, i piani pluriennali di viabilita' e, in base alle risorse finanziarie stabilite dalla legge finanziaria e provenienti da entrate proprie, il programma triennale per la gestione e l'incremento della rete stradale ed autostradale dello Stato e di quella data in concessione; e' necessario un profondo cambiamento negli indirizzi e nei metodi di programmazione della viabilita', rispetto a quelli adottati nella gestione del piano decennale; tenendo conto che: &&Ca)&&T e' necessario lo svolgimento di una Conferenza nazionale sulla mobilita' per la definizione delle scelte strategiche e delle priorita', in modo che anche gli interventi sulla viabilita' siano parte integrante di un nuovo piano dei trasporti e della mobilita' che individui gli obiettivi su basi rigorose e razionali partendo da una corretta analisi dei dati; l'obiettivo fondamentale e' oggi che la rete viaria sia inserita in un sistema di trasporti unitario, integrato, compatibile con l'ambiente e con una strategia di sviluppo sostenibile, tenendo conto dell'esigenza di un significativo riequilibrio a favore delle forme di trasporto diverse da quello su strada: se in prospettiva, dunque, appare necessaria la riunificazione delle competenze in un unico ministero per superare l'attuale frammentazione, gia' nella definizione del prossimo piano per la viabilita' si dovra' tenere conto dell'esigenza di una visione integrata delle diverse reti di comunicazione; &&Cb)&&T la rete stradale e', per molti versi, inadegnata, soprattutto dal punto di vista della manutenzione, della scarsa sicurezza, della necessita' di ammodernamento e di completamento di opere iniziate, nonche' per gli evidenti squilibri territoriali; &&Cc)&&T il sostanziale fallimento del piano decennale e' addebitabile non solo al prevalere di logiche discrezionali nella selezione delle opere, e quindi nella distribuzione dei finanziamenti tra le regioni, alla piaga della corruzione, agli effetti delle leggi speciali, ma anche a gravi difetti dello stesso modello di programmazione, a cominciare dall'eccessivo centralismo e da previsioni relative alle risorse finanziarie assolutamente sovrastimate, all'assenza, in definitiva, di un vero e rigoroso sistema di programmazione; &&Cd)&&T nell'ambito di una riforma in senso federalista dello Stato e' necessario anche nel settore della viabilita' un consistente trasferimento di competenze e di funzioni dallo Stato alle regioni ed agli enti locali, cosi' come gia' previsto, peraltro, prima dalla legge n. 549 del 1995 (provvedimento collegato alla legge finanziaria per il 1996) ed ora dal DDL 2699; impegna il Governo a predisporre entro 60 giorni il piano pluriennale per la viabilita' e il piano triennale 1997-1999 inquadrandoli nel contesto piu' generale della politica della mobilita', per la cui definizione si ritiene opportuna la convocazione di una Conferenza nazionale sulla mobilita' e sui trasporti volta a definire le scelte strategiche, le priorita' e gli obiettivi; impegna altresi' il Governo per quanto concerne il piano triennale 1997-1999 per la viabilita', ad assumere come riferimento il piano generale della mobilita' e dei trasporti e gli indirizzi dell'Unione europea, tenendo conto dei seguenti criteri: &&Ca)&&T si deve adottare un efficace e rigoroso sistema di programmazione che, attraverso la realizzazione di opere e di interventi razionalmente individuati, consenta di orientare il traffico sulle grandi direttrici nazionali ed internazionali, tenendo conto delle scelte che si stanno compiendo nei paesi confinanti. L'efficacia e il rigore della programmazione hanno come presupposti essenziali: la corrispondenza tra programmi e previsioni finanziarie e pertanto la definizione delle opere realizzabili in ciascun anno contestualmente all'impostazione della legge finanziaria; la piena responsabilizzazione e l'autonomia delle regioni nella individuazione delle priorita' per la viabilita' di preminente interesse regionale, il superamento di ogni forma di discrezionalita' nella selezione delle opere; &&Cb)&&T il programma triennale dovra' avere come priorita' fondamentali: la manutenzione e la riqualificazione della rete esistente; il completamento di opere effettivamente necessarie ed utili gia' iniziate nonche' interventi di completamento della rete (autostrade e superstrade) di grande comunicazione, anche in riferimento alla rete delle grandi infrastrutture europee; la messa in sicurezza e la eliminazione dei cosiddetti "punti neri"; l'accessibilita' alle aree marginali dell'intero territorio nazionale, alle aree metropolitane, al sistema plurimodale dei trasporti, la qualita' delle aree di sosta e dei servizi. In particolare, appare opportuno prevedere che una quota significativa delle risorse disponibili sia ogni anno riservata alla manutenzione ordinaria e straordinaria; &&Cc)&&T l'individuazione degli interventi per le strade di preminente interesse regionale - fino al momento del trasferimento alle regioni di una parte della viabilita' statale - deve avvenire recependo le indicazioni che verranno