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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00454 presentata da ROSSI ORESTE (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19961113

Ai Ministri dell'ambiente e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: nel periodo 1991-1993 sono stati riscontrati danni alle coltivazioni cerealicole e orticole nella zona di Spinetta Marengo, ed in particolare nelle adiacenze dello stabilimento Ausimont (ex Montefluos). L'esigenza di valutare la presenza dei fluoruri nella zona attorno allo stabilimento industriale ha assunto una certa rilevanza, sia dal punto di vista dei danni alle colture agricole, che da quello sanitario e ambientale; sia il suolo che la vegetazione assumono passivamente fluoruri direttamente dall'aria. I fluoruri di origine industriale accumulati nei vegetali provengono soprattutto dall'atmosfera e la loro analisi fornisce informazioni rispetto alla precedente esposizione. Nel caso dei terreni, la componente argillosa li trattiene con legame ionico molto forte, rendendoli scarsamente disponibili alle piante. I suoli sono inoltre caratterizzati da una capacita' di scambio cationico molto variabile, in funzione della frazione argillosa presente, che determina grandi differenze nel trattenere determinati composti sotto forma ionica come i fluoruri. Pertanto, i suoli sono meno adatti della vegetazione a essere utilizzati come bioindicatori della contaminazione da parte di queste sostanze; l'ufficio ecologia del comune di Alessandria ha ritenuto utile raccogliere tutti i dati esistenti in merito alla presenza di fluoruri nel territorio di Spinetta Marengo, con i seguenti obiettivi: 1) valutare l'effettiva esistenza di contaminazione da fluoruri collegabile allo stabilimento in questione, con particolare riferimento ai comparti ambientali delle colture agricole e dei terreni; 2) valutare le eventuali tendenze temporali dei livelli dei fluoruri; 3) individuare le direttrici a maggiore rischio dal punto di vista ambientale; 4) valutare l'adeguatezza dell'attuale procedura di monitoraggio ambientale dei composti fluorurati ed avanzare eventuali proposte migliorative sia dal punto di vista della strategia complessiva che delle metodologie specifiche di monitoraggio delle colture e dei terreni; il lavoro effettuato ha permesso di giungere alle seguenti conclusioni: "1) i campioni di colture vegetali, con particolare riferimento ai gladioli, seguiti da patate e zucchini, si sono mostrate piu' idonee di quelle di terreno al fine di valutare i livelli fluoruri in funzione della distanza dello stabilimento; 2) i dati a disposizione indicano chiaramente un accumulo di fluoruri nell'ambiente avente come centro di massima concentrazione lo stabilimento Ausimont; 3) i trend temporali tra il 1992 ed il 1995, quando interpretabili, non indicano alcuna diminuzione dei livelli di fluoruri; 4) emerge la necessita' di procedere ad una reimpostazione dei criteri di scelta dei punti di campionamento in modo da ottenere una loro distribuzione equilibrata dal punto di vista delle direttrici principali dei venti e della distanza dallo stabilimento; 5) il comune di Alessandria e la ASL n. 20, in collaborazione con i residenti interessati, potrebbero promuovere una nuova fase dell'indagine incentrata soprattutto sulle specie vegetali citate al punto 1), con l'eventuale aggiunta di qualche specie sempreverde. I terreni potranno essere presi in considerazione solo per verificare gli andamenti temporali; 6) per i vegetali, fermo quanto detto al punto 5), si ritengono adeguate le metodiche sinora adottate, che permetteranno anche confronti futuri. Per quanto riguarda i terreni, il campionamento e le analisi dovrebbero seguire criteri mirati alla massima confrontabilita' fra campioni, e si potra' fare riferimento alle norme della ASTM (D1452-80, "Standard practice for soil investigation and sampling by Auger Borings", eccetera); 7) la durata delle indagini dovrebbe essere pluriennale e i campionamenti dovrebbero essere ripetuti almeno due volte all'anno, in modo da comprendere diverse condizioni