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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00082 presentata da GERARDINI FRANCO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961016

L'VIII Commissione, vista la legge 29 novembre 1990, n. 366 "Completamento ed adeguamento delle strutture del laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso" che prevede, tra l'altro, la realizzazione di due nuove sale: laboratorio in sotterraneo, di una galleria carrabile di accesso e servizio per il collegamento autonomo del laboratorio in sotterraneo con l'esterno sul versante aquilano, ivi compresa la corsia attesa, le nicchie ospitanti il monitoraggio ambientale e gli eventuali cunicoli di emergenza e dell'ampliamento ed adeguamento del centro direzionale-laboratorio esterno, nell'area adiacente il fabbricato esistente, nonche' il suo allaccio alla galleria di collegamento con il laboratorio sotterraneo; considerato che gli interventi gia' realizzati in passato del traforo del Gran Sasso e dei laboratori dell'Infin (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) hanno comportato gravi danni all'ambiente e in particolare all'equilibrio idrogeologico del massiccio del Gran Sasso, che ha provocato la scomparsa del fiume Tavo e della cascata del "Vitello d'Oro" nel comune di Farindola (PE); considerato che le conseguenze negative di tali interventi ancora non esauriscono il loro effetto sul sistema degli acquiferi del massiccio del Gran Sasso; considerato inoltre che con decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995 e' stato istituito il Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga; vista la risoluzione della regione Abruzzo nella quale si propone al Governo ed alla Commissione Ambiente della Camera di non approvare il progetto di realizzazione di cui sopra, previsti dalla legge n. 366 del 1990, e di impegnare i 110 miliardi previsti per realizzare interventi piu' adeguati alle condizioni del luogo, che non determinino ulteriori danni ambientali; viste le numerose prese di posizione di diversi enti locali contrari alla realizzazione di nuovi interventi all'interno del massiccio del Gran Sasso; ritenuto di dover assumere tutte le iniziative possibili volte ad impedire ulteriori lavori all'interno del massiccio del Gran Sasso con particolare riguardo a quelli sopra citati; ritenuto altresi' di formulare proposte alternative all'uso dei 110 miliardi stanziati dalla citata legge 366/1990: impegna il Governo 1) ad assumere le iniziative necessarie perche' sia modificata la legge 366/1990, finalizzando diversamente i fondi disponibili per i seguenti interventi: a) interventi di recupero e restauro dei centri storici interni al perimetro del Parco nazionale del Gran Sasso-Laga anche a fini di prevenzione sismica; b) completamento tratto autostradale A24 Villa Vomano-Teramo; c) interventi di restauro ambientale nel Parco nazionale del Gran Sasso-Laga e nelle zone interessate dalle opere gia' realizzate; d) istituzione e gestione di centri di ricerca scientifica, localizzati a Teramo e L'Aquila; e) realizzazione di programmi sperimentali concernenti l'approntamento di una rete di rilevamento e controllo ambientale nella regione del Gran Sasso per lo studio dei fenomeni geofisici, delle acque sotterranee e delle risorse idrogeologiche nonche' delle trasformazioni dell'ambiente naturale; f) ricerca di base; g) opere finalizzate alla sicurezza degli impianti speciali necessari per le sperimentazioni che saranno effettuate; 2) a sollecitare l'Infin ad adempiere a quanto previsto all'articolo 3 della legge 366/1990 (rimozione delle strutture prefabbricate istallate sotto le pendici di monte Aquila ed il ripristino dello stato dei luoghi) e a procedere alla rimozione dei paravalanghe su monte Aquila e al ripristino dello stato dei luoghi. (7-00082)

 
Cronologia
mercoledì 9 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Viene costituita la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il presidente è il senatore della Sinistra democratica- l'Ulivo, Giovanni Pellegrino.

giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).