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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00338 presentata da GRAMAZIO DOMENICO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961016

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e delle poste e telecomunicazioni. - Per conoscere: dopo la denuncia pubblicata su Il Giornale di sabato 12 ottobre 1996, a firma del direttore Vittorio Feltri, che dava quale numero per il controllo delle intercettazioni telefoniche lo 0016194320003, numero che e' stato attivato da migliaia di telefonate di cittadini che intendevano conoscere se il proprio impianto telefonico di casa o ufficio fosse sotto controllo, se risulti al Governo chi abbia dato la disposizione di assegnare il numero scoperto ad un ingegnere di S. Diego (California), numero gia' conosciuto dagli addetti alla sicurezza ed alle forze dell'ordine per il controllo di apparecchi dalle intercettazioni telefoniche; poiche' risulta all'interrogante che anche parlamentari di vari gruppi politici hanno effettuato il controllo telefonico con il numero 0016194320003 scoprendo di avere il proprio impianto telefonico sotto controllo, quali iniziative intenda prendere il Governo per una piena ed adeguata tutela del libero esercizio della funzione parlamentare; quanti sono i parlamentari italiani che hanno il proprio apparecchio telefonico sotto controllo da parte di organismi di sicurezza dello Stato e se le autorizzazioni alle intercettazioni telefoniche siano state debitamente autorizzate dai competenti organi delle due Camere. (3-00338)

 
Cronologia
mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).