Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00266 presentata da BOATO MARCO (MISTO) in data 19961030

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, per sapere - premesso che: in provincia di Bolzano i toponomini in lingua tedesca vennero aboliti dal regime fascista, che li sostitui' con nomi in lingua italiana, pochi dei quali derivanti da forme preesistenti (per lo piu' ladine) e molti inventati o semplicemente tradotti. Ripristinati dall'Accordo di Parigi, i nomi geografici in lingua tedesca e ladina vengono oggi usati comunemente, ma ancora non risultano ufficializzati, per la mancanza di un'iniziativa specifica da parte del Consiglio provinciale di Bolzano; la competenza primaria della Provincia autonoma di Bolzano in materia di toponomastica viene prevista dagli articoli 101 e 102 dello statuto di autonomia della Regione Trentino-Alto Adige / S)dtirol; alcune forze politiche, fra cui il partito etnico di maggioranza S)dtiroler Volkspartei, non intendono precedere alla legalizzazione dei nomi tedeschi e ladini, perche' vorrebbero contestualmente cancellare quasi tutti o una buona parte dei nomi in lingua italiana; la maggioranza della popolazione (stando ad un sondaggio realizzato nel 1992), sia di lingua italiana che tedesca e ladina, e' contrario ad interventi di tipo traumatico, che verrebbero percepiti dalla popolazione italiana come in "avviso di sfratto" e teme un riaccendersi del conflitto etnico per motivi futili; la S)dtiroler Volkspartei, che sa di non avere consenso all'interno del consiglio provinciale di Bolzano dove tutti i gruppi consiliari di lingua italiana e quello interetnico sono fermamente contrari alla cancellazione dei nomi geografici italiani, si e' rivolta al ministro Bassanini con la richiesta di discuterne all'interno della "commissione dei Sei" (consultiva del Governo) e di trovare una soluzione in quella sede; non si vede come la "commissione dei Sei" possa appropiarsi di una competenza propria della provincia autonoma di Bolzano; la proposta della Svp e' di fare una distinzione tra microtoponomastica e macrotoponomastica, che sarebbe fonte di dissidi continui, perche' non esiste alcuna regola scientifica per distinguere toponimi piccoli e grandi, e di affidare la microtoponomastica (qualsiasi cosa cio' significhi nelle intenzioni dei proponenti) ai comuni; dalle dichiarazione della S)dtiroler Volkspartei, che ha la maggioranza assoluta in quasi tutti centosedici comuni della provincia di Bolzano, si arguisce che i comuni potrebbero intervenire nella questione senza rispettare l'articolo 101 dello Statuto di autonomia che prevede esplicitamente il bilinguismo dei toponimi; gia' nell'Accordo di Parigi De Gaspari - Gruber tra Austria e Italia e venne garantita ai cittadini di lingua tedesca la "parificazione delle lingue italiana e tedesca nelle pubbliche amministrazioni, nei documenti ufficiali come pure nella nomenclatura topografica bilingue"; nel nuovo statuto d'Autonomia del 1972, agli articoli 101 e 102, si ribadisce l'obbligo delle bilinguita' della toponomastica di Bolzano, cosi' recitando l'articolo 101: "Nella provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza e approvata la dizione". L'articolo 102 inoltre, prevede che le popolazioni ladine abbiano diritto al "rispetto della toponomastica e delle tradizioni delle popolazioni stesse"; la Raccomandazione D della risoluzione n. 4 del 1967 dell'Onu, invita a sua volta gli stati membri a rispettare la toponomastica bilingue nei territori bilingui o plurilingui. Essa recita espressamente: "Si raccomanda che in paesi nei quali si parlano piu' lingue, l'autorita' locale: a) riporti i toponimi in ognuna delle lingue ufficiali e qualora sia opportuno anche in altre lingue; b) indichi chiaramente la parita' di ordine o l'ordine di successione dei nomi ufficiali e c) pubblichi questi nomi ufficialmente riconosciuti in carte ed elenchi"; il quadro giuridico su cui si basa l'Autonomia della provincia di Bolzano prevede quindi espressamente il bilinguismo dei toponimi; anche il quadro giuridico internazionale, pur rammentando che le raccomandazioni dell'Onu non sono di per se' vincolanti, non potrebbe che confermare il bilinguismo. Nella raccomandazione E della stessa risoluzione si legge al punto e): "Se per un oggetto esiste piu' di un nome standardizzato, si riportino tutti i nomi; inoltre si diano indicazioni su forme antecedenti del nome dello stesso oggetto"; non irrilevante ai fini della comprensione del modo di procedere e' anche il punto e) 1) della Raccomandazione C: "Devono essere evitati cambiamenti toponomastici non necessari"; la soluzione della questione sudtirolese e' stata possibile solamente applicando il metodo del consenso e le questioni che rivestono rilievo etnico (essendo in grado di scatenare emozioni conflittuali) dovrebbero continuare ad essere affrontate con questo metodo e non mai affrontate con il principio di maggioranza, soprattutto considerando che in Sudtirolo la maggioranza coincide con quella etnica -: come intenda procedere il Governo nei riguardi di questa questione, e se sia consapevole che essa e' in grado di riaccendere in modo incontrollabile il conflitto tra i gruppi in provincia di Bolzano; se il Governo ritenga indispensabile sentire tutte le diverse posizioni presenti nella provincia, considerando che nella "commissione dei Sei" vi e' una rappresentanza molto parziale della realta' sudtirolese, certo non in grado di raggiungere soluzioni consensuali in nome della popolazione; se il Governo non ritenga che lo statuto d'autonomia, che e' legge costituzionale e che costituisce un compromesso in cui ognuno ha un po' vinto e un po' perso, ma che garantisce la pace fra i gruppi linguistici, debba essere rispettato soprattutto nel suo principio fondamentale, che e' il bilinguismo; se il Governo ritenga che il significato e il valore dello statuto possa venir messo in discussione della fondamenta, se non si rispetta il bilinguismo dei toponimi che costituisce uno dei tre punti dell'accordo De Gasperi-Gruber, su cui si fonda l'ancoraggio internazionale del "Pacchetto"; se il Governo ritiene che, al contrario di quanto viene fatto dal partito etnico di maggioranza della provincia di Bolzano, che ha imposto una serie di divieti nelle sperimentazioni didattiche dell'insegnamento della seconda lingua, il bilinguismo dovrebbe essere incentivato e consolidato, come strumento indispensabile alla pace e alla comprensione di tutti coloro che vivono in Sudtirolo. (2-00266)





 
Cronologia
mercoledì 23 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 316 voti a favore e 286 voti contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 2298 del decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497, recante disposizioni urgenti per il risanamento, la ristrutturazione e la privatizzazione del Banco di Napoli, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 30 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 312 voti favorevoli e 267 contrari, l'emendamento Dis. 1. 1. del Governo interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 486, Disposizioni urgenti per il risanamento dei siti industriali delle aree di Bagnoli e di Sesto San Giovanni (AC 2278), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 31 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Renato Granata è eletto Presidente della Corte costituzionale.