Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00867 presentata da APREA VALENTINA (FORZA ITALIA) in data 19961024
Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: il "Progetto 1992" ha profondamente innovato la struttura curricolare, il funzionamento e l'organizzazione degli istituti professionali; in particolare, si sono rilevati positivi il maggiore spazio dato alle discipline di base, l'impostazione della programmazione didattica come metodo, l'inserimento di nuove metodologie di valutazione, l'avvio di modelli organizzativi innovativi per quanto riguarda gli esami di qualifica e la preparazione di quelli di maturita', il rapporto con il mondo del lavoro; Restano pero' alcuni limiti: 1) una visione eccessivamente "licealistica" del curriculum: il problema della formazione di base e' stato risolto con una onerosa moltiplicazione delle discipline piuttosto che con una chiara definizione degli obiettivi cognitivi indispensabili alla formazione di una solida base di innesto della specializzazione professionale. Cio' ha penalizzato le discipline pratiche, come se esse non fossero portatrici di cultura e di "intelligenza" al pari di quelle teoriche. L'effetto e' stato quello di una separazione tra l'istruzione professionale e il mondo del lavoro, con conseguenze negative sulla motivazione dei ragazzi; 2) il rinvio sine die della specializzazione, per cui ormai la qualifica di primo livello (terzo anno) ha perduto ogni significato propriamente professionalizzante, respingendo una parte della domanda di formazione o verso il lavoro precoce o altre soluzioni poco qualificate; 3) la rigidita' dell'organizzazione curricolare, per cui risulta del tutto astratto parlare di progettazione, quando il 90 per cento delle discipline, per un totale di trentasei ore alla settimana, e' tutto predeterminato; per queste ragioni, risulta chiaro che sono stati mancati alcuni obiettivi fondamentali: a) le ripetenze e gli abbandoni, anche dopo l'introduzione della sperimentazione, rimangono a livelli troppo elevati, con una media, nel biennio, che raggiunge e supera il 30 per cento; b) il rapporto con la dinamica del mercato del lavoro e delle professioni si e' spostato molto in avanti, sino ad essere sospinto oltre la maturita'. Cio' fa perdere all'istruzione professionale parte della sua identita', tramutandola in una specie di "variante minore" dell'istruzione tecnica; se non ritenga sia giunto il momento di effettuare una valutazione approfondita, comprensiva dei costi, dell'esperienza sperimentale del "Progetto 1992", prima che diventi definitiva; comunque, in attesa della riforma della secondaria superiore, se non ritenga opportuno e urgente: a) ridurre il carico orario obbligatorio fino ad un massimo di trentadue ore settimanali, in modo che la saturazione delle ore curricolari non faccia perdere ogni motivazione alla progettazione delle attivita' di integrazione e "individualizzazione" del curriculum. L'espediente costosissimo di ridurre le ore a cinquanta minuti non rappresenta una soluzione razionale, finalizzata com'e' all'aumento del numero delle discipline, non alla qualita' dell'apprendimento; b) consentire a tutti gli istituti professionali una immediata possibilita' di rendere piu' flessibile il curriculum con l'introduzione di materie opzionali e facoltative, anche in forma di corsi, in modo da rendere piu' significativa l'area dedicata alle attivita' pratiche, all'alternanza con il lavoro, al recupero e all'approfondimento; c) per lo stesso motivo, consentire di rendere facoltative le quattro ore settimanali di "approfondimento" solo nei casi in cui gli insegnamenti lo ritengano necessario ed utile; d) consentire la facoltativita' della cosiddetta "terza area" di specializzazione, che, oltre a rappresentare una spesa esorbitante (trenta milioni a corso) e non piu' sopportabile ne' dalle regioni ne' dal bilancio del ministero, rappresenta un errore metodologico poiche' associa un modello tipico del master ad un curriculum tradizionale prettamente scolastico. (5-00867)