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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00272 presentata da TASSONE MARIO (CCD-CDU) in data 19961031

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno, dei lavori pubblici e dell'ambiente, per sapere - premesso che: l'attenzione del Governo e del Parlamento e' stata di recente risvegliata dal susseguirsi di dolorosi eventi calamitosi (sismici, alluvionali, atmosferici) che, come di consueto, hanno colpito duramente il territorio e le popolazioni in diverse regioni del Nord e del Sud dell'Italia; di conseguenza, mentre e' stata ribadita la necessita' di svolgere al meglio l'opera di protezione civile, garantendo un efficace coordinamento delle amministrazioni centrali dello Stato e regionali, nel contempo, delle forze designate per il soccorso all'emergenza e per il primo ripristino delle infrastrutture di base della vita delle comunita', diversi Ministri, anche in modo polemico e fuori dalle sedi istituzionali, hanno posto il problema della inadeguata gestione del territorio nazionale, con specifico riferimento al mancato espletamento delle funzioni di previsione e di prevenzione dei rischi, notoriamente incombenti sul nostro Paese (sismico, idrogeologico, vulcanico, marino eccetera), nonche' di riduzione dell'abusivismo, da ritenersi una delle cause scatenanti dei disastri accaduti; gia' in passato il Parlamento, essendo diverse le amministrazioni istituzionalmente interessate, ha esaminato il problema della messa in opera di un responsabile coordinamento tra i Ministri dei settori di competenza, con i provvedimenti che di seguito si elencano: a) legge per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo, n. 183 del 1989 (ministero dei lavori pubblici); b) legge istitutiva del Ministero dell'ambiente e per la protezione ambientale, n. 149 del 1986; c) legge per la difesa dell'ambiente marino e costiero, n. 979 del 1982 (Ministeri subentranti alla disciolta marina mercantile); d) legge quadro sulle aree protette, n. 394 del 1991 (Ministero dell'ambiente); e) legge istitutiva del servizio nazionale di protezione civile, n. 225 del 1992 (attualmente Ministero dell'interno); e' ormai evidente come il passaggio ad un sistema globale di sicurezza ambientale e di protezione civile richieda un sostanziale cambiamento nell'approccio finanziario adottato finora dallo Stato, chiamando cioe' i cittadini a condividere le responsabilita' della sicurezza, anche mediante l'introduzione di forme di assicurazione, collegate a fondi pubblici, alimentati da una minima, ma generalizzata, contribuzione tributaria; il proposto approccio finanziario puo' stimolare: 1) nelle competenti amministrazioni centrali e regionali, sia la pianificazione delle misure da adottare per una corretta gestione del territorio (sicurezza antisismica, sistemazioni idrogeologiche, manutenzione infrastrutture di servizio, eccetera), sia una rigorosa riduzione dell'abusivismo; 2) nelle comunita' locali, sia la partecipazione solidale, alla copertura assicurativa dei rischi, (specie nelle zone a maggiore vulnerabilita'), sia la contribuzione di tutto il Paese alla efficienza dei servizi di sicurezza ambientale e di protezione civile; 3) ottenendo il risultato di elevare la consapevolezza dei cittadini in merito al dovere di ridurre gli effetti dannosi delle calamita' naturali e dei comportamenti umani; in definitiva, la Presidenza del Consiglio dei ministri dovrebbe assumere su di se', con la massima energia, l'incombenza di garantire direzione strategica e guida coordinata, sia nei riguardi dei dicasteri interessati (impegnati per ora a rivendicare trasferimenti di competenze e di fondi da una amministrazione all'altra), sia per l'elaborazione di una riforma legislativa del sistema (gia' avanzata con le proposte Golfari e Camoirano); come primo atto di responsabilita', il Governo, dovrebbe mettere a disposizione del Parlamento, previa l'acquisizione da parte dei Ministri competenti, le informazioni dovute; al riguardo, l'interpellante ritiene assai utile la costituzione, in seno a ciascuna delle Camera, di una Commissione speciale (ovvero di un comitato permanente nell'ambito delle Commissioni competenti), cui imputare unitariamente l'esame dei progetti di legge concernenti la sicurezza sociale e la protezione civile (che possa altresi' considerare in maniera adeguata le realta' locali e decentrate con compiti operativi di emergenza e di soccorso), nonche' l'esercizio delle funzioni di indirizzo, di controllo e consultive in materia -: per quali ragioni la Presidenza del Consiglio dei ministri (e per essa, nell'attuale Gabinetto, il Ministro dell'interno) non abbia ancora provveduto alla trasmissione e