Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00245 presentata da MATTEOLI ALTERO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961016

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: il 4 novembre prossimo ricorre il trentesimo anniversario della tragica alluvione che sconvolse Firenze e la Toscana con enormi danni all'economia ed ai beni culturali oltre che significative perdite umane; il fiume Arno rappresenta oggi, piu' che nel 1966, un rilevante rischio nell'intero bacino stante l'oggettiva vulnerabilita' del territorio oggetto negli ultimi anni di vari ulteriori eventi calamitosi; solo negli ultimi cinque anni sull'asta dell'Arno si sono verificati ben undici eventi alluvionali causando danni stimati attorno ai 1800 miliardi; l'Autonta' di bacino ha elaborato il progetto di piano di bacino del fiume Arno inerente la riduzione del rischio idraulico che prevede interventi articolati in quindici anni necessitanti di finanziamenti previsti tra i 3000 e i 3500 miliardi e che tale piano e' stato adottato dal comitato tecnico istituzionale di tale Autorita' in data 17 luglio 1996 -: se non si ritenga opportuno ed urgente comunicare al Parlamento circa l'attuale effettivo tasso di rischio calamitoso nel bacino dell'Arno nonche' circa i conseguenti organici impegni finanziari del Governo. (2-00245)





 
Cronologia
mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).