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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00341 presentata da GASPARRI MAURIZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961016

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: con un precedente atto ispettivo del 30 novembre 1995, n. 4-16458, l'interrogante ha evidenziato gravi irregolarita' nell'istruttoria relativa al fallimento della societa' sportiva Rimini Calcio spa nel quadro delle vicende politico-giudiziarie che interessano la citta' di Rimini. Tale interrogazione, assieme ad altri atti formali, ha attivato approfondite, serie e ben condotte indagini da parte del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Rimini e del sostituto procuratore di Firenze, competente per territorio su ipotesi di violazioni poste in essere da magistrati. I possibili fatti di reato evidenziati in quell'atto sono relativi agli articoli 28, 228 e 231 della legge fallimentare, oltre ai possibili falsi in bilancio ed abusi d'ufficio nei quali sarebbe incorso il curatore fallimentare con i suoi collaboratori; secondo quanto risulta all'interrogante, il curatore ha accettato un incarico incompatibile, fra l'altro perche' sia il curatore che suoi parenti prossimi si erano ingeriti nelle attivita' del fallito in date antecedenti alla sentenza di fallimento; non ha evidenziato nella relazione di curatela l'esistenza delle false sponsorizzazioni e della contabilita' in nero; ha posto in essere comportamenti omissivi verso gli organi di indirizzo e di controllo del Tribunale che potrebbero portare ad una attribuzione di gravi responsabilita' penali a suo carico; ha favorito o sfavorito alcuni creditori e/o debitori, oltreche' i futuri acquirenti, nel momento in cui sono state effettuate le revocatorie ed i provvedimenti sostitutivi; ha tentato, a seguito delle denunce di AN, di modificare la propria grave posizione attraverso l'attivazione tradiva di provvedimenti parziali solo verso alcuni terzi del fallimento, al solo ed unico scopo di tutelare se stesso come attestano le azioni posteriori verso la societa' SIGLA o le tardive iniziative di recupero crediti verso l'ultimo amministratore unico della Rimini Calcio spa e come attesta anche, per esempio, la mancata estenzione delle azioni di responsabilita' verso tutti gli amministratori coinvolti nella violazione dell'articolo 2447 del codice civile e non solo una parte di essi -: qualora le indagini in corso confermassero, come risulta allo scrivente, la sussistenza di tutto cio', documentato anche da rogatorie internazionali e da moltissimi riscontri contabili e testimoniali acquisiti agli atti, la Procura di Rimini e Firenze, il tribunale di Rimini ed i competenti organi non hanno ancora provveduto all'attivazione di provvedimenti cautelari volti a tutelare l'interesse del fallimento e lo svolgimento delle indagini, approfondite e serie, in corso, se intendano avviare apposite ispezioni in proposito; se risulti ai competenti organi che il liquidatore, consulente del gruppo Conad, societa' che sara' poi fra gli acquirenti del fallimento, abbia richiesto in data 25 febbraio 1994 di accedere alla liquidazione coatta per poter continuare l'attivita' ed abbia ottenuto nuove sponsorizzazioni in fase di liquidazione pur essendo a conoscenza che la continuazione dell'attivita' avrebbe provocato maggiori perdite societarie. Tale istanza sarebbe stata rigettata dall'ex Presidente del Tribunale, dottor Rossomandi, il quale ha attivato la procedura del fallimento d'ufficio. Il dottor Rossomandi, per questa sua imparzialita' e per l'indipendenza dimostrata nella composizione dei collegi giudicanti e' stato poi oggetto di gravi accuse da parte dell'avvocato Zavoli, consulente della Cocif, altra societa' che acquisira' i beni della societa' fallita. Risulta altresi' all'interrogante che il Sindaco del comune di Rimini, dottor Chicchi, gia' in una propria dichiarazione al quotidiano locale Il Resto del Carlino, datata 22 marzo 1994, dimostra di essere a conoscenza dell'assistenza della contabilita' nera e dei crediti extra-bilancio vantati da terzi nel fallimento, ed anzi faccia risalire proprio ai diritti di fatto instaurati da tale contabilita' in nero il fallimento delle trattative con la ditta Cocif, di cui lo stesso Sindaco, impropriamente si sarebbe fatto promotore e mediatore; se risulti altresi' che il sindaco Chicchi, l'assessore Ferri ed altri amministratori comunali, in data 21 ottobre 1993, abbiano fra l'altro sollecitato al consiglio comunale e votato un ordine del giorno con cui si proponeva l'erogazione di un contributo economico comunale a favore di una societa' sportiva, denominata "nuova SRL Rimini Calcio" inesistente al fine di costringere gli amministratori della Rimini Calcio spa, esistente, a rinunziare ad ogni opzione sull'aumento del capitale sociale e ad uscire dalla proprieta' senza che venissero riconosciuti i debiti e crediti in nero, al fine di poter far accedere alla proprieta' di una nuova costituenda societa' sportiva il gruppo di cooperative rosse, che avrebbero formato la nuova srl, alle condizioni da loro imposte. Cio' potrebbe evidenziare una responsabilita' a carico del sindaco Chicchi per avere questi, quale pubblico ufficiale, omesso di informare i competenti organi su ipotesi di reato di cui egli era a conoscenza ed aver ottenuto attraverso il proprio assessore e curatore vantaggi dal fallimento per se' e per il suo partito; ad avviso dell'interrogante potrebbe inoltre dedursi l'esistenza di contabilita' irregolare per finanziamenti illeciti ai partiti all'interno della cooperativa Sigla dal fatto che in tutta la contabilita' della Rimini Calcio spa dal 1989 al 1994 in possesso degli inquirenti, non figurano le cifre mancanti dalla contabilita' della societa', ma risultanti liquidate in quella della cooperativa; per la gravita' dei fatti e le forti ripercussioni socio-politiche in essi contenute, quali urgenti interventi si intenda assumere affinche' non si verifichino altri inquinamenti degli atti, attivando le procedure che consentono un intervento definitivo dei competenti organi del CSM sulle richieste avanzate a seguito delle ispezioni ministeriali. (3-00341)





 
Cronologia
mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).