Parlamento della relazione sulla attuazione delle norme per la protezione civile, a norma dell'articolo 2, comma 5, della legge n. 547 del 1982; se, nell'ambito della predetta relazione, il Governo intenda fornire i dati essenziali concernenti gli eventi calamitosi, la quantita' e la qualita' degli interventi di protezione svolti, gli apporti che, al soccorso ed alla previsione dell'emergenza, sono stati dati dalle componenti del servizio articolo 6 della legge n. 225 del 1992), a partire dalla data dell'ultima relazione presentata (4 luglio 1992, monitoraggio degli uffici della Camera dei deputati); se in ogni caso il Governo intenda rendere conto della presenza e dei risultati dell'azione dell'Italia nell'ambito dell'iniziativa delle Nazioni unite per la riduzione delle calamita' naturali nel decennio 1991-2000 se inoltre intenda riferire (nel predetto contesto) in merito alle proposte formulate dall'Italia alla conferenza di Yokohama (conferenza promossa dall'Onu per esaminare i risultati dell'Idndr) concernenti il Progetto bacino Mediterraneo ed un disegno di legge per la creazione di fondi di solidarieta' collegati con un sistema assicurativo; per quali ragioni la relazione sullo stato dell'ambiente in Italia, dovuta al Parlamento a norma dell'articolo 1, comma 6, della legge n. 349 del 1986, non sia stata ancora presentata, nonostante siano trascorsi circa quattro anni dall'ultima presentazione (marzo 1992); se, con l'occasione della trasmissione al Parlamento della relazione suddetta, il Ministro responsabile intenda rimettere le proprie valutazioni in merito alle conclusioni che la relazione stessa suggerisce e fornire, in allegato, la documentazione essenziale relativa alle azioni svolte dall'Italia, in applicazione dei trattati e delle convenzioni internazionali stipulati in materia ambientale; se, indipendentemente dalla trasmissione della citata relazione, il Governo intenda colmare l'omissione di non avere riferito al Parlamento sulla linea adottata per l'applicazione della cosiddetta "Agenda XXI secolo", impegno tra i piu' rilevanti sottoscritto alla Conferenza Onu di Rio de Janeiro (1992); se, indipendentemente dalla trasmissione della citata relazione, il Governo intenda mettere il Parlamento a conoscenza (fornendo il testo) della "Prima comunicazione nazionale dell'Italia alla convenzione quadro sui cambiamenti climatici" (edizione del ministero dell'ambiente) nella quale possono essere rintracciati interessanti elementi di valutazione circa la vulnerabilita' del territorio nazionale (in particolare: impatto aree costiere, impatto sugli ecosistemi terrestri), le implicazioni dei cambiamenti climatici per il Delta del Po, per la Laguna di Venezia, per le fasce costiere centro-occidentali, nonche' sulle politiche, sui programmi e sulle misure da adottare; se, indipendentemente dalla trasmissione della citata relazione, il Governo intenda mettere il Parlamento a conoscenza del testo del piano generale della difesa del mare, previsto dall'articolo 1 della citata legge n. 979 del 1982, dovendosi quest'ultimo ritenere lo strumento essenziale per la prevenzione degli eventi potenzialmente pericolosi incombenti su una porzione rilevante del territorio nazionale, informando contestualmente le Camere, in seguito alla soppressione della marina mercantile, in merito alla amministrazione statale subentrante; quale sia il pensiero del Governo in ordine alla distinzione tra area di competenza del servizio nazionale di protezione civile, intesa come struttura di coordinamento strategico ed operativo delle amministrazioni e delle forze chiamate ad intervenire alla emergenza a fini di soccorso e di ripristino, ed area del coordinamento delle funzioni di previsione e prevenzione attribuite a diverse amministrazioni dello Stato (lavori pubblici per la difesa del suolo; ex Marina mercantile per la difesa del mare; ambiente per la tutela delle aree protette, eccetera), quest'ultima area, evidentemente ancora da identificare, ai fini del coordinamento. (2-00272)

 
Cronologia
mercoledì 30 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 312 voti favorevoli e 267 contrari, l'emendamento Dis. 1. 1. del Governo interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 486, Disposizioni urgenti per il risanamento dei siti industriali delle aree di Bagnoli e di Sesto San Giovanni (AC 2278), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 31 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Renato Granata è eletto Presidente della Corte costituzionale.

lunedì 4 novembre
  • Politica, cultura e società
    A seguito delle dichiarazioni ai magistrati del finanziere Pacini Battaglia, la guardia di finanza avvia indagini sul Ministro Di Pietro.