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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00312 presentata da PARENTI TIZIANA (FORZA ITALIA) in data 19961015

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: contestualmente ai gravi interrogativi che ha suscitato il rinvenimento di una microspia nello studio dell'onorevole Silvio Berlusconi, si registrava un'ulteriore attacco alle istituzioni dello Stato; il quotidiano la Repubblica, in data 11 ottobre 1996 riportava una frase attribuita ad un magistrato del pool di Milano: "Gli uomini del Gico hanno un particolare rancore dopo il flop dell'inchiesta sull'autoparco, per ritornare a mettere nel mirino la Procura di Milano"; nel corso del Convegno Micromega su "Capitalismo e liberta'" di sabato 12 ottobre 1996, il pubblico ministero Davigo riproponeva, facendola sua, la precitata affermazione, esplicitando altresi' in termini ancor piu' violenti l'opinione comune del pool di Milano, sostenendo che: "Gravi deviazioni vi sono state. Il Comando generale della Guardia di finanza non puo' far finta che non esistano. Deve intervenire con provvedimenti amministrativi e disciplinari contro chi, all'interno del Corpo, se ne e' reso responsabile", indicando anche il rimedio e cioe' "la rimozione delle persone che infrangono le istituzioni" (il Giornale del 12 ottobre 1996); tali espressioni evidenziano, ad avviso degli interroganti, una vera e propria minaccia alla Guardia di finanza, non essendo stati specificati ne' nomi di eventuali responsabili di appartenenti a quel corpo di polizia, ne' circostanze e comportamenti devianti dagli stessi posti in essere; e' notorio che la Guardia di finanza ha strettamente collaborato con il pool di Milano, di cui evidentemente godeva la massima fiducia (basti pensare che il pubblico ministero Colombo manteneva un suo ufficio con relativa targa presso la sede del comando della Guardia di finanza in Milano) fino all'autunno 1993, allorche' si verifico' un episodio mai chiarito in merito a riferite e poi ritrattate accuse del collaboratore Maimone nei confronti di alcuni pubblici ministeri di Milano, tra cui il dottor Di Pietro, nell'ambito delle indagini sull'autoparco di Milano, che causo' un durissimo scontro, rimasto oscuro nelle motivazioni e nelle conclusioni, della procura di Milano avverso la procura di Firenze; pochi mesi dopo il pool di Milano diede il via ad una serie di numerosi arresti del personale della Guardia di finanza per fatti di corruzione; peraltro, recentemente alcuni sottufficiali della Guardia di finanza hanno ritrattato le dichiarazioni accusatorie rese nei confronti di responsabili della societa' Mediolanum per presunte tangenti, perche', a loro dire, costretti a cio' per evitare il prolungarsi del loro stato di detenzione -: se intenda procedere disciplinarmente nei confronti del pubblico ministero Davigo, assumendo le iniziative necessarie perche' ne sia disposta la sospensione temporanea dall'ufficio, al fine di evitare che si faccia soggetto attivo e portavoce della procura di Milano, operando gravi interferenze su altri corpi istituzionali dello Stato, e, in particolare, sulle indagini che appartenenti alla Guardia di finanza stanno svolgendo alle dipendenze della procura di La Spezia, cosi' che non abbia a verificarsi, come gia' nel 1993, che la procura di Milano faccia concludere in uno scontro tra procure e corpi di polizia, le indagini in corso. (3-00312)

 
Cronologia
mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).