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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00354 presentata da D'AMICO NATALE MARIA ALFONSO (RINNOVAMENTO ITALIANO) in data 19961022

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: domenica 20 ottobre 1996 sul quotidiano Il Corriere della Sera e' apparso un articolo, a firma del professor Alessandro Penati, relativo alle miniere sarde del Sulcis; in tale articolo viene ricostruita la lunga sequenza dei contributi pubblici a vario titolo concessi alle miniere del Sulcis; in particolare viene affermato che: nel 1985 lo Stato ha concesso all'Eni 512 miliardi per riattivare il bacino carbonifero; a detti 512 miliardi, l'Eni ha aggiunto duecento miliardi di proprie risorse; nel 1994 lo Stato, con apposito decreto, ha stanziato ulteriori 420 miliardi a fondo perduto; attraverso il medesimo decreto, lo Stato ha obbligato l'Enel ad acquistare l'energia elettrica prodotta con parziale utilizzo del carbone estratto dal Sulcis a un prezzo di oltre il cento per cento superiore al normale costo di produzione Enel -: se corrispondano al vero, in tutto o in parte, le notizie contenute nell'articolo del professor Penati appena citato; se quindi corrisponda al vero che i soli sussidi a fondo perduto concessi dallo Stato alle miniere del Sulcis negli ultimi dieci anni abbiano superato i novecento miliardi, e cio' a prescindere dagli interventi diretti dell'Eni, dai contributi concessi dalla Regione sarda e dall'impegno di acquisto a prezzi esorbitanti imposto all'Enel; se quindi corrisponda al vero che sarebbe stato possibile, con il medesimo esborso di finanza pubblica, far cessare un'attivita' produttiva anti-economica ed inquinante, e concedere invece a ciascun lavoratore del Sulcis un contributo una tantum di un miliardo di lire; se corrisponda al vero che, una volta ricevuto il contributo una tantum appena accennato, ciascun lavoratore del Sulcis avrebbe potuto, ipotizzando un rendimento reale del 3,6 per cento garantirsi una rendita mensile di circa tre milioni netti, e avrebbe potuto poi lasciare ai propri eredi un capitale pari a circa un miliardo di lire a valori attuali; se corrisponda al vero che, nelle condizioni appena descritte, i lavoratori del Sulcis, in cambio dei tre milioni netti al mese, avrebbero potuto essere utilizzati nel lavoro socialmente utile di disinquinamento e di bonifica del bacino carbonifero; se il primo Governo si sinistra-centro della storia repubblicana non intenda solennemente impegnarsi a far cessare interventi improduttivi ed assistenzialistici quali quelli appena descritti sostituendoli con strumenti piu' idonei e meno distorsivi quali il salario di cittadinanza. (3-00354)





 
Cronologia
giovedì 17 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, recante Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti, per aver «reiterato, con contenuto immutato ed in assenza di nuovi presupposti di necessità e urgenza, la disposizione» espressa da precedenti decreti-legge decaduti. La sentenza blocca la prassi del Governo di reiterare il contenuto dei decreti-legge (sentenza n. 360).

mercoledì 23 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 316 voti a favore e 286 voti contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 2298 del decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497, recante disposizioni urgenti per il risanamento, la ristrutturazione e la privatizzazione del Banco di Napoli, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.