stagionali"; nel mese di agosto 1996 si sono verificate emissioni di composti chimici altamente corrosivi che hanno seriamente danneggiato le autovetture parcheggiate all'aperto e provocato la morte od il danneggiamento di specie vegetali; su tali fatti sono state presentate denunce alle autorita' competenti che l'interrogante riporta come da documento in suo possesso: "Con la presente la sottoscritta ditta Sun Car srl, concessionaria Mitsubishi con sede in Spinetta Marengo (Alessandria) via Genova, n. 35, comunica quanto segue: il giorno lunedi' 26 c.m., alla riapertura della ditta dopo il periodo feriale, abbiamo notato sulle vetture giacenti numerose macchioline sparse a pioggia di colore marrone. Abbiamo quindi provveduto al lavaggio di alcune di tali vetture ed abbiamo riscontrato che sulla carrozzeria persistono le macchie; dalla lucidatura abbiamo verificato che non solo la vernice e' corrosa, ma addirittura la carrozzeria e' intaccata. Vi informiamo che interpellati alcuni colleghi concessionari di Spinetta Marengo abbiamo avuto la conferma dell'accaduto in quanto lo stesso inconveniente si e' verificato anche presso le loro sedi. Chiediamo pertanto un Vostro immediato intervento al fine di determinare sia le cause dell'accaduto, sia le eventuali connesse responsabilita', affinche' venga predisposta un'accurata indagine onde far chiarezza sugli effetti immediati e prossimi che ne potrebbero derivare, con riferimento ai danni subiti, nel caso specifico dalle auto, ma anche alle possibili implicazioni in tema di salute pubblica"; l'interrogante e' anche in possesso della perizia 1117/96 della studio del dottor Lorenzo Vercese relativa a sopralluoghi, prelievi e perizia analitica presso concessionari Alfa Romeo, Mitsubishi e Nissan di Spinetta Marengo, che si riporta integralmente: "Su incarico congiunto delle concessionarie auto Alfa Romeo, Mitsubishi e Nissan, danneggiati in quanto diverse auto (nuove e usate) sono state interessate da pioggia di materiale liquido e solido che ne ha intaccato la vernice in modo irreversibile, con segni di corrosione sulla carrozzeria, ho eseguito sopralluogo, prelievi ed analisi, in data 30 agosto. A seguito dell'incarico suddetto, per il fenomeno verificatosi il 28 agosto 1996, ho eseguito un sopralluogo alle tre concessionarie, riscontrando effettivamente fenomeni di corrosione della vernice, su molte auto. Si e' provveduto allora ad eseguire un prelievo medio composito su diverse auto, sigillando il campione ottenuto per le analisi successive. Il fenomeno ha interessato i soli concessionari dell'area di Spinetta Marengo, pertanto le campionature non si sono attuate da altre parti. Risultati analitici: si e' ritenuto, innanzitutto, di dover eseguire un'eluizione del materiale in acqua deionizzata (Conducibilita' h10 uS), per verificare l'andamento del pH; pH iniziale (bianco dell'acqua deionizzata) 5,32; pH finale (con 0,01 gr. di materiale, dopo agitazione di 15 min) 4,98. Il decremento fa presupporre la presenza di sostanze a reazione acida. A questo punto, sul materiale rimasto, si e' provveduto alla ricerca qualitativa di anioni significativi, ottenendo i seguenti risultati: Cloruri: Assenti; Fluoruri: Tracce; Solfati: Assenti; Nitrati Assenti. Vista la presenza di fluoruri, tenuto conto della piccola quantita' di campione residua, trattenuta per approfondimenti peritali quantitativi, di un'eventuale seconda fase di indagine, si sono sospese le verifiche. Il risultato e' la presenza di sostanze acide nelle piogge localizzate su Spinetta Marengo, con probabile presenza di fluoruri; il sospetto e' quindi la precipitazione al suolo, causa la pioggia, di una nube ricca di fluoruri in ambiente acido, ovvero di HF (acido fluoridrico)"; l'interrogante e' anche in possesso della dichiarazione della dottoressa Lucia Rini, gia' capo chimico dello zuccherificio del gruppo Montesi, situato in Spinetta Marengo. La dottoressa Lucia Rini, laureata nel 1955 all'universita' di Genova in Chimica pura, ha prestato servizio presso il laboratorio chimico di fabbrica dello Zuccherificio gruppo Montesi, sito nel comune di