Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00294 presentata da FOTI TOMMASO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961110
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: recentemente il demografo Antonio Golini ha scientificamente previsto che, nei prossimi decenni, oltre quattrocento comuni del nord, situati in aree prevalentemente montane, rischieranno l'estinzione; la desertificazione sociale delle aree montane rappresenta un costante rischio in assenza di un presidio "naturale" garante di una corretta gestione del territorio e di utile controllo delle situazioni idro-geologiche, il dissesto delle quali e' causa primaria di ripetute calamita' naturali; i paesi alpini d'Europa hanno adottato precise misure di defiscalizzazione per gli investimenti attuati nelle aree montane; il consiglio nazionale dell'unione nazionale comuni e comunita' enti montani, riunitosi a Roma il 17 ottobre 1996, ha preso atto che, sia nei documenti di programmazione economico-finanziaria che nel disegno di legge finanziaria presentato dal Governo, non vi e' "alcuna misura di specifico impegno finanziario pubblico a favore della montagna"; la progressiva tendenza alla diminuzione del livello dei servizi pubblici nelle aree montane determina un ulteriore depauperamento della popolazione montana; le ipotesi, contenute nel disegno di legge finanziaria presentato dal Governo, di vincolare alla tesoreria unica i comuni a minore presenza demografica e di aumentare le aliquote Ici, costituiscono insostenibili inasprimenti e ingiustificate penalizzazioni per i livelli di vita e di reddito disponibile delle popolazioni delle zone montane; nonostante siano trascorsi ormai quasi tre anni dall'approvazione della legge 31 gennaio 1994, n. 97, recante "Nuove disposizioni per le zone montane", la stessa risulta largamente disattesa ed inapplicata; il quadro che emerge dalla "Relazione 1996 sullo stato della montagna" e' particolarmente preoccupante, se non altro, anche per i sottoindicati motivi -: 1) con delibera Cipe del 13 marzo 1996, e' stato approvato il piano di riparto tra le regioni della somma di cinquanta miliardi di lire stanziata quale fondo per la montagna del 1995, giusto il disposto dell'articolo 2 della legge n. 97. Ad oggi nessun contributo e' pervenuto, stante le farraginosita' burocratiche, alle regioni. Anche i fondi (trecento miliardi) stanziati per il 1996, nonostante la somma risulti gia' accantonata dal Cipe e siano stati definiti i criteri di riparto, verranno assegnati con grave ritardo; 2) il Ministro dell'industria ha negato l'applicazione, per le zone montane, dei benefici in campo energetico previsti dall'articolo 10 della legge n. 97, osservando, in modo pretestuoso, che la norma citata prevede la facolta' e non l'obbligo della concessione degli stessi; 3) il decentramento di attivita' e servizi a favore delle comunita' montane, previsti dall'articolo 14 della legge n. 97, non e' stato minimamente attuato a causa delle concomitanti inadempienze delle regioni e del Cipe; 4) le agevolazioni per i piccoli imprenditori commerciali, di cui all'articolo 16 comma 1, risultano inattuate, non avendo il ministero delle finanze emanato alcuna circolare applicativa -: se i fatti siano noti al Presidente del Consiglio dei ministri; se e quali urgenti iniziative intenda assumere per il superamento delle carenze evidenziate, al fine di promuovere una reale, e non di facciata, tutela della montagna, delle sue tradizioni, della cultura e dell'economia delle popolazioni che li' vivono. (2-00294)