dalle regioni, che avranno il compito e la responsabilita' di selezionare autonomamente le priorita' nell'ambito delle risorse finanziarie ad esse assegnate; &&Cd)&&T e' necessaria una revisione dei parametri per la ripartizione delle risorse tra le Regioni, adeguandoli alle attuali esigenze di sviluppo civile ed economico del Paese, considerando le infrastrutture stradali una delle condizioni per lo sviluppo economico, e garantendo la corrispondenza tra previsioni e finanziamenti effettivamente erogati. Le esigenze di riequilibrio territoriale, particolarmente presenti in aree meridionali, ma non solo in esse, vanno perseguite superando vincoli eccessivamente rigidi e generici come quelli previsti dalla legge 531 del 1982 ed in primo luogo attraverso la piena e tempestiva utilizzazione dei finanziamenti comunitari. Vanno altresi' favorite e incentivate forme di cofinanziamento delle progettazioni e delle opere da parte delle regioni e degli enti locali, nell'ambito della programmazione definita dal piano; &&Ce)&&T e' necessario garantire una piu' alta qualita' delle progettazioni nel rispetto del paesaggio, del territorio e dell'ambiente, e si deve fare in modo che la progettazione sia parte integrante e coerente della programmazione triennale; per raggiungere il duplice obiettivo di definire un piano che da un lato contenga opere "cantierabili" entro i tempi previsti ma al tempo stesso selezioni le infrastrutture che hanno effettiva priorita' per il Paese e per ciascuna regione, e' infatti assolutamente indispensabile che la realizzazione dei progetti sia tempestiva e coerente con le priorita' del piano pluriennale; a sottoporre il piano della viabilita' 1997-1999, per le necessarie valutazioni ed intese, alla Conferenza Stato-regioni; a trasmettere in tempo utile il piano triennale al Parlamento, nonche' ad informarlo periodicamente in merito allo stato di attuazione dei piani pluriennali e degli accordi di programma definiti annualmente, in modo che esso possa esprimere il proprio parere; a prevedere, pur entro i limiti imposti dalle esigenze di risanamento della finanza pubblica, impegni finanziari adeguati e corrispondenti agli indirizzi del piano triennale ed alle esigenze del Paese; impegna altresi' il Governo: a riferire quanto prima al Parlamento gli indirizzi per il riordino del settore autostradale con particolare riferimento al processo di privatizzazione in atto, alle strategie per il completamento e l'ammodernamento della rete, alle procedure, anche innovative, per l'autofinanziamento e per l'attivazione di risorse private; a favorire una rapida e profonda riforma organizzativa dell'ANAS - anche in funzione del trasferimento alle Regioni ed agli enti locali di una parte consistente della viabilita' statale e delle esigenze che derivano dal riordino del sistema delle concessionarie autostradali - ed una maggiore efficienza del suo apparato tecnico-amministrativo; a liberare subito l'ente da oneri impropri che gravano sul bilancio e sulla gestione, quali la previdenza; a dare applicazione all'articolo 2, comma 165, del collegato alla finanziaria ed a promuovere idonei provvedimenti per individuare ogni possibile ulteriore risorsa ai fini della programmazione triennale; a procedere alla riclassificazione delle strade ed al trasferimento alle regioni ed agli enti locali di una parte significativa delle competenze nel settore della viabilita', secondo un piano che tenga conto dei provvedimenti approvati o in via di approvazione sul decentramento amministrativo e sulla riforma della finanza locale, mantenendo allo Stato le competenze sulle "grandi direttrici" del traffico nazionale e sulle strade comunque di interesse strategico. Alle regioni ed agli enti locali va garantita, nell'ambito del processo di riforma in senso federalista dello Stato, una adeguata dotazione di risorse, di mezzi e di personale, presentando un piano organico, nei tempi previsti dalla riforma in atto, previamente concordato con gli enti interessati. E' evidente che una volta completato tale trasferimento dovra' essere modificato lo stesso strumento di programmazione nazionale, e che pertanto quella attuale debba essere considerata, in questo senso, una fase di transizione; a garantire una piena e tempestiva utilizzazione dei finanziamenti comunitari nonche' ad individuare forme innovative di coinvolgimento di risorse private e l'attivazione di efficaci e trasparenti meccanismi di autofinanziamento delle opere; a completare rapidamente l'attuazione del piano delle opere previste nell'accordo di programma tra ANAS e Ministero per il 1996 come ultimo stralcio del piano decennale, ed a mantenere gli impegni sottoscritti negli accordi di programma con le regioni nei limiti degli stanziamenti ad esse spettanti per la viabilita' di interesse regionale. (7-00078)





 
Cronologia
mercoledì 2 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (AC 449), che sarà approvata dal Senato il 3 aprile 1997 (legge 10 aprile 1997, n. 97).

mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).