Alessandria, zona Marengo, dal 1948 al 1955 come capoturno e dal 1955 alla chiusura avvenuta nel 1971 come Capo chimico. Si riportano integralmente le dichiarazioni della dottoressa Rini: "le analisi delle acque sotterranee e dei terreni compresi fra lo Zuccherificio, il corso del fiume Bormida e l'allora stabilimento Montecatini, oggi Montedison, Elf-ATTOCHEM, davano alte percentuali di inquinanti tossico-nocivi tra cui cromo, titanio, ione solforico, ione cloro, tanto da rendere impossibile la lavorazione dello zucchero". Prosegue la dottoressa dichiarando che "dette sostanze sono sicuramente ancora presenti nelle acque sotterranee e nel terreno". Con la dottoressa Rini collaborarono i suoi aiuti dottoressa Teresa Polati e dottoressa Patrizia Monti. La dottoressa Lucia Rini si dichiara "disponibile ad essere ascoltata in merito e autorizza l'uso della sopraddetta dichiarazione"; l'area alessandrina, oltre che dall'inquinamento prodotto in loco e' colpita da fenomeni persistenti di derivazione da altre zone di sostanze tossico-nocive come quelle rilasciate nel fiume Bormida dall'Azienda Acna di Cengio, gia' soprannominata "fabbrica della morte"; le centraline di rilevazione "tecnicamente funzionanti", nella zona interessata dalle emissioni di cui sopra, non hanno mai segnalato la presenza di inquinamenti nell'ambiente, neppure quando le "fughe" di sostanze tossico-nocive sono state ammesse dalle aziende e i responsabili hanno subi'to condanne; dopo le denunce di cui sopra e' stata posta dalla Usl di Alessandria una centralina mobile presso la ditta Mitsubishi di Spinetta Marengo, al fine di controllare eventuali tossici nell'aria. Tale centralina, pur essendo accesa e "teoricamente" funzionante, non era attiva, in quanto il gas prelevato non veniva fatto gorgogliare nell'apposito liquido, che avrebbe dovuto assorbire le sostanze tossiche eventualmente presenti, ma disperso. Oltre allo scrivente, vi sono altri testimoni di tali fatto; l'area alessandrina e' una delle zone d'Europa a piu' alta mortalita' tumorale -: visti i fatti segnalati e preso atto della gravissima situazione di degrado ambientale dell'area alessandrina, che potrebbe trasformarsi in una bomba ecologica, se non intendano intervenire al fine di: 1) predisporre una serie di carotaggi del terreno, di analisi delle acque sia superficiali che di falda e dell'aria; 2) effettuare un monitoraggio delle aziende chimiche del territorio alessandrino e del circondario al fine di verificare le responsabilita' anche penali dell'accaduto; 3) verificare se il gravissimo inquinamento ambientale intervenuto nel mese di agosto 1996, oltre a procurare danni economici, abbia procurato danni agli abitanti e agli animali destinati alla produzione alimentare; 4) procedere ad un piano di serio recupero ambientale del territorio, dichiarandolo "area ad alto rischio ambientale"; 5) stanziare gli opportuni finanziamenti al fine di convertire gli stabilimenti chimici pericolosi per l'ambiente in attivita' ecocompatibili, garantendo la difesa della occupazione e della economia locale, gia' pesantemente danneggiata dagli eventi alluvionali del novembre 1994; 6) procedere affinche' siano risarciti i danni arrecati a coloro che risiedono in tale area; 7) verificare l'operato degli enti preposti alla tutela ambientale. (3-00454)





 
Cronologia
martedì 12 novembre
  • Politica, cultura e società
    La Corte di cassazione condanna Bettino Craxi a 5 anni e 6 mesi di detenzione per corruzione. Sono condannati il finanziere Sergio Cusani, che sconterà la pena in carcere, l'ex segretario amministrativo della DC Citaristi e l'ex presidente Sai Ligresti.

mercoledì 13 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si apre a Roma il vertice internazionale promosso dalla FAO sulla fame nel mondo, nel corso del quale avviene lo storico incontro in Vaticano tra il Pontefice Giovanni Paolo II e il leader comunista cubano Fidel Castro.

giovedì 14 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro dei lavori pubblici Di Pietro si dimette in polemica con le accuse mosse dalla Guardia di finanza e dalla procura di Brescia.