Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01043 presentata da DUCA EUGENIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961113
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: sul numero dell'Espresso del 14 novembre 1996, a pagina 79, si legge tra l'altro che: "nella prima riunione del dopo Necci, il consiglio d'amministrazione dell'ente ha fissato in un miliardo circa gli emolumenti annui del capo-azienda; per raggiungere tale somma (assai vicina a quella che Cimoli guadagnava prima come amministratore delegato della Edison) e' stato necessario ricorrere ad un escamotage e individuare due diverse voci di spesa. La prima: il nuovo amministratore delegato avra' diritto ad una retribuzione annua di 480 milioni lordi. La seconda: per aggiungere altri 450-500 milioni lordi allo stipendio, il consiglio ha deciso l'assunzione di Cimoli come dirigente dell'azienda ferrovie"; sul Messaggero del giorno 11 novembre 1996, in un articolo dal titolo: "Cimoli: 20 mila ferrovieri di troppo", si legge tra l'altro: "L'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Giancarlo Cimoli, ha pronto un piano per "tagliare" ventimila ferrovieri in esubero; uno staff di esperti sta gia' elaborando in gran segreto una mappa dei "rami secchi" da segare. Il bilancio del 1996 delle ferrovie e' avviato a sfondare i 2.500 miliardi di debiti e il piano Cimoli per salvare l'Azienda sara' drastico"; una simile linea sarebbe quanto mai continuistica con la politica attuata dall'ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Lorenzo Necci, politica che portera', quando verra' fatta piena luce sulla gestione delle Ferrovie dello Stato Spa e delle societa' collegate o partecipate e delle esternalizzazioni, a deficit di bilancio molto piu' corposi; fino ad ora si e' potuto constatare che, a fronte di migliaia di prepensionamenti (molti dei quali del tutto illegittimi) e di premi in denaro, per la fuoriuscita di altre migliaia di ferrovieri si e' proceduto alla moltiplicazione delle societa' partecipate, dei consigli di amministrazione, e di assunzioni clientelari, quali quelle avvenute presso la Efeso Spa e la Metropolis Spa, ove per molto tempo sono state assunte persone con contratti di quattrocento milioni e novecentosessanta milioni annui, ancorche' incorse in gravi reati nella cosiddetta "Tangentopoli" e dove i segretari o le segretarie personali degli amministratori delegati sono divenuti "dirigenti" delle stesse o di altre societa' partecipate o affittati a leasing, a dieci milioni al mese, e successivamente assunti quali dirigenti; in sostanza si tratta di una immensa mangiatoia, che continua indisturbata e che e' alle origini delle gravi difficolta' di bilancio delle Ferrovie dello Stato e sulla quale e' necessario incidere drasticamente, anziche' colpire i servizi alla clientela o i posti di lavoro "produttivi" e a costo largamente inferiore a quello delle societa' partecipate; cosi' come sarebbe utile - per le societa' nelle quali le Ferrovie dello Stato intenda partecipare - riportare le sedi nell'ambito delle proprieta' delle Ferrovie dello Stato, anziche' spendere "decine di miliardi di affitti annui" in lussuosi uffici di piazza di Spagna o in via Arno -: se risponda al vero che il Consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato Spa, nella sua prima riunione, abbia stabilito un compenso per l'amministratore delegato di circa un miliardo lordo annuo, ricorrendo all'escamotage sopraindicato, mentre a livello nazionale il Governo propone il part-time obbligatorio ai dipendenti pubblici che svolgono il doppio lavoro; se risponda al vero che l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Spa abbia guadagnato un simile compenso nella precedente funzione e se cio' sia stato appurato dalla dichiarazione dei redditi; se non ritenga necessario che il consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato Spa debba mutare il proprio fallimentare indirizzo sin qui seguito ed avviare un serio programma di tagli agli sprechi, ai trattamenti da nababbi concessi ai dirigenti (in gran parte provenienti dall'esterno delle Ferrovie), di valorizzazione del patrimonio immobiliare e di una sana politica di bilancio, a partire dalla drastica riduzione delle societa' partecipate e collegate, e di una moralizzazione nella gestione del personale che preveda anche l'allontamento delle figure professionali assunte con criteri di comodo, o per vincoli di parentela diretta o indiretta con i dirigenti delle stesse societa' o di qualche potentato di turno; se non ritenga che le Ferrovie dello Stato Spa debbano rispondere alle pressanti richieste di potenziamento delle infrastrutture del materiale rotabile e dell'aumento del servizio alle merci e ai clienti, anziche' continuare in una posizione stantia sul numero dei ferrovieri in servizio da ridurre, mentre alimentano una impetuosa crescita di persone assunte in modo censurabile, pagate con i soldi dello Stato a costi molto piu' alti dei ferrovieri che si vorrebbero ridurre. (5-01043)