Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00300 presentata da TASSONE MARIO (CCD-CDU) in data 19961113
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: l'Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) nacque nel 1933 per fare da intermediario tecnico tra il mercato dei capitali ed i gruppi industriali, riducendo cosi', da un lato, il rischio finanziario per gli istituti di credito, e sostenendo, dall'altro, gruppi industriali in crisi tramite interventi diretti al riassetto delle aziende sostanzialmente sane ed alla liquidazione di quelle senza prospettive; di fatto esso divenne, in breve, uno strumento per assecondare la politica economica governativa; il ruolo dell'Iri viene rimesso in discussione ogni volta che le condizioni politiche ed economiche dell'Italia cambiano in modo significativo; da questa considerazione deriva che ogni discussione sul ruolo dell'Iri, sull'opportunita' di mantenere un simile istituto o su come trasformarlo, e' priva di ogni concreta utilita' se manca, alla base, un chiaro quadro di riferimento su quale sia l'orientamento statale in campo industriale; inoltre, se, come anche richiesto dall'Unione europea, la situazione italiana dovra' evolvere verso una minore ingerenza dello Stato nell'industria, il processo di privatizzazione, sia per la parte che riguarda l'Iri, sia per le altre aziende statali, e' piu' che giustificato; tuttavia tale processo non puo' essere impostato in modo occasionale, in quanto necessita di un piano organico per non incorrere nel rischio che operazioni affrettate e mal gestite generino un'ondata di ritorno di societa' privatizzate e successivamente andate in crisi, per le quali occorrera' un nuovo Iri; tutto cio' premesso, la privatizzazione della Stet e dalla societa' Autostrade e' vista come un passo necessario per risanare l'indebitamento dell'Iri, riportandolo ai valori fisiologici previsti dall'accordo Andreatta-Van Miert; in proposito non si comprende la recente operazione con cui, per ricapitalizzare l'Iri, il ministero del tesoro acquisisce la "Superstet"; a parte le discutibili modalita' di gestione della operazione ed il fatto che la reale privatizzazione della Stet e della Telecom si procrastina sine die, tale acquisizione e' un escamotage, in quanto e' in pratica una partita di giro, poiche' la Stet era gia' del Tesoro tramite la sua controllata Iri -: quale sia il piano organico per l'Iri dopo tali azioni, tenuto conto che: a) Finmeccanica ha un indebitamento dichiarato a fine 1996 di 5.100 miliardi di lire; b) le perdite dell'Alitalia per il corrente anno ammontano a 1.200 miliardi di lire. L'Iri continua a farsi carico di esuberi occupazionali per l'Ilva e l'Iritecna, che, se pure le azioni programmate dall'Iri andassero a buon fine, comporterebbero, da stime dello stesso Istituto, milleseicento addetti per l'Ilva e millecinquecento per l'Iritecna. Pertanto, non e' corretta politica vendere soltanto le parti cosiddette "buone" senza mettere in atto azioni correttive per recuperare le aree di crisi o, quanto meno, impedire che tali aree si moltiplichino. (2-00300)