Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00350 presentata da BOATO MARCO (MISTO) in data 19961021
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti: l'ambientalista russo e cooperatore della fondazione Bellona (Oslo - Norvegia) Aleksandr Nikitin e' detenuto in carcere a San Pietroburgo dalla Fsb da oltre otto mesi. Durante gli otto mesi scorsi, l'accusa nella figura del procuratore generale di San Pietroburgo e gli investigatori del Fsb (ex Kgb) hanno mostrato un'allarmante indifferenza nei confronti sia del sistema legale russo, sia dei principi sui diritti umani e sulle procedure legali riconosciute internazionalmente; il 5 agosto 1996 l'Fsb decise di trattenere in carcere Aleksandr Nikitin per altri due mesi, fino al 6 ottobre 1996. Quando l'avvocato difensore chiese all'Fsb i motivi che avevano portato a trattenere il suo cliente, l'Fsb dichiaro' che la questione era segreta; dal giorno dell'arresto di Nikitin, il 6 febbraio 1996, la normativa che disciplina il procedimento penale sarebbe stata violata in numerose occasioni; dal 6 febbraio 1996 al 29 marzo 1996, a Nikitin non fu permesso di incontrarsi col suo avvocato; nonostante la legge russa proibisca il processo di civili da parte di una corte militare l'accusa ha tuttavia insistito affinche' il caso fosse trattato da un tribunale militare. Il 4 aprile 1996, a San Pietroburgo, un tribunale militare sostenne la decisione dell'accusa di trattenere Nikitin in carcere fino al 6 luglio successivo. La difesa riporto' il caso in un tribunale civile il 10 giugno. Ma, in seguito ad un'udienza scandalosa, alla quale l'imputato non ottenne il permesso di presentarsi, fu stabilito di rinviare il caso ad un tribunale militare. Solo ai primi di luglio, il vicepresidente della Corte suprema, A. E. Merkushov, intervenne e capovolse la decisione della corte inferiore, trasferendo il caso ad un tribunale civile, cinque mesi dopo l'arresto; le accuse contro Nikitin si fondano sulle indagini di una commissione di esperti guidati dallo Stato maggiore russo. Il 30 gennaio 1996 tale gruppo di esperti scopri' che, secondo due decreti catalogati dal ministero della difesa, sei capitoli del rapporto di Bellona sulla flotta del Nord russa contenevano segreti di Stato. La commissione non fu in grado di chiarire se i segreti di stato di cui sopra fossero gia' stati pubblicati precedentemente. Alla difesa non fu permesso di leggere i decreti segreti. Sebbene l'accusa riconobbe che le scoperte della commissione di esperti erano insufficienti le accuse vennero confermate. Il 10 luglio fu presa la decisione di formare una "nuova" commissione di periti, ancora sotto la guida dello Stato maggiore russo; il 6 agosto 1996, l'accusa decise di trattenere in carcere Nikitin per altri due mesi. A Nikitin e al suo legale fu negato di prendere visione degli atti di questa decisione il che costituisce un altro esempio di comportamento in sicuro disaccordo con tutte le procedure legali internazionali, e anche con quelle russe. La difesa di Nikitin presento' un'obiezione sul perdurare della carcerazione di Nikitin e sul fatto che le attivita' dell'accusa fossero coperte da segreto. Il 21 agosto 1996 presso il tribunale di San Pietroburgo venne posta la questione del protrarsi della carcerazione. La corte decise di rimandare la seduta al 23 agosto, perche' la difesa di Nikitin non aveva avuto accesso agli atti della decisione dell'accusa del 6 agosto; le continue violazioni dei diritti legali di Nikitin nell'approntare la propria difesa costituiscono la principale negazione dei suoi diritti civili. Questo si verifica soprattutto nell'accesso o nella scarsita' di informazioni per la difesa e nell'indifferenza dell'Fsb ai termini fissati per legge. D'ora innanzi, la preoccupazione maggiore dovrebbe essere quella di assicurare a Nikitin un processo equo ma, a meno che le norme della legislazione russa siano osservate, sembra impossibile ottenerlo. Occorre tra l'altro valutare il caso alla luce del fatto che la Russia ha sottoscritto gli accordi internazionali per il rispetto delle procedure legali e dei diritti umani; uno sviluppo positivo e' il considerevole impegno politico che questo caso ha suscitato in Russia. Il 19 luglio 1996, la maggioranza del Parlamento russo ha ordinato un'inchiesta al segretario del consiglio di sicurezza Alexandr Lebed, atta a chiarire i motivi che hanno portato a violare cosi' grossolanamente i diritti umani di Nikitin. Il Parlamento ha chiesto l'adozione di misure per fermare le gravi violazioni della procedura russa commesse dall'Fsb e dall'ufficio del procuratore generale a San Pietroburgo. In una lettera al procuratore generale Skuratov, Lebed ha richiesto chiarimenti sul caso. Questo potrebbe segnare l'inizio di un atteggiamento piu' impegnato e di una partecipazione attiva da parte di tutti coloro che nella societa' russa vedono questo caso in una prospettiva differente da quella dell'Fsb; la versione finale del rapporto La flotta nord russa: sorgente di contaminazione radioattiva e' stata pubblicata in norvegese, russo e inglese il 19 agosto 1996 ed e' stato presentato ad Oslo, Murmansk e San Pietroburgo; il 30 agosto 1996 Nikitin e' stato dichiarato da Amnesty International "prigioniero per motivi ideologici"; il 24 settembre 1996 il comitato europeo per la giustizia e i diritti umani ha deciso di nominare una commissione di inchiesta che dovra' seguire il caso. Il relatore e' l'olandese Erik C.M. Jurgens -: se sia a conoscenza dei fatti sopraesposti; quale giudizio dia della vicenda riportata; se non ritenga doveroso esprimere alla federazione russa la preoccupazione del Governo, delle istituzioni e dell'opinione pubblica democratica dell'Italia per la gravita' del "caso Nikitin". (3-00350)