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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00233 presentata da SODA ANTONIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961015

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: nella seduta della Camera dei deputati di giovedi' 10 ottobre 1996, e' stato sollevato il problema della utilizzazione di agenti provocatori o di infiltrati nei confronti di parlamentari in carica; il giornale l'Unita' del 12 ottobre 1996 cita una nota del suo dicastero secondo cui Ella avrebbe gia' disposto accertamenti sui fatti; secondo una intervista rilasciata al giornale l'Unita' del 12 ottobre 1996, il dottor Paolo Mancuso, capo della direzione distrettuale antimafia, avrebbe affermato testualmente: "Chiariamo bene una cosa: noi non usiamo agenti provocatori. La procura di Napoli, attraverso gli organi investigativi, ha infiltrato un ufficiale dei carabinieri per indagare su una serie di estorsioni gravissime fatte a colpi di aggressioni armate e ferimenti nei cantieri che operano nell'alta velocita'. Escludiamo categoricamente che chiunque, non solo l'ufficiale infiltrato, ma chiunque altri sia ipotizzabile, abbia anche solo tentato di entrare in Parlamento o abbia registrato colloqui con parlamentari"; comunque alla domanda se vi fossero stati colloqui o "contatti dell'ufficiale infiltrato con parlamentari per indurli in tentazione, leggi intascare tangenti milionarie sull'alta velocita'", lo stesso avrebbe risposto: "Non escludo che ci siano stati incontri, ma non in sedi parlamentari o coperte da immunita' parlamentari"; i giornali dell'11 e 12 ottobre (Corriere della Sera, l'Unita', La Stampa) riferiscono delle iniziative di un ufficiale del reparto operativo speciale nei confronti di parlamentari fra cui l'onorevole Salvatore Vozza, segretario del gruppo parlamentare della Sinistra Democratica dell'Ulivo; in particolare sulla Stampa dell'11 ottobre 1996, si assume che tale ufficiale, spacciatosi per imprenditore disposto a versare tangenti avrebbe contattato alcuni parlamentari "e che" con uno di loro, Salvatore Vozza, segretario regionale del PDS campano, membro del direttivo della Quercia della Camera, il sedicente ingegner Varricchio, aveva fissato un "appuntamento a Montecitorio", che "ad attenderlo c'era un passi" e che poi "all'ultimo momento, Vozza anziche' far salire il presunto imprenditore nel suo ufficio, ha preferito scendere per un caffe' in un bar vicino"; quest'ultima rappresentazione dei fatti indica chiaramente, in contrasto con quanto si afferma nell'intervista rilasciata dal dottor Mancuso, che e' stata attuata una operazione tipica dell'agente provocatore, ovvero, come la dottrina penalistica unanimemente ritiene, di un soggetto, in genere appartenente alla polizia, che "istigando od offrendo l'occasione, provoca la commissione di reati al fine di coglierne gli autori in flagranza o, comunque, di farli scoprire e punire"; secondo la riportata rappresentazione dei fatti, comunque l'ufficiale dei carabinieri, contrariamente a quanto assume il dottor Mancuso, ha posto in essere tutti gli atti idonei all'incontro in Parlamento con il vicepresidente del gruppo della Sinistra Democratica, ossia falsa indicazione delle sue generalita' e falsa dichiarazione sulle sue qualita' professionali, al fine di trarre in inganno il parlamentare sulla reale natura dell'incontro richiesto, fissazione dell'appuntamento nella sede del Parlamento, acquisizione, attraverso il raggiro, del passi per l'ingresso in Parlamento; secondo dottrina e giurisprudenza, e' fermo principio del nostro ordinamento che nessuna legge autorizza qualcuno - privato o agente di polizia giudiziaria - a dar causa ad un reato; anche in relazione alla asserita qualita' di infiltrato dell'ufficiale dei carabinieri, secondo le dichiarazioni del dottor Mancuso, permangono gravi gli atti compiuti, diretti a incontrare sotto falso nome e qualita' professionale il parlamentare nella sede del Parlamento; in tal modo utilizzate le figure dell'agente provocatore o dell'infiltrato interferiscono con il libero esercizio dell'attivita' parlamentare, garantite dalla Costituzione -: l'esito degli accertamenti disposti sui fatti; quali siano le iniziative assunte anche in relazione alla sua titolarita' costituzionale del potere di esercizio della azione disciplinare nei confronti dei magistrati; quali iniziative intenda assumere, eventualmente con la presidenza delle Camere, per evitare l'utilizzazione di agenti provocatori o di infiltrati, che interferiscano illegalmente con l'esercizio delle funzioni parlamentari; quali provvedimenti siano stati assunti nei confronti dell'ufficiale dei carabinieri, che ha tentato con falsa identita' e qualificazione professionale di entrare nella sede del Parlamento; quali iniziative intende assumere, eventualmente con la Presidenza delle Camere, per evitare che, all'interno della Camera, anche per fini eventualmente investigativi, possano accedere agenti o ufficiali di polizia con documenti di copertura, e quindi con falsa identita' e falsa qualificazione professionale. (2-00233)

 
Cronologia
mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).