Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00439 presentata da MANTOVANO ALFREDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961108
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e previdenza sociale. - Per sapere - considerato che: lo scorso 5 novembre un blitz dell'ispettorato del lavoro e dei carabinieri ha portato alla luce l'ennesimo scandaloso caso di sfruttamento del lavoro minorile. A Lizzanello, in provincia di Lecce, e' stato infatti " smascherato" un calzaturificio la cui produzione si basava sulla schiavizzazione della manodopera operaia e minorile. Secondo i Carabinieri, che hanno presentato un dettagliato rapporto alla Magistratura, le operaie sarebbero state costrette a lavorare in ambienti insalubri e fatiscenti, ricevendo compensi esigui, rispetto al numero di ore di lavoro. "La busta paga?" dichiara una delle operaie minorenni, "e chi l'ha mai vista. Ci facevano firmare un bigliettino con la data, il nostro nome e le giornate di lavoro fatte in un mese; quando trovavi tutti quanti i soldi, quando ne trovavi la meta'. Ci davano ventimila lire al giorno. Iniziavamo alle sette di mattina e lasciavamo alle quattro di pomeriggio. E se c'era lo straordinario ci davano 1.950 lire l'ora. Il sabato lavoravamo fino alle tre per dieci mila lire. A fare i conti erano loro e c'era sempre qualche soldo in meno. Insomma, se lavoravi tutto il mese potevi prendere al massimo quattrocentocinquantamila lire. Inutile dire che c'erano giorni che arrivavamo a confezionare anche 1.200 scarpe al giorno che poi vendevano in Cina e in Giappone. Loro i padroni, i soldi ce li hanno sicuramente." (Quotidiano di Lecce, del 6 novembre 1996); il fenomeno in questione e' piu' diffuso di quanto si possa lontanamente immaginare. Basti pensare che solo quest'anno si sono registrati clamorosi casi analoghi a quello di Lizzanello, a Fasano, a Oria e a Francavilla Fontana. Di "baby operaie" nel Salento ce ne sono tante; il problema e' che ci si accorge di loro solamente quando qualcuna si stanca di essere sfruttata e denuncia il suo datore di lavoro. O quando arrivano i carabinieri. Insomma ci vuole lo scandalo; nell'anno solare 1995 sono arrivate all'ispettorato del lavoro 1.800 denunce; 1.842 di queste (considerando le domande arretrate) sono state definite, mentre ne sono rimaste insolute 3.089. Gli ispettori nel 1995, in 720 ispezioni hanno individuato circa 40 giovani (da 15 anni in su) assunti irregolarmente. Nel 1995 l'ispettorato ha recuperato contributi evasi per oltre ventitre' mila miliardi di lire, mentre altri 960 milioni di lire sono stati recuperati per le prestazioni; il direttore dell'ispettorato provinciale del lavoro di Lecce, dottor Elio Leaci, e' stato costretto a confermare che, nonostante gli assidui controlli da operati dall'ufficio, continuano a sorgere nel Salento aziende dove i lavoratori minorenni sono sottopagati, perche' l'assoluta mancanza di lavoro, e dunque la disperazione, influisce inevitabilmente sui comportamenti dei lavoratori, su quello degli imprenditori e infine sull'atteggiamento dei sindacati stessi che partecipano alle angosce del lavoratore timoroso di essere licenziato. Dunque la recessione stravolge il mercato; il decreto-legge n. 510 del 1996, che contempla i cosiddetti contratti di gradualita' nati nell'88 per venire incontro alle ditte meridionali, permettendo loro di allinearsi gradualmente al contratto nazionale, stipulato anche nel Salento lo scorso anno quale accordo provinciale tra Associazione dei piccoli imprenditori, l'Uniontessile e le organizzazioni sindacali, scadra' il prossimo 29 novembre 1996. Alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale non potra' essere reiterato; cosi' come sembra molto difficile, dato lo scarso lasso temporale a disposizione, che si possa convertire in legge. Le conseguenze di tale decadenza potrebbero portare ad un incremento del lavoro sommerso -: quali considerazioni ed iniziative il Governo intenda intraprendere al fine di fronteggiare un tale stato di cose, soprattutto nella fase della prevenzione e dunque della lotta contro la poverta' di quest'angolo di terra, il Salento; se non ritenga che l'ulteriore aggravio fiscale che la legge Finanziaria comporta non possa determinare situazioni economicamente di non ritorno; se non ritenga di dover veder con i suoi occhi quanto dall'interrogante riportato dedicando alcune ore di una sua prossima giornata ad una attenta visita e, dunque all'analisi del tessuto economico-sociale del leccese. (3-00439)