Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04990 presentata da TRABATTONI SERGIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961105
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: il lavoro "in nero" e' un fenomeno che si e' sempre ovunque verificato. Purtroppo, ultimamente esso si e' molto diffuso e, almeno nella provincia di Cremona, dove l'interrogante risiede, vede come protagonisti, soprattutto, i pensionati "per anzianita'"; il lavoro in nero ha assunto rilevanza tale da compromettere in misura non trascurabile le possibilita' di impiego dei giovani, che progressivamente incrementano le file dei disoccupati; e' quasi totale la latitanza degli ispettorati del lavoro che, per mancanza di personale sono, a detta loro, disponibili al controllo sul territorio solo su denuncia -: in quale modo intenda contrastare il lavoro "in nero" e dare applicazione a tutte quelle disposizioni sanzionatorie che la normativa vigente prevede a carico di chi lo pratica e di chi lo utilizza; se non ritiene che, nell'impossibilita' di un controllo a tappeto, data anche l'attuale carenza di personale, sia per lo meno necessario che gli ispettorati del lavoro effettuassero controlli a campione, a sorpresa, e dessero ad essi, qualunque ne sia l'esito, la massima pubblicita', per far capire ai cittadini che essi sono presenti e vigilano per quanto compete loro.
L'atto di sindacato ispettivo al quale si risponde prende in considerazione il fenomeno del "lavoro nero", sottolineandone la crescente diffusione sull'intero territorio nazionale. Viene, quindi, auspicato un maggior controllo da parte dell'Ispettorato, pur nella consapevolezza della limitata disponibilita' di personale degli Uffici. Prima di affrontare le questioni attinenti al versante dei controlli e' il caso di esplicitare gli interventi messi a punto dal Governo al fine di favorire l'emersione del lavoro nero. In primo luogo, va menzionato l'Accordo sul lavoro, siglato dal Governo e dalle parti sociali il 24 settembre 1996, del quale costituisce, in parte, attuazione il disegno di legge, in avanzato stato di discussione "Norme in materia di promozione dell'occupazione". Nel corpo del predetto disegno di legge sono inserite le norme che regolamentano il cosiddetto lavoro interinale, attraverso il quale, com'e' noto, si intende ridefinire l'attivita' del collocamento, nella prospettiva di un superamento dell'attuale monopolio pubblico, ed introdurre nel nostro ordinamento il "leasing" di manodopera. In questo modo sara' realizzata, come risultato immediato, una semplificazione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Nel precitato Accordo un apposito capitolo e' dedicato, al punto 10, all'"Emersione del lavoro sommerso". Il punto di partenza, prescelto dalle parti, per l'avvio delle iniziative dirette a favorire la regolarizzazione del lavoro nero e' costituito dai positivi risultati conseguiti all'applicazione delle norme in materia di contratti di riallineamento retributivo. In questo senso si e' convenuto sull'utilita' di allargarne l'applicazione ad altri settori (attualmente sono previste per le imprese artigiane ed industriali) e di rafforzare l'iniziativa categoriale nel territorio. Al fine di incentivare la sottoscrizione delle intese di gradualita' da parte delle imprese si e convenuto, in sede di Accordo, sull'opportunita' di considerare l'occupazione emersa alla stregua di nuova occupazione alla data della completa applicazione dei contratti collettivi, momento in cui, peraltro, si potra' accedere agli incentivi (per la nuova occupazione). I contratti di riallineamento retributivo, secondo la definizione dell'articolo 5 della legge 606/96, sono attualmente previsti con riferimento ai territori del Mezzogiorno, parte della penisola a piu' alto tasso di disoccupati. Nell'ambito del precitato disegno di legge e' inserito, all'articolo 23, una disposizione inerente i predetti contratti, volta a rendere tali strumenti maggiormente idonei a facilitare l'emersione del lavoro nero. Il versante che, pero', necessita di una piu' accurata disamina e' piuttosto quella dei controlli, pur nella consapevolezza di non poter trattare il fenomeno solo sul versante repressivo-sanzionatorio. Il fenomeno del lavoro nero e' sempre stato oggetto di costante attenzione da parte degli Ispettorati del Lavoro fortemente impegnati a contrastarlo non solo con la vigilanza ordinaria ma anche attraverso quella programmata trimestralmente in seno alle locali Commissioni Provinciali di coordinamento. In tale sede, con la partecipazione dei rappresentanti delle parti sociali, si individuano i settori produttivi considerati maggiormente a rischio, e si definiscono le priorita' al fine di un razionale esinergico impiego di tutte le unita' ispettive rese disponibili dagli istituti previdenziali (v. articolo 5, co. 6, legge n. 608/96). Inoltre, per una piu' efficace azione di contrasto della denunciata situazione di illegalita', si sono rivelate proficue anche le intese tra gli Ispettorati del Lavoro e gli Organi di Polizia, dell'Arma dei Carabinieri e della Cuardia di Finanza. Non possono pero' sottacersi le difficolta' che gli Ispettorati del Lavoro incontrano nello svolgimento dell'attivita' diretta a contrastare il ricorso al lavoro sommerso anche in considerazione della scarsa collaborazione offerta dagli stessi lavoratori dovuta al timore di perdere l'unica occasione di guadagno. Altro elemento di difficolta' nell'azione ispettiva e' dovuta alla, ormai nota, carenza di personale. A tal fine il D.P.C.M. del 7.5.1996 rappresenta una prima risposta significativa al rafforzamento della funzione istituzionale che l'organo ispettivo e' chiamato ad assolvere; la stessa legge finanziaria 1997 coglie l'esigenza del potenziamento degli Ispettorati del Lavoro e, in deroga al generale blocco delle assunzioni nel pubblico impiego, consente l'assunzione di nuove unita' ispettive. Il Ministero e', frattanto, fortemente impegnato nell'attuazione di tutte le possibili iniziative che, a breve termine, possono concorrere al potenziamento degli Ispettorati del Lavoro, facendo ricorso sia alla mobilita' interna del personale amministrativo di VI livello, gia' in servizio presso le sezioni circoscrizionali, al quale attribuire i poteri di cui all'articolo 3 del d.l. 12.9.1983 convertito con modificazioni dalla legge 11.11.1983, n. 638, che con lo svolgimento di specifici corsi di riqualificazione del personale amministrativo di VII livello, proveniente dagli Uffici del Lavoro, per il conseguimento della qualifica ispettiva. Si ricorda, da ultimo, che in seguito all'unificazione degli uffici periferici, avvenuta con Decreto del 7.11.1996, n. 687, pubblicato nella G.U. del 22.1.1997, risultera' potenziato l'organico delle Direzioni provinciali del lavoro, ex Ispettorato provinciale, con benefici risvolti sull'attivita' ispettiva. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Treu.